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martedì, Settembre 27, 2022
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Sardegna: l’inflazione “si mangia” la ripresa

I dati allarmanti emersi dall'ufficio studi di Confartigianato Imprese Sardegna

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E’ un’inflazione da record quella che in Sardegna sta aggredendo imprese e famiglie, passata dallo 0,8% di febbraio 2021 al 6,1% dello stesso mese di quest’anno (quinta posizione in tutta Italia per il maggior incremento dei prezzi, prima la Sicilia con +6,8%), con un incremento netto su base annua pari al 5,3% (decima posizione), dato che non si registrava dal luglio del 1991. Il 73% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,9% punti di inflazione, deriva dai beni energetici, che a febbraio di quest’anno hanno subìto un incremento del 27,4% rispetto allo stesso mese dell’anno appena concluso, passando così dal’1,3% del 2021 a 28,7% del mese in corso.

Sono questi i dati che emergono dall’analisi sulla crescita dell’inflazione, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, e riportata nel dossier “Ultime tendenze su inflazione al consumo e prezzi delle imprese, nel contesto del caro-commodities”, che ha rielaborato i dati dell’ISTAT tra febbraio 2021 e febbraio 2022. Il rapporto ha esaminato il trend di ben 10 gruppi di prodotti e servizi, per oltre 230 prodotti. In particolare vi sono le tendenze dei prezzi di 92 prodotti e servizi in mercati con una significativa presenza di imprese artigiane, di cui 29 sono riferiti a prodotti alimentari e bevande e 17 a servizi a maggiore vocazione artigiana. Il report, inoltre ha verificato le tendenze dei prezzi alla produzione manifatturiera e del costo di costruzione e dei prezzi dei servizi.

A livello territoriale sardo è la nuova provincia di Sassari quella che ha registrato l’incremento più alto nell’Isola con un +5,6%, passata dallo 0,7% di febbraio 2021 al +6,3% dello stesso periodo di quest’anno. Importante anche il dato registrato su Cagliari, con l’inflazione passata dall’1% di febbraio 2021 al 5,6% di quest’anno, per un netto del + 4,6%. La provincia di Olbia-Tempio ha registrato un aumento solo del 2,3%, derivato però da una analisi ha preso in considerazione l’incremento da dicembre 2021 (3,8%) e febbraio 2022 (6,1%)

In Sardegna, come detto, la prima posizione per incremento dei prezzi è relativa alle voci relative ad acqua, elettricità, gas e carburante, che hanno registrato una impennata dei prezzi del 27,4% in un anno, passati dal 1,3% al 28,7%. In seconda posizione i trasporti, cresciuti dell’11,3% (da -0,8% al 10,5%). Terza posizione per gli alimentari, cresciuti del 4,8%, passati dall’1,2% al 6%, per un incremento del 4,8%. Quarta posizione per i servizi relativi all’istruzione che da un negativo -3,6 del 2021 sono passati a uno 0,0%, realizzando una crescita del +3,6%. Impennata anche per la ristorazione, cresciuta del 2,7% (da 1,9% a 4,6%), mobili/arredamento con +2,6% (da 0,1% a 2,7%) e sanità +0,9% (da 0,6% a 1,5%). Al contrario, una decrescita si registra nei prodotti della comunicazione con -0,1%, per alcool e tabacchi con -0,8% e spettacoli con -2%.

L’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi – commenta Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegnasta portando alla diminuzione del potere d’acquisto della popolazione e mettendo in crisi le imprese, strette tra la morsa delle tasche vuote delle persone e l’incredibile aumento dei prezzi delle materie prime”. “Purtroppo – continua la Presidentele tensioni inflazionistiche, continuano a scaricarsi sul “carrello della spesa”, e quindi su beni alimentari, pulizia e igiene personale e manutenzione della casa. Al di la di questo, è molto preoccupante soprattutto la crescita dei costi del carburante per autotrazione e per il riscaldamento, e quindi anche il costo dell’energia elettrica e del gas. Ed è proprio su queste ultime voci che non si vede una prospettiva positiva”. “L’inflazione è la nuova “pandemia economica” alla quale si deve dare una risposta concreta, imminente ed efficace – rimarca Maria Amelia Lai il rischio dei costi che stanno esplodendo, soprattutto quelli energetici e delle materie prime, si potrebbe presto tradurre in saracinesche abbassate. Infatti, lo diciamo per l’ennesima volta, la forte spinta dei costi, insostenibile in alcuni settori, sta riducendo i margini delle imprese e determina un pesante rialzo dei prezzi alla produzione”.

I dati della nostra analisi ci dicono che, di fatto, siamo di fronte a una economia razionata, quasi di guerra – commenta Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – bisogna subito invertire questa tendenza pericolosa, ovviamente nei limiti delle possibilità del Governo”. “Comprendiamo bene come nessuno abbia la bacchetta magica per risolvere un problema che ha caratteristiche mondiali – conclude Serra – ma vorremmo che si facesse in fretta perché il peso degli aumenti dei prezzi sui bilanci di cittadini e imprese si fa sempre più gravoso. Per questo ribadiamo la necessità di interventi veloci e ah hoc per ridurre l’effetto deflagrante che questa situazione potrebbe avere sulla ripresa e per non soffocare i segnali positivi di una possibile ripresa post covid”.

Comunicato ricevuto da Confartigianato Imprese Sardegna

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