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mercoledì, Giugno 29, 2022
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Grano canadese a confronto con i produttori del Sud Italia

Nessuno dei recenti studi effettuati sui campioni di grano canadese importato riporta livelli di micotossine al di sopra dei limiti di legge.

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Gli ultimi anni hanno visto emergere una grande attenzione sul grano canadese. Molte associazioni poco informate e dall’animo profondamente ideologizzato hanno gettato fango sulla produzione cerealicola e sul grano canadese per invogliare la rabbia dei coltivatori italiani e meridionali al di fuori delle logiche di gestione politica e agricola dell’Italia, dando colpa delle sofferenze del settore all’import e alle “qualità” alimentari provenienti dal Canada. Nel corso degli ultimi tempi, il dibattito e il confronto ha permesso di poter smentire, con dati e ricerche pragmatiche, quando andava emergendo nel Paese in rapporto alla fake news sul grano canadese.  

CONVEGNO CEREALISTI CANADESI AD ALTAMURA

Nel 2019, l’Associazione Meridionale Cerealisti ospitò un gruppo di produttori di grano canadese proprio per riflettere sulle eventuali sinergie e combattere ciò che l’informazione italiana andava diffondendo sulla pericolosità del grano canadese. Ai lavori partecipano anche due funzionari dell’Ambasciata del Canada a Roma, Jennifer Fellows e la dott.ssa Anna Sacco della Commissione commerciale. I rappresentanti della Canadian Grain Commission analizzarono i criteri di grading dell’anno 2019, dei gradi e del tenore proteico nonché della distribuzione delle diverse varietà all’interno delle classi di frumento. I tecnici del Canadian International Grains Institute fornirono numerosi dati derivanti dalle valutazioni da loro effettuate sui processi di molitura, panificazione e produzione di pasta.

I rappresentanti di Cereals Canada e i produttori locali ebbero modo di descrivere le attività agricole nel Canada occidentale, la stagione di coltivazione 2019 e le prospettive di mercato per il frumento e il grano duro canadesi. Insomma, gli interventi chiarificatori fatti dai relatori canadesi sulla bontà del frumento esportato all’estero hanno rasserenato gli animi, a dispetto della campagna denigratoria che viene alimentata da più parti in Italia. 

NUMERI UNO | Intervista a Vincenzo Divella, amministratore F. Divella  S.p.a. - YouTube

Riflessioni che animarono anche un protagonista importante dell’economica agricola della Puglia, Vincenzo Divella, Presidente dell’omonimo Gruppo, il quale durante gli importanti lavori pugliesi dichiarò: “Sono un mugnaio e i dati indicati da voi, molto rassicuranti, ci danno motivo d’importare ed utilizzare il grano canadese, indispensabile  per il valore proteico superiore a quello italiano. Tuttavia, sarebbe più gratificante se i vostri dati fossero diffusi attraverso i mass media italiani. Inoltre, in merito al “keep cleaning”/stoccaggio, sostanzialmente sono i coltivatori canadesi che devono dare la massima affidabilità sia sullo stoccaggio che sui campionamenti fatti in merito alla molitura e alla funzionalità del prodotto”. Per quanto attiene invece la presenza di micotossine, come il Don, le analisi sulla produzione del 2019 evidenziarono livelli molto al di sotto dei limiti di legge come per il glifosato, erbicida utilizzato in Canada prima della maturazione del grano.

Purtroppo si assiste ad una campagna diffamatoria che all’atto dei prelievi dei campionamenti sulle navi, come è successo al porto di Bari, le analisi hanno dimostrato che i valori sono nella norma. In ogni caso, gli esperti canadesi stanno studiando come ridurre al minimo l’utilizzo di questo agro-farmaco. Sostanzialmente, a dispetto delle numerose teorie sbandierate in alcuni partiti a destra e a sinistra, nessuno dei recenti studi effettuati sui campioni di grano canadese importato riporta livelli di micotossine al di sopra dei limiti di legge. Tutte le analisi indicano una presenza sempre molto bassa di tossine nel grano canadese. I controlli vengono effettuati al momento dell’imbarco della merce da parte delle autorità di Ottawa e all’arrivo nei porti italiani dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea di Frontiera, che dipendono direttamente dal Ministero della salute. Spesso le notizie montate da gruppi d’interesse diffondono informazioni superficiali e poco accurate, che non aiutano a fare chiarezza sulla materia e combattere le fake news con informazioni e confronti tra i produttori italiani e canadesi. 

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Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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