Fisco

Esterometro 2019: altra burocrazia per le imprese italiane.

Prima scadenza 28 febbraio 2019. Oltre alla fatturazione elettronica entra in vigore “l’esterometro” per le operazioni con soggetti esteri.

Gli adempimenti ai fini IVA riguardanti le operazioni con l’estero, già di per sé burocraticamente complicati, dal 1° gennaio 2019 dovranno integrarsi con la fatturazione elettronica che è diventata obbligatoria in Italia per le operazioni in ambito B2B.

Come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, le operazioni con l’estero sono escluse dall’obbligo di fatturazione elettronica ma è stato introdotto un nuovo adempimento, il c.d. esterometro, necessario a comunicare le operazioni effettuate da e verso operatori non residenti.

Per evitare l’esterometro si può optare per la fatturazione elettronica delle operazioni attive verso l’estero. I soggetti passivi esteri identificati in Italia, se in un primo tempo sembravano dover rientrare tra i soggetti obbligati alla fatturazione elettronica (articolo 1, comma 909, della legge n. 205 del 2017) con la Circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 e con l’art. 15 del Decreto fiscale sono stati esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica, in vigore dal 1° gennaio 2019.

Cos’è l’esterometro e quali operazioni include

Con l’introduzione della fatturazione elettronica scompare lo “spesometro” la comunicazione di tutte le fatture attive e passive comprese le bollette doganali. Il termine per inviare l’ultima comunicazione delle operazioni del secondo semestre 2018 è il 28 febbraio 2019.

Rimangono confermate nel 2019, con regole diverse, le comunicazioni Intrastat per le operazioni con soggetti comunitari. A partire dalle fatture emesse o registrate dal 1° gennaio 2019, è introdotta una nuova comunicazione delle fatture relative ad operazioni transfrontaliere, il cosiddetto “esterometro”. Gli operatori IVA residenti comunicano le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Sono escluse dall’obbligo di comunicazione (quindi sono comunicate solo facoltativamente) le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.

Si riepilogano di seguito le operazioni da includere della comunicazione “esterometro”:

  • fatture emesse verso soggetti comunitari non stabiliti anche se identificati ai fini IVA in Italia, per i quali non è stata emessa fattura elettronica tramite SdI;
  • fatture ricevute da soggetti comunitari non stabiliti;
  • fatture emesse per servizi generici verso soggetti extracomunitari per cui non è stata emessa la fattura elettronica e per le quali non c’è una bolletta doganale;
  • autofatture per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari;
  • autofatture per acquisti di beni provenienti da magazzini italiani di fornitori extraUe.

Per approfondire la tematica è possibile collegarsi al seguente link: Esterometro 2019 (fonte Fisco e Tasse)

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Redazione

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