Continua la stretta del fisco italiano su aziende e mondo delle professioni.

Dal 1 gennaio sono entrate in vigore le nuove norme per le compensazioni orizzontale dei crediti Irpef/Ires/Irap, che essendo ammessi soltanto dopo almeno dieci giorni dalla presentazione della dichiarazione telematica, rispetto alla quale si attende ancora la pubblicazione la pubblicazione del relativo software da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Grazie al decreto fiscale (DL 26 ottobre 2019, n. 124, pubblicato nella G.U. n. 252 del 26 ottobre 2019) imprenditori e professionisti, verosimilmente, per toccare con mano le compensazioni dovranno attendere fino alla metà del 2020, scoperti rispetto al versamento di altre imposte da versare con la compilazione del modello F24.

Nella sostanza il fisco italiano ha trovato uno stratagemma per posticipare di diversi mesi il rimborso dell’IVA a credito tramite compensazione, creando notevoli difficoltà finanziarie alle imprese e/o professionisti che in questo modo non possono compensare mensilmente il credito IVA con altre imposte da pagare.

A questo si aggiungono altri controlli preventivi, tra cui:

• obbligo di presentazione del modello F24 tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate;
• obbligo di apporre il visto di conformità per i crediti di importo superiore ai 5.000 euro;
• massimali annuali di utilizzo per i crediti del quadro RU (massimo 250.000 euro, salvo esclusioni disposte dalle norme istitutive del singolo credito);
• massimali annuali di utilizzo per gli altri crediti d’imposta (massimo 700.000 euro, salvo esclusioni disposte dalle norme istitutive del singolo credito);
• la compensazione è preclusa in presenza di somme iscritte a ruolo di importo superiore 1.500 euro.

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Redazione

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