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martedì, Dicembre 6, 2022
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Breve giro nell’Europa delle aliquote IVA

Esploriamo i diversi approcci degli Stati rispetto all'applicazione dell'imposta sui consumi

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Più di 140 paesi nel mondo, compresi tutti i paesi europei, applicano un’imposta sul valore aggiunto (IVA) su beni e servizi. Tuttavia, come mostra l’odierna mappa fiscale pubblicata da Tax Foundation, sebbene armonizzate in una certa misura dall’Unione Europea (UE), le aliquote degli stati membri dell’UE variano da paese a paese.

2021 Value-Added Tax Rates in Europe, 2021 VAT rates in Europe

I paesi dell’UE con le più alte aliquote IVA standard sono l’Ungheria (27%), seguita da Croazia, Danimarca e Svezia (tutte al 25%). Il Lussemburgo applica invece l’aliquota IVA standard più bassa al 17%, seguita da Malta (18%), Cipro, Germania e Romania (tutti al 19%). L’aliquota IVA standard media dell’UE è del 21%, sei punti percentuali in più rispetto quella minima imposta da un regolamento UE.

Diversi paesi hanno implementato modifiche temporanee dell’aliquota IVA anche in occasione dell’emergenza Covid-19. I tagli delle aliquote su beni e servizi venduti da industrie particolarmente colpite dalle ricadute economiche della pandemia – come il settore alberghiero – sono stati i più comuni. Due paesi dell’UE hanno adottato un approccio più ampio: la Germania ha ridotto la sua aliquota IVA standard dal 19 al 16 per cento, e la sua aliquota IVA ridotta dal 7 al 5 per cento, ma soltanto dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. L’Irlanda ha invece ridotto la sua aliquota IVA standard dal 23% al 21%, a partire dal 1° settembre 2020 e fino al 28 febbraio 2021.

In generale, le imposte sul consumo rappresentano un sistema economicamente efficiente di raccogliere entrate fiscali. Per minimizzare le distorsioni economiche, idealmente c’è solo un’aliquota standard che viene riscossa su tutti i consumi finali, con il minor numero possibile di esenzioni. Tuttavia, i paesi dell’UE applicano aliquote ridotte ed esentano alcuni beni e servizi dall’IVA.

Una delle ragioni principali per le aliquote IVA ridotte e i beni/servizi esentati dall’IVA è la promozione dell’equità, poiché le famiglie a basso reddito tendono a spendere una quota maggiore del reddito per beni e servizi primari come il cibo e il trasporto pubblico. Altre ragioni includono l’incoraggiamento del consumo di “beni di merito” (ad esempio, i libri), la promozione dei servizi locali (ad esempio, il turismo), e la correzione delle esternalità (ad esempio, l’energia pulita).

Ma risulta ormai evidente che le aliquote IVA ridotte e le esenzioni IVA non sono necessariamente efficaci nel raggiungere questi obiettivi politici, e possono persino essere regressive in alcuni casi, portando maggiori costi amministrativi e di conformità, e creando distorsioni economiche. Per affrontare i problemi di equità, invece, l’OCSE raccomanda l’adozione di misure che mirano direttamente ad aumentare i redditi reali delle famiglie più povere.

CountrySuper-reduced VAT Rate (%)Reduced VAT Rate (%)Parking VAT Rate (%)Standard VAT Rate (%)
Austria (AT)10 / 131320
Belgium (BE)6 / 121221
Bulgaria (BG)920
Croatia (HR)5 / 1325
Cyprus (CY)5 / 919
Czech Republic (CZ)10 / 1521
Denmark (DK)25
Estonia (EE)920
Finland (FI)10 / 1424
France (FR)2.15.5 / 1020
Germany (DE)719
Greece (GR)6 / 1324
Hungary (HU)5 / 1827
Ireland (IE)*4.89 / 13.513.521
Italy (IT)45 / 1022
Latvia (LV) 5 / 1221
Lithuania (LT)5 / 921
Luxembourg (LU)381417
Malta (MT)5 / 718
Netherlands (NL)921
Poland (PL)5 / 823
Portugal (PT)6 / 131323
Romania (RO)5 / 919
Slovakia (SK)1020
Slovenia (SI)5 / 9.522
Spain (ES)41021
Sweden (SE)6 / 1225
United Kingdom (GB)520
Giovanni Guarise
Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010. Nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa con approfondimenti, focus e attività di comunicazione.
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