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giovedì, 22 Ottobre 2020

Appalti pubblici: il CETA spiana la strada alle imprese italiane

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Rafforzare il tema della cooperazione tra Italia e Canada anche attraverso la collaborazione ne settore pubblico, grazie all’Accordo del Ceta. Il Ceta pone le basi normative per un settore spesso sottovalutato ma che rappresenta un terreno fertile per prospettive di business: gli appalti pubblici. Un argomento di estremo interesse, sviluppato durante i lavori online promossi da Euromed International Trade per descrivere le opportunità dell’accordo nell’ambito dell’export e della valorizzazione del Made in Italy. Il volume “Speciale CETA – Export e tutela del Made in Italy“, curato dagli studiosi Francesco Barbera e Arianna Crea, pubblicato su iniziativa di Sergio Passariello, CEO di Euromed International Trade, presentato durante una conferenza online organizzata dal quotidiano economico finanziario Money.it, ha sviscerato, tra le varie tematiche, anche quella degli appalti pubblici.

Il Capo 19 dell’Accordo delinea i settori in cui le imprese dell’Unione Europea e del Canada possono fornire beni e servizi ai rispettivi enti pubblici di tutti i livelli. Al fine di poter partecipare alle gare, le imprese devono rispettare norme specifiche in materia di:

  • valore dei beni, dei servizi o del contratto in questione;
  • identificazione del cliente;
  • prodotti e servizi autorizzati.

Fatte salve alcune materie residuali, l’articolo 19.3 al primo paragrafo prevede che “Nessuna disposizione del presente capo osta a che una parte adotti misure o mantenga riservate determinate informazioni qualora essa lo ritenga necessario per la tutela dei suoi interessi essenziali in materia di sicurezza in relazione ad appalti: a) di armi, munizioni o materiale bellico; b) indispensabili per la sicurezza nazionale; oppure c) per fini di difesa nazionale”. Il Ceta, dunque, offre alle aziende dei paesi dell’Unione Europea le stesse condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici canadesi. Le norme previste dal CETA, favoriscono lo sviluppo di questo settore in quanto non solo si prevede la partecipazione diretta di aziende europee alle gare d’appalto e ai bandi che assegnano appalti pubblici, ma permette ai settori collaterali (forniture di attrezzature, trasporti su strada ferrata, apparecchiature per la generazione di energia, sia tradizionale che da fonti rinnovabili) di poter crescere nel mercato.

Ricordiamo che oltre il 25% delle esportazioni italiane in Canada sono costituite proprio da macchine di impiego generale (motori a combustione interna, turbine e turboalternatori, apparecchiature fluidodinamiche, macchine e apparecchi di sollevamento e movimentazione, macchine e apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere, ecc.), macchine per impieghi speciali (macchine per la metallurgia, macchine da miniera, cava e cantiere, ecc.), autoveicoli e macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili (dati ICE relativi al primo quadrimestre del 2018). I cluster canadesi per la produzione di macchinari ed apparecchiature sono situati in tutto il Paese, offrendo un’ampia gamma di capacità.

In Ontario si trova il Next Generation Manufacturing (NGen), uno dei cinque supercluster finanziati dal governo canadese nell’ambito dell’Innovation Superclusters Initiative. NGen riunisce il settore manifatturiero e della tecnologia per trovare soluzioni alle sfide della trasformazione digitale, collegando le aziende a ricercatori e investitori al fine di creare prodotti e processi all’avanguardia. Il governo prevede che l’impatto del super cluster sul PIL ammonterà a più di 13,5 miliardi CAD nell’arco di dieci anni ed è prevista, per lo stesso periodo, la creazione di più di  13.500 nuovi posti di lavoro.

Nel corso degli ultimi mesi numerose sono state le prospettive per le nostre imprese in Canada nell’ambito dei vari progetti di sviluppo previsti, tra cui: la costruzione di una nuova linea della metropolitana a Toronto, il prolungamento della metropolitana di Montreal, i piani di riduzione delle emissioni di gas serra del British Columbia, gli investimenti nell’energia solare del Quebec, le forniture di treni leggeri a Calgary, la costruzione di impianti LNG, nonché la realizzazione di centri ambulatoriali e strutture sanitarie in Nova Scotia.

In Canada il mercato provinciale degli appalti pubblici ha un volume doppio rispetto a quello federale e le imprese europee saranno le uniche extra-canadesi a poter partecipare agli appalti per la fornitura di beni e servizi.

Domenico Letizia
Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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