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giovedì, Giugno 30, 2022
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La Cina chiude la porta a Bitcoin e monete virtuali

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La Cina dichiara guerra alle criptovalute. Anche se la messa al bando definitiva è scongiurata, dopo alcune notizie in merito trapelate nelle ultime settimane, il Governo di Pechino conferma una posizione sostanzialmente ostile alle monete elettroniche, a partire dal Bitcoin, influenzando e destabilizzando l’andamento delle quotazioni in borsa.

Il messaggio rivolto alla popolazione cinese attraverso i principali media nazionali è di stare lontani dalle criptovalute, o almeno di adottare estrema prudenza nell’utilizzo: il tutto per accrescere la consapevolezza in merito ai rischi dell’investimento, in primis quelli legati alla volatilità del capitale.

China Central Television, in particolare, ha trasmesso e diffuso alcune clip che spiegano quanto sia semplice allestire una blockchain per la gestione di token che di fatto non hanno alcun valore concreto e che approcciando questo ambito senza disporre di un’adeguata preparazione non è difficile inciampare in truffe o raggiri.

Nel frattempo, sempre la Cina sta rivedendo anche il suo ruolo di numero uno mondiale nel ‘mining’, cioè nella produzione di bitcoin, a causa dell’energia necessaria ad estrarli, che è salita a livelli ecologicamente non più sostenibili. E questo sarebbe entrato in rotta di collisione con i recenti obiettivi climatici di Pechino.

A parlare di questa inversione di rotta anche nel mining è il Wall Street Journal, il quale ricorda che fino a tre quarti della fornitura mondiale di criptovalute è stata prodotta in un solo paese, la Cina. E la spinta del governo per ridurre la produzione sta contribuendo a causare fortissime turbolenze globali sui bitcoin.

E nel frattempo l’Europa come agisce rispetto alla moneta virtuale? Da una parte il Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha più volte puntato il dito contro i bitcoin, invocando una regolamentazione più stretta per mettere un freno alle attività di riciclaggio e criminalità digitale. Mentre l’Unione Europea continua a mantenere un atteggiamento di apertura verso questa forma di pagamento e trasferimento di denaro, ma sempre nel quadro di un regolamento generale da sviluppare da qui ai prossimi anni.

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Giovanni Guarise
Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010. Nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa con approfondimenti, focus e attività di comunicazione.
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