Economia

Ceta Business Forum, registrato il marchio europeo.

Al via la realizzazione del primo Business Forum dedicato all’accordo economico CETA, tra il Canada ed Unione Europea.

Dopo circa un anno di attesa, è arrivato il via libera da parte dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale EUIPO che ha registrato il marchio figurativo CETA BUSINESS FORUM, accogliendo la richiesta del Consorzio Euromed.

A darne notizia Sergio Passariello, CEO di Euromed International Trade, società consortile con sede a Napoli ed a Malta, membro di Anima Investment Network, la piattaforma di cooperazione multi-paese per lo sviluppo economico del Mediterraneo.

Il Ceta, sigla di Comprehensive economic and trade agreement, è un accordo commerciale fra Unione europea e Canada. Il testo è già stato approvato del Consiglio europeo (l’organo che riunisce i vari governi governi dei paesi Ue) e successivamente, nel febbraio 2017, dall’Europarlamento.

Ad un anno di distanza dall’entrata in vigore – in via provvisoria – del Ceta, la Commissione europea che gia diffuso i dati, relativi ai primi 12 mesi, sulle esportazioni agro-alimentari verso il paese nord atlantico rilevando che per l’Italia c’è stato un aumento complessivo del 7,4%. Il Ceta tutela ben 41 denominazioni italiane, pari a oltre il 90% del fatturato dell’export nazionale a denominazione d’origine nel mondo, ed elimina le tariffe doganali per il 98% dei prodotti che la Ue esporta verso il Canada.

“Finalmente un altro tassello fondamentale per i nostri progetti d’internazionalizzazione si è concretizzato – dichiara Sergio Passariello – ed ora possiamo dare corpo al progetto europeo di realizzare il primo Business Forum dedicato all’accordo economico siglato tra il Canada e la Comunità Europea.

“Partiremo dal meridione d’Europa – continua Sergio Passariello – perché è l’area meno rappresentata nelle rotte commerciali con il Canada e stiamo valutando, assieme ad un gruppo di esperti, la location più adatta per organizzare la prima edizione della conferenza internazionale.”

“I motivi che rendono il trattato commerciale un’opportunità di crescita – ribadisce Passariello – sono tanti, ed il CETA non va visto come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza. Da qui l’esigenza di diventare attori protagonisti di questa epocale trasformazione nei rapporti commerciali con il Canada e quindi, come Consorzio Euromed, abbiamo deciso di sostenere la nascita del primo Ceta Business Forum.

“Abbiamo pensato a un Forum – chiarisce Passariello – che si possa articolare in due fasi, la prima sarà completamente informatica. Sarà creata una piattaforma web, nella quale professionisti, imprenditori e istituzioni potranno promuovere le proprie attività, entrare in contatto diretto con potenziali clienti/fornitori e definire una collaborazione. La piattaforma sarà anche mezzo informativo con la possibilità di pubblicare contributi da parte degli utenti e con forum di discussione tematici”.

“La seconda fase si svolgerà con l’organizzazione fisica di momenti d’incontro, a cadenza semestrale o annuale, da tenersi in Europa e in Canada. – continua Passariello – Saranno momenti di condivisione e di networking, nei quali le aziende e i professionisti potranno incontrarsi fisicamente, confrontarsi in tavoli tematici e portare all’attenzione delle istituzioni, le esigenze concrete dei vari settori, per migliorare l’accordo”.

“I tempi di registrazione sono stati più lunghi di quelli previsti – precisa Sergio Passariello – in quanto la registrazione è stata oggetto di opposizione da parte di un’azienda tedesca, ma la tenacia delle nostre osservazioni e le convincenti argomentazioni dei nostri legali, hanno permesso di ottenere questo primo successo e grazie proprio al CETA, il nostro brand è tutelato automaticamente anche in Canada.

Nei prossimi giorni, sarà pubblicata online l’analisi di approfondimento sull’accordo economico CETA realizzata pochi mesi fa, dal gruppo di lavoro Malta Business, grazie al supporto dei tirocinanti universitari del Dipartimento Scienze politiche e giuridiche dell’Università di Messina, Arianna Crea e Francesco Barbera.

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Redazione

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