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martedì, Aprile 20, 2021
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Superbonus ridotto al 50% per lavori nei B&B

La misura non soddisfa l'associazione dei titolari di strutture ricettive extralberghiere

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Gli interventi sull’immobile utilizzato sia come abitazione principale che come bed & breakfast possono accedere al Superbonus soltanto per il 50% delle spese sostenute: a precisarlo è stata l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 570 del 9/12/2020 data a un contribuente che intende realizzare interventi di riqualificazione energetica su un immobile unifamiliare adibito in parte a struttura ricettiva extralberghiera, la cui attività è esercitata in forma professionale con partita Iva attraverso una società in nome collettivo.

Gli interventi che hanno diritto a una detrazione sulle spese sostenute sono quelli finalizzati alla efficienza energetica, inclusa la installazione di impianti fotovoltaici, e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici «residenziali».

L’Agenzia delle Entrate, richiamando quanto previsto per il bonus casa, ha reso noto che “se gli interventi sono realizzati su unità immobiliari residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, ovvero all’esercizio dell’attività commerciale, la detrazione spettante è ridotta al 50%, quindi la detrazione è calcolata sul 50% delle spese sostenute“.

La misura non soddisfa e il chiarimento dell’Agenzia non soddisfano Agostino Ingenito, Presidente ABBAC, l’Associazione dei Bed & Breakfast e Affittacamere della Campania: “L’Agenzia delle Entrate non tiene conto in questa suo intervento che vi sono molte differenti modalità di gestione di una struttura ricettiva extralberghiera nelle diverse normative regionali. La riduzione al 50% del credito di imposta per il SuperBonus110 per le attività di impresa svolta in un’abitazione di residenza appare eccessiva e non tiene conto delle diverse tipologie di attività imprenditoriali, come nel responso non sono chiarite. Chi svolge un’attività ricettiva di affittacamere è spesso un imprenditore che non risiede nell’immobile che è condotto da un soggetto giuridico diverso dalla persona fisica. Appare invece opportuno che l’Agenzia tenga conto delle diverse tipologie ricettive integrative del reddito come b&b e case vacanze, normate da alcune Regioni.”

Agostino Ingenito lancia quindi un appello: “E’ auspicabile inoltre che il legislatore premi maggiormente chi intende svolgere un’attività ricettiva extralberghiera professionale in borghi e centri storici. In questo caso si consentirebbe una rigenerazione e riqualificazione della consistenza immobiliare mettendo in sicurezza gli stabili e supportando una filiera economica importantissima in aree interne e che possano consentire di ridurre lo spopolamento, e aumentano l’appeal in chiave sostenibile e di ospitalità diffusa“.

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Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010, nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa, realizzando approfondimenti e focus per diversi quotidiani, e collaborando nelle attività di comunicazione per un'associazione di categoria in Veneto
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