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venerdì, Gennaio 21, 2022
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Marocco: tra bioeconomia e sostegno alle imprese agricole

Un valore pari a 200 milioni di euro è l’accordo di prestito siglato dalla BEI per sostenere la bioeconomia e le aziende agricole del Marocco.

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La nuova strategia di sviluppo del settore agricolo chiamata “Green Generation 2020-2030″ e quella relativa allo sviluppo della bioeconomia, del settore idrico e forestale chiamata “Foreste del Marocco” riflette nuove opportunità per le imprese italiane e del Mediterraneo, grazie anche ai contributi della cooperazione Europa – Marocco. Le nuove opportunità sono il frutto di nuovi accessi al credito europeo. Un valore pari a 200 milioni di euro è l’accordo di prestito siglato dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) con l’Istituto marocchino Crédit Agricole per sostenere la bioeconomia e le aziende agricole marocchine. A darne notizia è la stampa locale del Regno, dalla quale si apprende che il prestito si propone di accompagnare l’attuazione della nuova strategia agricola governativa “Green Generation 2020-2030”. Il prestito riguarderà finanziamenti per sviluppare le catene del valore agricolo e tutte le attività legate al sistema della produzione, inclusi stoccaggio, logistica, imballaggio, marketing e trasformazione industriale.

La nuova visione strategica del settore agricolo è stata sviluppata, in linea con gli alti orientamenti Reali per il consolidamento dei risultati raggiunti nel settore agricolo e la creazione di nuove attività che generino posti di lavoro e redditi, in particolare a favore dei giovani nelle zone rurali. Secondo i dati a disposizione, l’agricoltura è ancora uno dei settori chiave per l’economia marocchina rappresentando il 15% della formazione del prodotto interno lordo, occupando circa il 40% della forza lavoro nazionale e generando il 10% del valore delle esportazioni. Le politiche intraprese dal Regno hanno un obiettivo strategico e importante anche nel sostenere lo sviluppo della bioeconomia, ovvero aumentare il tasso di occupazione sostenibile della popolazione, andando così a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie. Il presidente della Federazione nazionale delle aziende agroalimentari, Talib Abdel Moneim Al-Alij, ha dichiarato che la strategia è volta ad accrescere la competitività delle industrie alimentari locali, rendendole un settore strategico, e a sostenere e valorizzare la produzione locale. Circa i fondi stanziati dall’Unione Europea, Tariq Sijilmassi, Presidente del Consiglio per la gestione dei prestiti agricoli, ha affermato che l’accordo costituisce un primo passo verso la creazione di una partnership forte e sostenibile tra la sua istituzione e la Banca europea per gli investimenti, a beneficio del mondo rurale e agricolo.

L’agricoltura svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio macroeconomico del Regno, sostenendo costi sociali notevoli, dando lavoro a più di 4 milioni di persone nel mondo rurale e creando circa 100.000 posti di lavoro nel settore agroalimentare. Si tratta, pertanto, di un settore che potrebbe sostenere il Regno nell’affrontare le ripercussioni economiche della pandemia sanitaria che il mondo sta vivendo. Secondo le statistiche degli ultimi mesi, l’occupazione in Marocco ha segnato una perdita di oltre 726.000 posti di lavoro, che rappresentano il 20% della forza lavoro nelle imprese strutturate, e il deficit di bilancio del Paese, escludendo l’impatto delle privatizzazioni, dovrebbe peggiorare fino a raggiungere il 7,6% del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 2020, dal 4,1% del 2019, per poi migliorare al 5% nel 2021. 

In un recente discorso il Re del Marocco aveva chiesto a tutti gli attori dell’economia agricola e ai nuovi protagonisti legati alla bioeconomia “di consolidare i risultati raggiunti nel settore agricolo e di creare nuove attività che generino posti di lavoro e redditi, in particolare a favore dei giovani nelle zone rurali“, al fine di “favorire il l’emergere di una classe media agricola, per consolidare il suo quadro in modo che, alla fine, possa esercitare la sua doppia vocazione di fattore di equilibrio e leva dello sviluppo socio-economico, come la classe media urbano e il ruolo chiave assegnato ad esso“.

Euromed International Trade propone alle imprese del network ed ai propri clienti, impegnate e desiderose di entrare sui mercati interessanti del Marocco, un’offerta completa di servizi integrati. Il modello messo a punto parte dalla consapevolezza che nell’ambiente altamente competitivo dell’economia attuale, caratterizzata dal libero movimento di merci, servizi, capitali e risorse a livello globale, l’internazionalizzazione dell’impresa non si identifica più con la sola attività di export, ma prevede anche la collaborazione con imprese di altri contesti del Mediterraneo, apertura di filiali commerciali o produttive ed altre attività che il Marocco permette di sviluppare.

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