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sabato, Aprile 17, 2021
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Taiwan e la ricerca contro il coronavirus

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Il coronavirus sta mettendo in discussione tutto ciò che è legato al mondo della globalizzazione, degli scambi economici e commerciali, dei collegamenti aeri e all’idea di società aperta e pronta ad accogliere capitali e potenzialità in ogni angolo del mondo.

Indubbiamente, il continente asiatico risulta il protagonista più colpito da tali vicende, ma è interessate analizzare anche come alcune di queste realtà asiatiche stiano affrontando la problematica, invitando la comunità internazionale a dedicare attenzione alla ricerca scientifica e medica e alle potenzialità di investire e incrementare tali campi di ricerca. Esempio di quanto affermato proviene dall’isola di Taiwan che ha istituito un meccanismo nazionale e globale di prevenzione delle malattie. Tale meccanismo intreccia tecnologia e contrasto alla diffusione del coronavirus attraverso la combinazione di sistemi digitalizzati di monitoraggio delle malattie, rigorose misure di quarantena alle frontiere, ampie contromisure a livello di comunità, una preparazione medica avanzata, scorte abbondanti di attrezzature e risorse mediche per la profilassi, informazioni e linee guida adattate per il pubblico e campagne di prevenzioni diffuse per il controllo delle malattie.

Le autorità nazionali e locali dell’Isola si coordinano con il settore privato per prevenire congiuntamente la diffusione di malattie epidemiche.

D’altronde per comprendere l’importanza di Taiwan nel contrasto alle malattie e ai virus è importante ribadire che negli ultimi 60 anni Taiwan ha superato focolai di colera, malaria, vaiolo, tubercolosi e altre malattie trasmissibili, accumulando una notevole esperienza e generando un considerevole e importante meccanismo di prevenzione delle malattie. Le misure preventive a ciascun livello operativo sono state ulteriormente perfezionate dopo l’epidemia della SARS diffusasi nel 2003.

Le prime valutazioni rilasciate dal Center for Systems Science and Engineering della Johns Hopkins University hanno indicato la Thailandia e Taiwan tra i Paesi con il più alto rischio di importazione di coronavirus. Tuttavia, ci sono stati molti meno casi trasmessi localmente a Taiwan rispetto a molti altri paesi sviluppati d’Europa, a testimonianza degli efficaci sforzi di Taiwan per la prevenzione delle malattie. Una conferma che giunge anche dagli indici internazionali di controllo delle strutture e dell’efficienza di tale politiche e Taiwan ha ricevuto il punteggio più alto per l’Indice Sanitario per Paese 2020, con un punteggio di 86,71. Per un rapido confronto, ricordiamo che Corea e Giappone sono ubicate al secondo e terzo posto, con punteggi rispettivamente di 81,97 e 81,14.

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