21.4 C
Rome
lunedì, Giugno 21, 2021
spot_imgspot_img

Rappresentanza datoriale in frantumi – nuovi scenari di aggregazione

-

- Advertisment -spot_img

L’esigenza di un quadro più strutturato per le attività dei rappresentanti dei gruppi di interesse è più che mai oggi un emergenza, specialmente in uno scenario politico-sociale privo di riferimenti certi.

Non vi è dubbio che i meccanismi e la rappresentanza degli interessi nei vari ambiti sociali, siano stati i grandi protagonisti del nostro dopoguerra. Negli ultimi cinquant’anni il sistema corporativistico aveva una sua ragione: nella politica, nel sindacato, nell’associazionismo imprenditoriale, negli ordini professionali, nel privato sociale e nel terzo settore, camere di compensazione per vari livelli di tensioni politico sociali. Ma nessuno, al tempo stesso può negare che le positività di questo sistema si siano frantumate dinanzi alle sfide del nuovo millennio, rispetto ai nuovi strumenti di comunicazione che via via hanno preso il sopravvento.

La rappresentanza datoriale è andata nei decenni frammentandosi in mille rivoli e organizzazioni, dirottandosi in un crescente particolarismo corporativo con la conseguenza di una sempre più debole incidenza sulle decisioni che contano ed in particolare in quelle decisioni che riguardano da vicino la vita quotidiana delle piccole e medie imprese e delle partite iva (dalle professioni ai lavoratori autonomi).

Tutte o quasi le organizzazioni di rappresentanza hanno nel tempo verticalizzato e personalizzato le dinamiche interne, restando ancorate al concetto di tesseramento, senza rendersi conto che le dinamiche sociali, legate in particolare alla velocità dell’informazione ed alle innovazioni tecnologiche, avrebbero dovuto generare un forte cambiamento nel rapportarsi con la base e rinnovare il concetto stesso di rappresentanza.

L’Italia non si è mai dotata di uno strumento legislativo chiaro e trasparente per regolamentare l’azione delle lobby, sebbene la Comunità Europea ritenga l’azione di tali organismi, il sale della democrazia. Non è un caso che oggi è più facile intervenire in un processo legislativo europeo che nazionale, partecipando attivamente ad audizioni oppure a consultazioni telematiche sulle varie direttive europee.

L’esigenza di un quadro più strutturato per le attività dei rappresentanti dei gruppi di interesse è più che mai oggi un emergenza, specialmente in uno scenario politico-sociale privo di riferimenti certi. Non è un caso che negli ultimi anni la Commissione Europea ha rafforzato e ulteriormente sviluppato la sua politica riguardante la partecipazione delle organizzazioni della società civile e delle altre parti interessate, in particolare mediante l’adozione del “Libro bianco sulla governance europea” e dei “principi generali e requisiti minimi per la consultazione delle parti interessate”.

Il lobbismo rappresenta una componente legittima dei sistemi democratici, a prescindere se sia svolto da singoli cittadini o società, da organizzazioni della società civile e altri gruppi di interesse o ditte che lavorano per conto di terzi (esperti di affari pubblici, centri di studi e avvocati).

I lobbisti possono contribuire a richiamare l’attenzione delle istituzioni europee su alcuni problemi importanti; in alcuni casi, la Comunità Europea offre perfino un sostegno finanziario per garantire che i pareri di taluni gruppi di interesse siano efficacemente rappresentati a livello europeo (ad esempio gli interessi dei consumatori e dei disabili, gli interessi in campo ambientale, ecc.).

In Italia, di contro, abbiamo invece creato il reato di traffico di influenze illecite, esponendoci certamente ad una miriade di ricorsi alla Commissione di Giustizia Europea che a loro volta generanno sanzioni a carico dello Stato Italiano.

numeri iscritti
Fonte “Il Mattino”

Ma oggi come vanno rappresentate le istanze delle Imprese? E’ possibile continuare a dichiararsi interlocutori solo per il pacchetto di tessere posseduto?

Io credo che questa logica ormai è superata. Basti pensare a ciò che accade nelle Camere di Commercio. A fronte di migliaia e migliaia di soggetti giuridici iscritti, la scelta della rappresentanza viene affidata ad una minoranza strutturata, che da anni si alterna alla guida degli Enti Camerali, senza dare voce concreta ai veri soci, cioè quelli che annualmente pagano la tassa d’iscrizione.

