Italia e Azerbaigian: paesi lontani, obiettivi convergenti

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L’Italia e l’Azerbaigian seppur geograficamente lontani sono uniti da interessi strategici convergenti. È questo il messaggio emerso dalle autorità locali durante un press tour organizzato in concomitanza con lo svolgimento delle elezioni parlamentari anticipate del 9 febbraio.

I rapporti fra i due paesi sono oramai storici e si concretizzano in una solida cooperazione nel comparto energetico che dovrebbe raggiungere il punto più alto con il completamento del Tap, il gasdotto transadriatico che consentirà al gas azerbaigiano di arrivare in Italia.

I rapporti, tuttavia, sono molto positivi anche a livello politico: nei prossimi giorni, infatti, arriverà in Italia il presidente Ilham Aliyev che, accompagnato da un’ampia delegazione, sarà ricevuto dalle massime autorità italiane e parteciperà ai lavori di un business forum bilaterale.

Nella due giorni di missione a Baku è stato possibile parlare con due consiglieri del capo di Stato, Hikmet Hajiyev e Shahmar Movsumov, che faranno parte della delegazione attesa nei prossimi giorni a Roma.

Hikmet Hajiyev ( copyright di Claudio Inconis )

Hajiyev è stato tante volte nel nostro paese e ci ha tenuto a rimarcare il contributo positivo delle imprese italiane presenti in Azerbaigian. “Le imprese italiane qui stanno facendo un ottimo lavoro, ma c’è del potenziale inespresso”, ha spiegato Hajiyev. Un potenziale che potrebbe trovare compimento grazie alla zona economica speciale di Alat, nei pressi del porto di Baku, la capitale azerbaigiana. Per il consigliere, infatti, Alat potrebbe diventare una sorta di “ponte” per le imprese italiane che puntano all’export in mercati lontani, in particolare quelli del continente asiatico. “Noi abbiamo le risorse, voi importante tecnologia che può aiutarci nell’export”, ha spiegato il consigliere presidenziale. Le tante imprese italiane già attive nel paese – fra cui Eni, Saipem e Maire Tecnimont – hanno già avviato questa condivisione di know-how e ora ci si aspetta che questo processo si sviluppi.

Shahmar Movsumov (copyright di Claudio Inconis)

Il consigliere presidenziale Movsumov, invece, lancia una nuova idea di investimento, definito “boomerang”: “Sostanzialmente si tratta di una cooperazione win-win. L’Azerbaigian investe in un’impresa che poi sfrutterà questi fondi per svolgere attività di business nel nostro paese”, ha spiegato Movsumov. “Si tratta di una forma di collaborazione vincente per entrambe le parti”, ha aggiunto il consigliere, spiegando che questo strumento potrebbe aiutare a diversificare l’interscambio commerciale. Stando agli ultimi dati disponibili la bilancia commerciale si attesta a circa 6 miliardi di dollari, tuttavia, rispetto a questa quota “l’Azerbaigian ha venduto beni per 5,6 miliardi di dollari, di cui gran parte sono idrocarburi, e ha acquistato solo 400 milioni di dollari”.

Secondo Movsumov, il business forum che si terrà il 21 febbraio prossimo alla Farnesina potrebbe essere un’occasione per individuare degli spunti utili a equilibrare l’interscambio tra questi due Paesi così lontani ma con gli stessi obiettivi.

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