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mercoledì, Dicembre 31, 2025
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Una logistica portuale efficace nel Tirreno

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Lanciare nuove progettualità su logistica e cooperazione tra importanti autorità portuali italiane e della Corsica è il nuovo obiettivo di alcune infrastrutture portuali. L’Autorità di Sistema portuale del mar Tirreno Settentrionale  sta infatti lavorando per garantire un coordinamento sulle attività infrastrutturali e ridurre l’impatto acustico nei porti commerciali dell’area di cooperazione dell’Interreg Marittimo – IT FR – Maritime, ovvero, le province di Livorno, La Spezia, Cagliari e Bastia.

L’Autorità in questione gestisce i porti di Livorno, Piombino, Portoferraio Rio Marina e Capraia che coinvolge anche l’Autorità di Sistema portuale del mar di Sardegna insieme all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, l’Università degli studi di Genova, l’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale Toscana e la Chambre de commerce et de l’industrie di Bastia.

Il progetto Monitoraggio Attivo Congiunto Urbano – Marittimo del rumore (Mon Acumen), con un bilancio di 1.830.050 euro, finanziato dall’Interreg e coperto all’85% dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), affronta il tema della pianificazione, della logistica e del controllo acustico nei porti commerciali, come richiesto dalla Direttiva 2002/49/CE, con lo scopo di: «sviluppare nei porti del sistema una comune metodologia di analisi della descrizione acustica e del rilevamento del rumore portuale; ottenere una progettazione condivisa dei sistemi di monitoraggio, attraverso la progettazione e la predisposizione di sistemi di rilevamento acustico delle maggiori sorgenti sonore in porto con l’utilizzo di sensoristica dedicata e software di monitoraggio interoperabili, sostenibili e certificati; realizzare una raccolta e verifica unitaria delle informazioni necessarie per ottenere, confrontare e classificare dati sul rumore in porto per aggiornare la pianificazione portuale, comunale e provinciale e, nel futuro, predisporre interventi di risanamento e pianificazione dei trasporti».

I partner del progetto sottolineano che «Il rumore generato dalle infrastrutture portuali, infatti, impatta quotidianamente sulla vita di migliaia di persone nell’area di programma. La presenza di aree portuali operative tutto il giorno genera un notevole disturbo ai quartieri residenziali circostanti, spesso a pochi passi dalle sorgenti di rumore rilevanti. Il valore aggiunto di Mon Acumen consiste nel fatto che permette, non solo di progettare e predisporre sistemi di rilevamento acustico conformi agli standard nazionali ed europei, ma anche di confrontare e classificare i dati in informazioni utili per la politica dei trasporti sia in Italia che in Francia. Infatti, per ottenere una pianificazione portuale efficace, è sorta la necessità di un’attività, condivisa con gli altri porti del sistema, di monitoraggio acustico e del rumore per quanto riguarda le operazioni portuali».

Mon Acumen avvantaggia la logistica dei porti, le città circostanti ma anche le Regioni in fase di aggiornamento della mappatura classica e contribuisce a colmare un gap conoscitivo e di conoscenza del fenomeno del rumore portuale, cosa necessaria se si vuole davvero mitigare gli effetti di una fonte di inquinamento particolarmente impattante per i centri urbani e per i cittadini.

I territori portuali presentano specificità in termini di potenzialità di sviluppo, tutela ambientale e esigenze di mobilità del tutto peculiari negli scenari globalizzati moderni. La distanza rispetto ai maggiori centri demografici non si misura tanto in termini di lunghezza degli itinerari quanto in ragione di una maggiore accessibilità ai mercati, in presenza di vincoli infrastrutturali e di una forte stagionalità dei flussi.

Le funzioni portuali e logistiche si inseriscono in questo quadro trasversalmente sia per le potenzialità di crescita, per la sostenibilità ed efficienza ambientale, oltre naturalmente che per il miglioramento della mobilità delle merci e dei passeggeri. L’Unione Europea ha posto enfasi sulla Coesione territoriale, sugli ecosistemi innovativi, sulle opportunità offerte dall’Economia blu, e ha strutturato azioni di sostegno per la connettività e la crescita delle isole, peraltro messe in discussione nella recente proposta della Commissione per la nuova programmazione 2021-2027.

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