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venerdì, 30 Ottobre 2020

Internazionalizzazione e Mediterraneo: la strategia vincente

La preparazione, la formazione, le informazioni e la consulenza di esperti fanno la differenza anche nel contesto del Mediterraneo, casa comune, ma dalle mille sfaccettature politiche, sociali, culturali ed economiche.

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Abbiamo avuto modo di scriverlo tantissime volte: il coronavirus ha ridisegnato lo scenario economico, commerciale e imprenditoriale dei nostri tempi e le strategie future appaiono incerte, problematiche e cariche di ansia per il raggiungimento del successo commerciale. Oltre la pandemia sanitaria, le imprese italiane sembrano essere frenate dall’investire nel mercato del Mediterraneo, soprattutto a causa della non fiducia commerciale che va a favore degli operatori locali e che rappresenta il principale ostacolo per sei imprenditori italiani su dieci. Nonostante le problematiche, il Mediterraneo rappresenta, ed è necessario ribadirlo in ogni sede, una meta naturale per le imprese italiane che vogliono affacciarsi al mercato comune.

L’area Mediterranea rappresenta oggi una importante opportunità per le aziende italiane e principalmente per quelle della costiera adriatica e tirrenica. Azioni di sensibilizzazione e formazione hanno fatto crescere all’interno delle aziende del territorio nazionale il bisogno di realizzare un network per l’internazionalizzazione capace di promuovere, sviluppare e supportare le politiche di ampliamento di mercati nell’Area Mediterranea.


Le piccole e medie imprese della nostra Penisola non possiedono, nella maggior parte dei casi, competenze specialistiche capaci di accompagnare il percorso commerciale verso politiche strategiche di internazionalizzazione, nonostante via sia la necessità di ampliare i mercati e le sinergie richiedono competenze professionali specializzate. La selezione e valutazione delle opportunità di business, la valutazione e il monitoraggio tra le opportunità e il potenziale di sviluppo dell’azienda all’estero, l’ottimizzazione delle spese finanziarie, l’utilizzo più idoneo degli strumenti di supporto ed agevolativi esistenti, l’importanza di affidarsi a manager del settore, l’export digitale e l’internazionalizzazione 4.0, sono tutti fattori che possono rappresentare una spinta per le imprese se adeguatamente e giustamente utilizzati. Tali capacità possono svilupparsi solo dove vi è un team, con competenze diverse, che può accompagnare le imprese verso l’apertura all’export e all’innovazione. La strategia consiste, dopo una prima analisi di valutazione dell’impresa, nell’avviare un processo d’azione sui temi inerenti le operazioni che l’impresa affronta per le proprie iniziative di ingresso ed espansione nei mercati esteri (percorsi di espansione industriale, esportazioni di beni strumentali, commercio online, iniziative per una stabile penetrazione commerciale, social media, network e marketing), che porterà a nuove strategie commerciali.

Non solo fornire ai propri clienti informazioni specifiche sulle potenzialità relative sia a bandi, i finanziamenti focalizzati all’internazionalizzazione di impresa sia ad appalti pubblici (i cosiddetti tender) finanziati a livello europeo ed internazionale, ma seguire l’impresa nella sua crescita nel Mediterraneo, riuscendo a generare quei meccanismi che producano una progettualità di export duratura nel tempo e nello spazio. Nel contesto attuale altamente competitivo, ancor più che in passato, il tradizionale modello di produrre per esportare non è più sufficiente a reggere la sfida del mercato globale: il pieno recupero, non ancora realizzato anche a causa della pandemia sanitaria, dipenderà in maniera sostanziale dalla ripresa della internazionalizzazione commerciale e produttiva.

L’apertura internazionale e la capacità di generare network commerciale rappresentano la chiave di volta, il grimaldello, della crescita economica, in particolare per l’Italia, dell’economia manifatturiera, con un pregevole patrimonio di piccole e medie imprese che rappresentano la quasi totalità del circuito nazionale produttivo, in grado di offrire sui mercati una vasta gamma di prodotti di eccellenza non solo per qualità, autenticità, affidabilità e contenuto in termini di essenza italiana e stile di vita, “the Italian way of life“, ma anche ad alta affidabilità per l’innovazione e la creatività del Made in Italy. È stato calcolato che dopo quattro punti percentuali di aumento dell’export dovuto a servizi, prodotti e cooperazione, in termini reali, equivale un aumento di un punto percentuale del Prodotto Interno Lordo.

L’internazionalizzazione dell’impresa è un passo per il business, necessario sia per l’impresa che per l’intero sistema paese, che può avviare importanti e considerevoli occasioni, garantire una crescita importante all’azienda che sa intravedere le opportunità di tali operazioni. Al tempo stesso, se non viene affrontata con la dovuta professionalità, l’internazionalizzazione rischia di consumare risorse preziose, senza generare effettivi benefici. La preparazione, la formazione, le informazioni e la consulenza di esperti del settore fanno la differenza anche nel contesto del Mediterraneo, la nostra casa comune dalle mille sfaccettature politiche, sociali, culturali ed economiche.

Domenico Letizia
Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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