20.6 C
Roma
mercoledì, 21 Ottobre 2020

Iva non versata: nuovi criteri per la crisi aziendale

-

- Advertisment -

Il Consiglio dei Ministri, in una recente seduta, nell’ambito delle modifiche al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha discusso la rimodulazione dei criteri per determinare l’ammontare del debito accumulato tramite l’Iva non versata dalle imprese, superato il quale scatta l’obbligo di una segnalazione e l’apertura di una procedura di crisi.

Abbandonato il possibile criterio percentuale (si discuteva di una quota dal 10% al 30% su determinate liquidazioni periodiche dovute), l’idea avanzata è quella di passare all’individuazione di scaglioni che stabiliscono in maniera netta l’ammontare specifico dell’Iva non pagata.

Queste le soglie:

  • 100.000 euro, se il volume di affari risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente non è superiore a 1 milione di euro; 500.000 euro, se il volume di affari risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente non è superiore a 10 milioni di euro;
  • 500.000 euro, se il volume di affari risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente non è superiore a 10 milioni di euro;
  • 1.000.000 di euro, se il volume di affari risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente è superiore a 10 milioni di euro.

Secondo la relazione di accompagnamento, il governo ritiene che tale criterio sia più lineare e facile applicazione, garantendo un adeguato contemperamento tra concreta funzionalità dell’allerta, da un lato, e contenimento in limiti accettabili del numero di segnalazioni, dall’altro.

I nuovi criteri dovrebbero inoltre diventare più punitivi per le imprese che hanno un fatturato elevato, e allo stesso tempo meno stringente per le imprese di minori dimensioni.

Come Imprese del Sud, mettiamo sul tavolo della discussione un aspetto riguardante l’aspetto penale che merita una riflessione più approfondita. Dal momento in cui un’azienda che non versa l’IVA per un determinato importo deve attivare un procedimento relativo alla crisi d’impresa che porta alla nomina di professionisti, considerando che tali professionisti sono iscritti all’albo e hanno accesso ai dati necessari per verificare le motivazioni del mancato versamento dell’imposta, dovrebbe essere possibile stabilire preventivamente stabilire se si siano verificati o meno casi di appropriazione indebita o sperpero da parte dell’Amministratore o della società. E se non c’è stata, ma l’Iva è stata utilizzata per garantire la sopravvivenza dell’azienda? In questo caso lo Stato italiano dovrebbe chiedere se sia davvero opportuno avviare procedure di crisi.

- Advertisement -

Ultime news

“Italia 2030”, formazione per il futuro sostenibile

0
Buffagni: “Sviluppo sostenibile ed Economia circolare opportunità per creare nuovi posti di lavoro, avvicinando cittadini e aziende”

Contributi a fondo perduto: 900 mila euro per le imprese

0
Lo stanziamento della Camera di Commercio di Lucca

OCSE: l’Italia ha un fisco poco competitivo

0
Nella classifica dei Paesi monitorati l'Italia occupa l'ultima posizione a causa del suo carico fiscale

La Sardegna e le opportunità legate all’acquacoltura

0
In arrivo sei milioni di euro di aiuti alle imprese di pesca e acquacoltura della Regione Sardegna per implementare l'occupazione locale.

Il Decreto Rilancio rinnova l’incentivo “Resto al Sud”

0
Il sostegno a chi fa impresa nel meridione si rinnova con novità specifiche per il 2020.

Economia

Contributi a fondo perduto: 900 mila euro per le imprese

Lo stanziamento della Camera di Commercio di Lucca

Il Decreto Rilancio rinnova l’incentivo “Resto al Sud”

Il sostegno a chi fa impresa nel meridione si rinnova con novità specifiche per il 2020.

Le sinergie commerciali con il Regno Unito post Brexit

Attualmente, il vero problema economico, commerciale e di export che si sta vivendo con il Regno Unito non è la Brexit ma la pandemia.

Scambi commerciali: la Puglia guarda al Giappone

Per due anni di seguito (2018-2019) il Giappone è il Paese verso il quale è maggiormente cresciuto l’export italiano

Il Decreto Rilancio rinnova l’incentivo “Resto al Sud”

Il sostegno a chi fa impresa nel meridione si rinnova con novità specifiche per il 2020.

Le sinergie commerciali con il Regno Unito post Brexit

Attualmente, il vero problema economico, commerciale e di export che si sta vivendo con il Regno Unito non è la Brexit ma la pandemia.

Speciale InternazionalizzazioneRELATED
Scopri la nostra guida

- Advertisement -