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lunedì, Maggio 23, 2022
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Patto per l’export e digitalizzazione delle imprese

Digitalizzazione ed export: i nuovi scenari economici, post pandemia sanitaria che pongono le istituzioni economiche nazionali al centro di nuove visioni.

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La digitalizzazione incide sull’export e i nuovi scenari economici, post pandemia sanitaria, pongono le istituzioni economiche nazionali e le organizzazioni legate ai mercati esteri davanti alla sfida di comprendere, adeguarsi e rilanciare idee per le piccole e medie imprese italiane interessate all’internazionalizzazione dei servizi e dei prodotti. Dal 31 agosto al 18 settembre 2020, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Agenzia ICE e SACE SIMEST, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e Unioncamere, invitano le aziende italiane a partecipare ad un ciclo di Roadshow, in modalità online, dedicati alla presentazione del Patto per l’Export.

L’obiettivo è quello di descrivere alle aziende partecipanti la strategia di sostegno pubblico alle imprese che operano o intendono inserirsi nei mercati internazionali attraverso risorse straordinarie messe a disposizione dal Governo per imprimere al sistema produttivo un nuovo slancio e una nuova vitalità. Il Roadshow virtuale “il Patto per l’export – strumenti e opportunità per le pmi” si svolge in 10 tappe, della durata di 90 minuti. Ciascuna tappa sarà dedicata a specifici ambiti territoriali.

Il coronavirus ha generato un’accelerazione dei tempi di adeguamento verso nuove metodologie di lavoro. Come per le altre attività aziendali, anche quella dell’internazionalizzazione non è stata immune da tale importante cambiamento. Dopo il disorientamento dovuto alla presa di coscienza del nuovo scenario, gli export manager, esclusi dalle opportunità commerciali e di network dei momenti di incontro reali, stanno cercando nel digitale una soluzione alternativa. L’interruzione di fiere ed eventi lascia uno spazio significativo, un vuoto che è destinato a riempirsi con l’Export Digitale. Le piccole e medie imprese della nostra Penisola non possiedono, nella maggior parte dei casi, competenze specialistiche capaci di accompagnare il percorso commerciale verso politiche strategiche di internazionalizzazione, nonostante via sia la necessità di ampliare i mercati e le sinergie richiedono competenze professionali specializzate. 

La selezione e valutazione delle opportunità di business, la valutazione e il monitoraggio tra le opportunità e il potenziale di sviluppo dell’azienda all’estero, l’ottimizzazione delle spese finanziarie, l’utilizzo più idoneo degli strumenti di supporto ed agevolativi esistenti, l’importanza di affidarsi a manager del settore, l’export digitale e l’internazionalizzazione 4.0, sono tutti fattori che possono rappresentare una spinta per le imprese se adeguatamente e giustamente utilizzati. Da tali considerazioni nasce l’idea presentata dal governo del Patto per l’export.

Il Patto per l’export è una strategia “ambiziosa ma solida” che si regge su sei pilastri: comunicazione; promozione integrata; formazione/informazione; e-commerce; sistema fieristico; finanza agevolata. Nel documento si legge che il patto per l’export riassume le risorse straordinarie stanziate dal governo per circa 1,4 miliardi di euro, con cui si rafforzeranno gli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese e si adotterà un’azione promozionale di ampio respiro. Inoltre, saranno disponibili fino a 200 miliardi di garanzie statali per le imprese italiane attivabili attraverso la Sace. Altri 30 milioni saranno disponibili per un nuovo bando in materia di temporary export manager e digital export manager, a cura del ministero degli Affari esteri e Invitalia e oltre 8 milioni, in favore della rete delle Camere di commercio italiane all’estero, a valere sulle annualità del programma “True Italian Taste”, per attività di promozione delle eccellenze agroalimentari italiane e di contrasto all’Italian Sounding.

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Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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