Quindi la rivoluzione della rappresentanza datoriale passa prima di tutto da qui. Coinvolgere attivamente la base imprenditoriale, a tutti i livelli, nelle scelte di governance di enti strumentali, come le Camere di Commercio. Tutti siamo dotati per legge di una firma digitale e sarebbe molto semplice indire elezioni per la nomina dei vertici Camerali coinvolgente tutti gli iscritti, utilizzando una piattaforma ad hoc.

A tutto ciò va aggiunto il fenomeno della rete e dei social network e le domanda che dobbiamo porci sono le seguenti:
E’ più rappresentativo un soggetto che ha 10.000 “mi piace” sulla propria pagina fan di Facebook, oppure un associazione datoriale che ha 5000 tessere?
Conta di più il numero di accessi ad un blog e l’interazione che viene generata su quel sito internet, oppure un convegno limitato a pochi partecipanti?
Vale più un Twitt o un comunicato stampa?

L’errore commesso in questi anni dalle Associazioni di categoria è stato quello di utilizzare lo strumento informatico, solo a scopi informativi e non partecipativi, di fatto estraniandosi dalle nuove dinamiche sociali che nel mutare velocemente hanno determinato, da parte della base, la necessità di scelte più concrete e veloci, rispetto alle vecchie dinamiche di confronto basate sulla concertazione, concetto del tutto fuori moda.

Noi di Imprese del Sud abbiamo puntato su un mix di azioni che vanno dalla classica rappresentanza territoriale, autonoma giuridicamente ed economicamente, ad un azione di comunicazione nazionale che viaggia essenzialmente sul web, tramite il nostro portale informativo e l’interazione dei social network.

Oggi, a distanza di due anni, possiamo confermare, dati alla mano, che le nostre proposte e le nostre azioni riescono a raggiungere un bacino d’utenza molto ampio. Il messaggio viene veicolato sui canali di comunicazione informatici, viene discusso sulle piattaforme sociali e dirottato sul territorio.

Imprese del Sud, proprio in virtù della propria mission ha deciso di fare uno sforzo per progettare un sistema della rappresentanza in grado di guardare al futuro.

Le attuali associazioni datoriali, legate spesso a doppio filo con i palazzi del Governo, stentano a portare avanti le vere battaglie sociali che vengono reclamate dalle imprese.

È qui la comunicazione può svolgere un ruolo estremamente utile, un approccio culturale dove la rappresentazione degli interessi nei confronti delle istituzioni, si sposa con l’idea che fare associazionismo è creare una visione per il futuro delle nostre imprese, per i lavoratori, per il Paese.

Scarica l’articolo correlato pubblicato dal “Il Mattino” di Sergio Governale

Download

Sergio Passariello

Ultime news

Il food italiano e il True Italian Taste 2021 in Germania

0
Sono 21 i ristoranti italiani di Francoforte e dintorni che hanno partecipato all’iniziativa offrendo menu speciali dedicati all’Emilia-Romagna.

È reato di omessa dichiarazione se l’interesse economico è in Italia

Sussiste il reato di omessa dichiarazione, per il contribuente che risiede formalmente in un Paese straniero ma che mantiene il centro vitale degli affari...

Premio Mediterraneo della Sostenibilità: aperte le candidature

0
Un'ottima opportunità per numerose imprese del Sud Mediterraneo arriva dalla prima edizione di WeMed, il Premio Mediterraneo per la Sostenibilità, un'iniziativa faro della strategia...

La rinascita del Messico con gli accordi commerciali

0
Tra le opere più importanti ricordiamo il “Treno Maya”, linea ferroviaria da oltre 1.500 chilometri.
fuga_italia

Italia, il “Bel Paese” per anziani e garantiti: e i giovani scappano

0
Nel 2020, in Italia, nonostante la pandemia è aumentata la soddisfazione per la vita nel complesso. Lo certifica l’Istat con il report La soddisfazione...
spot_img

Economia

Il food italiano e il True Italian Taste 2021 in Germania

Sono 21 i ristoranti italiani di Francoforte e dintorni che hanno partecipato all’iniziativa offrendo menu speciali dedicati all’Emilia-Romagna.

La rinascita del Messico con gli accordi commerciali

Tra le opere più importanti ricordiamo il “Treno Maya”, linea ferroviaria da oltre 1.500 chilometri.

Commercio Italia-Stati Uniti durante la pandemia: i numeri

Sono diverse le attività, che impegnano le imprese italiane, che hanno subito una cancellazione dagli organizzatori e che sono riprogrammate in formato digitale.

IDE e filiere: il connubio vincente per l’Italia

Gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) continuano a crescere e si confermano l'elemento chiave per il rilancio economico del Paese....

Speciale InternazionalizzazioneRELATED
Scopri la nostra guida

- Advertisement -spot_img