L’USMCA: il nuovo accordo commerciale tra Canada, Usa e Messico

L'accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada (USMCA) ha dato avvio ad una progettualità commerciale di vantaggio reciproco per sviluppare mercati più fluidi.

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Un nuovo capitolo della storia commerciale all’interno del continente americano si sta scrivendo in queste settimane. Gli Stati Uniti d’America, il Messico e il Canada hanno siglato e sancito un nuovo accordo per modernizzare il già noto NAFTA dopo un ventennio di dibattito sull’ammodernamento delle visioni commerciali del continente americano.

Il nuovo accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada (denominato USMCA) ha dato avvio ad una progettualità commerciale di vantaggio reciproco che tenderà a sviluppare mercati più liberi e fluidi nel contento del centro e nord America, una visione del commercio più equo definito da una solida crescita economica in tutti gli stati del Nord America. In particolare, tra le varie novità del nuovo accordo, il Capitolo per la protezione commerciale risulta tra quelli più aggiornati e operativi sempre se calato all’interno del contento americano. Comprendere tutti i riferimenti e le opportunità commerciali del continente americano, combattere gli eventuali danni che possono nascere dall’appropriazione illegittima dei segreti industriali, proteggere le imprese e le proprietà statali strategiche, regolare con procedimenti civili e rimedi giuridici, sanzioni e penali, concessioni di licenze certe, garantite e tutelare i rapporti tra i funzionari governativi e le autorità di competenza dei vari settori economici.

Il nuovo accordo, così come sta accadendo in altri contesti economici post pandemia sanitaria, dedica molta importanza alla visione del commercio elettronico e digitale, alla diffusione nel continente dell’e-commerce e alla valorizzazione della tecnologica nella elargizione di conoscenze e informazioni sui prodotti e sulle eccellenze territoriali. Il capitolo dedicato al digitale contiene le discipline giuridiche del commercio elettronico in ambito internazionale, fornisce una base forte per l’espansione di prodotti, dei servizi e degli investimenti innovativi, elementi e competenze settoriali che rappresentano la forza degli Stati Uniti. Tra le nuove opportunità ricordiamo il divieto di applicazioni di nuovi dazi doganali su prodotti di natura elettronica e digitali quali, ad esempio, prodotti distribuiti elettronicamente come e-book, video, musica, software industriali e commerciali e giochi online.

Molto importante è anche l’opportunità di sburocratizzare le pratiche commerciali attraverso l’utilizzo comune della firma elettronica e delle facilitazioni di transazioni digitali consentite dal nuovo accordo USMCA. Inoltre, vengono garantite a Messico, Canada e Usa protezioni digitali, di rispetto della privacy per i consumatori e un regolamento comune sulle pubblicità online. L’impegno si estende anche alla protezione della corretta competitività del settore digitale e alla tutela dei consumatori dai servizi e dai fornitori digitali.

Negli Stati Uniti per arrivare a un accordo definitivo sull’USMCA c’è voluto oltre un anno, per le variazioni volute dai democratici e dai sindacati che hanno in parte modificato l’impianto originario del primo accordo raggiunto nell’autunno 2018. Il nuovo accordo rispetta maggiormente le condizioni dei lavoratori e ha una visione economica e commerciale complessiva del continente nord americano. Nancy Pelosi è convinta che non dividerà il suo partito come era stato con il Nafta. Dello stesso avviso i sindacati: «Le nuove regole commerciali sono più giuste per la classe lavoratrice e hanno creato un nuovo standard di riferimento per le future negoziazioni commerciali», ha recentemente dichiarato Richard Trumka, presidente del sindacato Afl-Cio.

Il nuovo accordo commerciale contiene delle norme pensate per riportare le aziende manifatturiere negli Stati Uniti. L’USMCA prevede che il 40-45% delle auto siano prodotte in stabilimenti che pagano gli operai regolarmente e con tutele sindacali, cosa che avviene negli Usa, in Canada ma non in Messico. Per questo motivo lo scorso aprile il Messico ha approvato una riforma del lavoro che prevede, poco alla volta, un aumento delle retribuzioni per gli operai messicani e anche il rispetto degli standard occidentali sulle condizioni di lavoro. La Camera di Commercio americana ha recentemente affermato di salutare positivamente gli accordi nati dall’USMCA: «Crediamo che l’approvazione finale di questo accordo raggiunta su una base bipartisan arriverà per la fine dell’anno, e ne beneficeranno in maniera particolare gli agricoltori, le industrie manifatturiere e le piccole aziende», ha scritto in una nota Thomas Donohue, ceo della Us Chamber of Commerce. A beneficiarie del sistema economico commerciale sarà soprattutto il mondo dell’agricoltura, gli allevatori del nord america e le aziende agricole americane e messicane che modernizzeranno tutta la filiera, tecnologizzandola, anche grazie alla cooperazione con l’innovativo Canada. L’accordo permetterà l’emergere di azioni di rafforzamento e partnership nel sostegno agli accordi e ai trattati privati nel mondo del commercio alimentare e agricolo e all’interno del continente nord americano.

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