Vino e food: le novità dell’export con il Regno Unito

Rafforzare le iniziative promozionali a favore dei nostri prodotti sul mercato del Regno Unito può risultare vincente.

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Recentemente, come segnalato da Confagricoltura, l’organizzazione degli agricoltori britannici (NFU) ha segnalato al governo del Regno Unito il rischio di blocchi e rallentamenti del traffico alle frontiere, a causa dei nuovi adempimenti post Brexit. La Brexit ha generato nuovi scenari per i prodotti agroalimentari italiani nel Regno e per non essere impreparati è importante dare slancio a nuove idee e prospettive per la promozione dei prodotti italiani.

Per le aziende della nostra Penisola ritorna centrale il tema della comunicazione e della promozione dei prodotti italiani nel Regno. Gli analisi economici e gli esperti della consulenza all’internazionalizzazione e all’export prevedono un aumento della concorrenza ai nostri prodotti, per gli accordi commerciali bilaterali, che il Regno Unito, a seguito del recesso dall’Unione europea, sta intrattenendo con gli Stati Uniti. Tale scenario risulta particolarmente importante e rafforzare le iniziative promozionali a favore dei nostri prodotti sul mercato del Regno Unito può risultare vincente al fine di trovare e monitorare nuovi canali di sbocco per il Made in Italy agroalimentare.

Aprire una parte del business della propria azienda ad una buona consulenza, affidandosi ad esperti dell’export, è particolarmente efficace in questi mesi al fine di conoscere a fondo le condizioni per l’export del nostro agroalimentare verso la Gran Bretagna e apprendere, in modo esatto, quale documentazione deve accompagnare i prodotti italiani nel Regno Unito. Aumentano i costi, ma agire immediatamente e comprendere subito le novità del mercato britannico vuol dire superare le complicanze che andranno emergendo sotto il profilo documentale e dei controlli. Tutte le esportazioni dovranno essere accompagnate da una dichiarazione doganale.

Inoltre, per i vini, spumanti e liquori provenienti dalla Europa scatterà dal luglio 2021 l’introduzione di certificati di importazione che prevedono anche lo svolgimento di un test di laboratorio. La cessione di prodotti alcolici da un operatore italiano e un acquirente del Regno Unito equivale a esportazione poiché realizza l’uscita di merci sottoposte ad accisa dal territorio dell’Unione Europea. L’operazione di esportazione e la circolazione in regime sospensivo dal deposito fiscale nazionale fino al luogo di uscita dal territorio dell’Unione sono completate con l’emissione della nota di esportazione da parte dell’ufficio doganale di esportazione e con il visto apposto dall’ufficio doganale di uscita. Ricordiamo che, con circa 780 milioni di euro, vini e spumanti rappresentano la voce più rilevante dell’export agroalimentare italiano nel Regno Unito.

Burocrazia, costi e concorrenza richiedono più promozione per i nostri prodotti. Sviluppare una progettualità commerciale con Euromed International Trade vuol dire affidarsi ad una vasta gamma di servizi e soluzioni fortemente personalizzati, con la condivisione comune delle piattaforme di comunicazione e di vendita online. Per affermarsi nel mercato del Regno Unito post Brexit risulta importante consolidare il brand e differenziare i prodotti delle aziende italiane rispetto a quelli dei competitor esteri. A tal riguardo risulta particolarmente importante valutare la possibilità di utilizzare il patrimonio di contenuti approvati e condivisi quale base di conoscenza standard a supporto di attività importantissime quali quelle di customer service e per progetti di formazione interna. In conclusione è importante non dimenticare che il sito web dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli contiene informazioni utili su sdoganamento, transito e controlli con Paesi fuori dall’Unione Europea, nonché sulle procedure di semplificazione e facilitazioni in ambito doganale.

Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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