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lunedì, Agosto 2, 2021
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Scambi commerciali: la Puglia guarda al Giappone

Per due anni di seguito (2018-2019) il Giappone è il Paese verso il quale è maggiormente cresciuto l’export italiano

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La Puglia guarda all’Estremo Oriente e sceglie il Giappone quale nuova meta per future collaborazioni economiche. Oggi, infatti, il Paese del Sol Levante è un partner commerciale importante per l’Italia, ma può esserlo ancora di più a vantaggio delle imprese pugliesi e anche di quelle giapponesi.

Perché una collaborazione c’è già. Multinazionali nipponiche sono proprietarie da anni di aziende come Bridgestone o Birra Peroni, mentre i ristoranti di cucina giapponese sorgono numerosi in ogni angolo della Puglia. E il vantaggio è reciproco. Se la Puglia gradisce il sushi, il Giappone è interessato all’alta tecnologia opto-elettronica della pugliese MerMec e allora le premesse ci sono tutte per rafforzare vecchi legami e soprattutto per crearne di nuovi.

Ecco perché la Regione Puglia ha dedicato il suo secondo International Forum ad un Business Focus dedicato al Giappone, in occasione della Fiera del Levante.

Vogliamo rafforzare un’antica amicizia con un grande popolo”, ha detto il direttore del Dipartimento Sviluppo economico della Regione Puglia, Domenico Laforgia. “Riteniamo di avere opportunità e prospettive di crescita sia per gli scambi commerciali che per gli investimenti. Negli ultimi anni gruppi giapponesi hanno investito in Puglia grazie a misure di agevolazione della Regione come i Contratti di Programma. L’ha fatto Marelli Europe Spa di proprietà di Calsonic Kansei Corporation che ha investito con due progetti del valore complessivo di oltre 41,3 milioni di euro, uno per diversificare la produzione con sei nuovi prodotti e l’altro per fare ricerca industriale e sviluppo sperimentale di un sistema innovativo di iniezione. Le relazioni commerciali tra Puglia e Giappone nel 2019 sono state caratterizzate da un interscambio pari a quasi 282 milioni di euro, di cui 267,6 milioni di euro le esportazioni con una crescita del 7,7% rispetto all’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2020, quindi ai tempi Covid e del lockdown, la Puglia ha acquistato dal Giappone autoveicoli per oltre 38 milioni di euro facendo impennare la curva delle importazioni del 416 per cento. Sono tutti segnali di legami solidi che abbiamo intenzione di moltiplicare a vantaggio della Puglia e del Giappone”. 

 “Il Giappone – ha sottolineato Giorgio Starace, Ambasciatore d’Italia in Giappone – rappresenta un mercato prioritario e con un grandissimo potenziale per il nostro sistema produttivo. Come Ambasciata siamo pronti ad aiutare le nostre aziende, interessate a questo mercato, a cogliere le opportunità per la fase post emergenza”.

Il presidente della Fondazione Italia Giappone Umberto Vattani, già Ambasciatore a sua volta, ha lanciato un’idea: “Lo scorso anno abbiamo realizzato a Venezia un’intera settimana dedicata al Giappone che ha attirato importanti delegazioni giapponesi con eventi in tanti settori, dalla cultura, alla politica, all’economia. Il prossimo anno saremmo felicissimi di poter replicare proprio qui in Puglia, con il vostro aiuto, un evento di altrettanto successo, foriero di interessanti prospettive. Ammiriamo l’immagine che questa bella regione proietta nel mondo grazie alle sue impareggiabili istituzioni culturali, prima fra tutte il Teatro Petruzzelli, e le tante imprese innovative e dinamiche, nate su questo territorio”.

Terza maggiore economia al mondo – ha spiegato il Presidente dell’Agenzia Ice Carlo Maria Ferro – potere di acquisto pro capite superiore alla media europea, sesto maggiore importatore al mondo; per due anni di seguito (2018-2019) il Paese verso il quale è maggiormente cresciuto l’export italiano: ci sono tutte le condizioni per guardare al Giappone nella fase di ripartenza per aumentare le quote di mercato delle imprese italiane e allargare il numero di imprese esportatrici, particolarmente del Mezzogiorno e della Puglia. L’Ice Agenzia è a fianco delle imprese per accompagnarle con le sue 14 nuove iniziative nell’ambito del Patto per l’Export e attraverso i suoi uffici a Tokio e Osaka”.

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