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DSA e DMA: nuovi standard per il mercato digitale

Trovato l’accordo sui nuovi standard per le normative che garantiranno maggiore equità e sicurezza nel mondo on line: per le “big tech” nuovi adeguamenti e regole da rispettare.

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Nel corso degli ultimi decenni, il mondo digitale con le grandi piattaforme on line, è diventato parte integrante della vita di tutti noi. Senza mettere in discussione i numerosi vantaggi acquisiti, alcune di queste “big tech”, identificate con il termine gatekeeper, ovvero “guardiani”, sono riuscite a costruirsi un vero monopolio esercitando un controllo sulle scelte dei consumatori e degli utenti nell’accesso ai servizi di altre aziende. In questo scenario, al fine di garantire innovazione e crescita nel futuro prossimo, su basi chiare ed eque per tutte le imprese, il Consiglio dell’UE e il Parlamento europeo hanno presentato due proposte di regolamento note come Digital Services Act (DSA) e Digital Markets Act (DMA) che
segneranno nuovi standard globali, fissando regole precise nel grande mercato digitale.

La DSA ha l’obiettivo di creare uno spazio digitale basato sul rispetto dei diritti fondamentali online, quindi più sicuro: contenuti dannosi ed illegali saranno eliminati in maniera più rapida, così come argomenti che possano disinformare sul piano politico o della salute.

La DMA definisce il ruolo dei “gatekeeper” per limitare la loro posizione dominante, assicurando il rispetto del libero mercato e della possibile concorrenza: uno dei punti chiave riguarda il posizionamento, di prodotti e servizi offerti degli stessi, più alto a confronto di quelli offerti da terzi sulla piattaforma del gigante digitale.

La Commissione per una rapida evoluzione dei mercati digitali, porterà avanti una serie di indagini che le permetteranno di :

  • identificare le piattaforme “gatekeeper”
  • aggiornare costantemente gli obblighi previsti per le piattaforme
  • specificare misure correttive per evitare violazioni ricorrenti della normativa.

I governi dell’UE pensano di concedere un anno e mezzo alle aziende tecnologiche prima che venga applicato il regolamento con gli standard europei sulla moderazione dei contenuti, invece dei tre mesi come suggerito inizialmente: questo porterebbe l’effettiva applicazione della norma nel 2024.

Ben chiare sono anche le conseguenze del mancato rispetto della normativa:
penalità di mora fino al 5% del fatturato medio giornaliero ed ammende fino al 10% del fatturato mondiale totale annuo dell’impresa.

In caso di violazioni sistematiche sono previste inoltre, misure correttive proporzionate alle infrazioni commesse. Le nuove proposte relative al digitale mostrano sicuramente tutta la loro
potenziale efficacia in una prospettiva mondiale: tenendo conto dei tempi e della procedura legislativa ordinaria, l’auspicio è di vederla presto applicata in tutta l’Unione Europea, come inizio di futuri cambiamenti nello scenario digitale internazionale.

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