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martedì, Gennaio 25, 2022
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Una nuova visione per il turismo europeo green e digitale

La competitività del settore è strettamente legata alla sua sostenibilità poiché la qualità delle destinazioni turistiche dipende fondamentalmente dal loro ambiente naturale e dalla loro comunità locale.

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L’emergenza sanitaria ha generato importanti aspettative e novità sulle prospettive dell’immediato futuro del turismo europeo e degli attori della filiera. La Commissione europea ha preparato un documento di lavoro che delinea possibili scenari per un percorso di transizione verso un ecosistema turistico più resiliente, sostenibile e innovativo. I portatori di interesse sono invitati a svolgere una valutazione sulla portata, i costi, i benefici e le condizioni delle azioni necessarie per accompagnare la doppia transizione verde e digitale del turismo europeo. Il primo passo delle istituzioni europee è quello della chiamata generale alle idee, alle visioni e alla proposta di nuove programmazioni per il turismo europeo.

Una consultazione pubblica con un chiaro invito a partecipare ad un’ampia gamma di soggetti, dalle imprese, agli enti di ricerca, dalle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali e quelle non governativa (ONG). A queste si aggiungono anche le amministrazioni nazionali, regionali e locali, i sindacati e i cittadini europei. È possibile partecipare alla consultazione pubblica rispondendo al questionario online entro il  fino al 15 settembre 2021. Sulla base dei feedback ricevuti, verranno approfonditi in autunno i temi di maggiore interesse con una serie di dibattiti e workshop con gli stakeholders.

L’Europa è la destinazione turistica più attraente del mondo ed il turismo contribuisce in modo sostanziale alla crescita e alla creazione di posti di lavoro nel contesto geografico europeo. La competitività del settore è strettamente legata alla sua sostenibilità poiché la qualità delle destinazioni turistiche dipende fondamentalmente dal loro ambiente naturale e dalla loro comunità locale. Per questo è necessario adottare un approccio globale che riguarda allo stesso tempo la prosperità economica del settore, ma anche la coesione sociale, la tutela dell’ambiente e la promozione della cultura delle destinazioni turistiche europee. Il conseguimento degli importanti obiettivi dell’Agenda 2030 sarà realizzato sulla base di politiche adeguate come la gestione sostenibile delle destinazioni, la considerazione delle questioni legate alla sostenibilità da parte delle imprese e la sensibilizzazione dei turisti nei confronti della sostenibilità.

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che programma i fondi europei ai diversi settori economici italiani per il rilancio  dopo l’emergenza sanitaria, ci sono 2.4 miliardi riservati al settore turistico. Il ministro del Turismo italiano di recente ha dichiarato alla stampa che 1.8 miliardi saranno riservati alla riqualificazione delle infrastrutture turistiche, “anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale”. La stagione turistica è da poco iniziata, sebbene con le cautele e le modalità imposte da un’emergenza sanitaria ancora ben presente. I primi dati sono disponibili e secondo gli analisti settoriali lo scorso anno il settore turistico italiano ha perso 27 miliardi a causa dell’assenza totale di turisti stranieri. Quest’anno le frontiere sono aperte ma, secondo le previsioni della Borsa Internazionale del Turismo, gran parte delle persone sceglierà di fare le vacanze nel proprio paese. Ad esempio un quarto dei vacanzieri del Regno Unito e quasi un terzo degli statunitensi hanno dichiarato che trascorreranno le ferie non lontano da casa. In Italia il 37% delle persone ha scelto delle mete entro i 90 minuti di viaggio dalla propria residenza.

Prospettive che non sono da guardare soltanto negativamente ma che possono generare nuove visioni e nuove modalità di azione e programmazione per l’intero settore del turismo europeo. L’idea dei cittadini di riscoprire i luoghi e le tradizioni delle comunità più vicine aiuterebbe a diminuirebbe l’impatto ambientale dei trasporti a lungo raggio. Meno viaggi in auto, valorizzazione delle economie locali, filiere alimentari a km zero, impulsi concreti e dinamici ad attività ecologiche come i cammini, l’escursionismo e il cicloturismo. Una nuova narrazione del turismo europeo che merita approfondimento e comprensione anche in termini di comunicazione, marketing e promozione. Ci troviamo davanti non solo ad un viaggiatore attento, ma ad un vero e proprio consumatore di esperienze: non si tratta più di un semplice osservatore distaccato o fruitore passivo delle bellezze o delle attrattive di un territorio, ma di una persona che desidera entrare in contatto con la destinazione e stabilire con essa una relazione che richiede di vivere esperienze memorabili.

Nella percezione internazionale, l’eccellenza dei prodotti italiani rimane ancorata a settori di tradizione come moda, agroalimentare, turismo, arte e cultura. Tale patrimonio già visibile nel contesto europeo merita di essere valorizzato, compreso e attualizzato. Quello turistico è senza dubbio uno degli ambiti che ha subito maggiori contraccolpi, con le oggettive difficoltà a spostarsi che da mesi contraddistingue la nostra epoca. Si è parlato spesso di “turismo di prossimità”, una sorta di alternativa alle vacanze all’estero che però ha avuto il sorprendente risultato di aver fatto scoprire e riscoprire agli italiani le incredibili bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro Paese. 

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Domenico Letizia
Giornalista.
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