Il successo del Piano Marocco Verde vede nel Salone Internazionale dell’Agricoltura del Marocco una delle sue massime manifestazioni pratiche della forza del Piano.

Anche quest’anno si svolge in Marocco l’evento internazionale SIAM 2020, importantissimo per tutto il bacino del Mediterraneo, dedicato all’agricoltura e alla conoscenza imprenditoriale delle attività legate al mondo agricolo e agroalimentare.

Dopo anni di esperienza a Casablanca e a Meknès, capoluogo dell’omonima prefettura ed importante polo economico della regione di Fès-Meknès, torna a ripetersi l’appuntamento del Salone Internazionale dell’Agricoltura del Marocco “Siam”, la principale manifestazione marocchina dedicata ai settori agricolo e zootecnico. Il mercato marocchino, in piena espansione, guarda con grande interesse alla qualità e all’esperienza espressa dai prodotti e dalle tecnologie “Made in Italy”. Tanto che nel 2018, vi fu la partecipazione di 44 imprese italiane, con una presenza internazionale di più di 1700 espositori in 185.000 mq e 1.025.000 di visitatori.

Il Salone Internazionale dell’Agricoltura del Marocco (SIAM) consente infatti alle aziende italiane del comparto agricolo e zootecnico l’opportunità di entrare in contatto con professionisti marocchini del settore, incontrare i manager e i leader delle grandi cooperative agricole del Nord Africa, confrontarsi con i costruttori e i venditori dei macchinari agricoli, esperti di irrigazione e imprese impegnate nella raccolta di frutta e olive.

Inoltre, i lavori del salone permettono di incontrare gli esperti aziendali di produzione energetica sostenibile nell’ambito agricolo e agroindustriale. 

La Fiera agricola del Marocco – SIAM si propone, dunque, come vetrina dell’eccellenza del Made in Italy nel settore agricolo: le aziende italiane, che esprimono le tecnologie più raffinate e innovative, si distinguono in questo comparto a livello internazionale e costituiscono un fondamentale punto di riferimento.

Proprio per questa ragione Euromed International Trade ha deciso di partecipare con una propria delegazione all’evento. Chi vuole partecipare usufruendo di un servizio di guida, accompagnamento e traduzione attraverso i vari stand espositivi e i convegni informativi può richiedere maggiori informazioni allo staff di Imprese del Sud compilando il seguente form:

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Da dove nasce l’innovazione del Marocco in ambito agricolo?

Dalle politiche del Re e del Regno legate al noto Piano Marocco Verde, finalizzato all’ammodernamento del settore agricolo. Nel solo 2013 furono avviati progetti per un valore di 146 milioni di euro di cui oggi si notano i primi risultati, spingendo il Piano ad una fase successiva e più pregnante.  

Cinque sono stati gli accordi firmati tra il governo e il settore professionale all’inizio del 2009 per promuovere la competitività dell’agricoltura marocchina. Gli accordi sono relativi al settore cerealicolo, alla realizzazione di progetti di finanziamento per i piccoli coltivatori, al miglioramento dell’avicoltura e all’incremento della produzione di agrumi.  Tra i settori più importanti per gli investimenti centrale è il mondo dell’agricoltura: esso beneficia da alcuni anni di una politica di investimenti volta a modernizzare il comparto agricolo (dotandolo di macchinari, attrezzature, impianti di irrigazione goccia a goccia, impianti fotovoltaici laddove non vi è un servizio di erogazione di energia elettrica) e formare cooperative agricole (oltre alle grandi tenute agricole già esistenti) che siano in grado di offrire una gamma di prodotti esportabili, diversificati e rispondenti alla domanda estera. 

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Il piano energetico nazionale prevede ulteriori sviluppi nell’ambito dell’energia fotovoltaica, termo solare ed eolica, e si concentra soprattutto sul miglioramento dei vantaggi fiscali per rendere più accessibili gli investimenti nelle energie rinnovabili, il cui consumo è cresciuto e si stima continuerà a crescere.  

Grazie allo sviluppo del Piano Verde, le aree di coltivazione dell’olivo sono cresciute del 20% (933,475 ettari) e rappresentano oltre il 55% di tutti l’arboricoltura in Marocco, mentre rappresentano il 15% delle esportazioni agroalimentari nazionali del paese.

Il settore dell’olio d’oliva ha anche ridotto drasticamente il tasso di disoccupazione femminile mediante la creazione di posti di lavoro permanenti.

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Il 45% della popolazione attiva del Marocco è impiegata in agricoltura, che rappresenta il 15-20% del PIL del Regno. Considerato come una priorità strategica dal piano Piano Verde, la produzione sostenibile e l’esportazione dei prodotti locali è al centro della strategia di crescita globale del Marocco. Con questo obiettivo sono stati investiti più di dieci miliardi nella modernizzazione e per il supporto tecnico delle aziende, in particolare nelle zone rurali e in molte zone del Sud del Regno, isolate geograficamente.

Habib El Malki con Antonio Tajani .

Oggi il Marocco sta sviluppando uno dei modelli agricoli pionieristici su scala globale“, ha recentemente dichiarato Habib El Malki, noto esponente politico delle istituzioni del Regno e già Ministro dell’Agricoltura.

Questa strategia tende ad aumentare il valore aggiunto agricolo e l’offerta sui mercati internazionali con un numero variegato di prodotti. In termini di produzione, il Marocco mantiene la sua posizione di 12° produttore mondiale e consolida il proprio posizionamento, con una produzione record prevista di 143.000 tonnellate per il biennio 2019-2020, in crescita del 41,3%  se rapportato al 2018-19. Importante notare che per il 2022 è previsto un aumento in positivo degli indicatori, con l’entrata in produzione di tutte le palme già piantate, grazie al raggiungimento già nel 2019 invece che del 2020 come si era prospettato, dell’obiettivo di semina di 3 milioni di palme. Altro fattore del successo del Piano Marocco Verde che vede nel  SIAM del Marocco una delle sue massime manifestazioni pratiche della forza del Piano. 

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Domenico Letizia

Domenico Letizia

Pubblicista presso il quotidiano nazionale L’Opinione, analista economico e geopolitico. Speaker radiofonico per i microfoni di "RadioAtene". Ha svolto analisi di mercato in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Moldava(CCIM) e con l’ Associazione di Studio, Ricerca ed Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa. Ricercatore, pubblicista e social media manager del progetto del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Iscritto all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania dal gennaio 2019. Già Social Media Manager e Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.