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mercoledì, 21 Ottobre 2020

L’Italia vince contro i dazi Usa

L'Italia festeggia dopo la decisione del presidente Trump di non penalizzare prodotti italiani nella revisione delle liste di merci dell'Unione europea colpite dai dazi Usa.

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Una bellissima notizia giunge oltreoceano a rasserenare le recenti preoccupazioni provenienti dall’amministrazione Usa in rapporto alle merci del nostro export e alla diffusione del made in italy nel continente nord americano. La maggior parte dei dazi Usa sulle nostre eccellenze agroalimentari non è più un problema. La ministra alle politiche agricole, Teresa Bellanova, ha rilanciato una nota inviata alla stampa molto chiara ed esaustiva: “Un’ottima notizia per le nostre filiere agroalimentari, soprattutto quelle che negli anni sono state capaci di conquistare quote di mercato sempre più rilevanti nell’export verso gli Usa. E la dimostrazione evidente che quando a muoversi è, all’unisono, un intero sistema-paese, politica e diplomazia, i risultati arrivano, come già era accaduto nei mesi scorsi. Ancora una volta abbiamo scongiurato il rischio di danni irreparabili per le nostre eccellenze agroalimentari ad una filiera che la pandemia ha messo duramente a prova. Adesso più che mai non è tempo di guerre commerciali”.

L’Italia festeggia dopo la decisione del presidente Trump di non penalizzare prodotti italiani nella revisione delle liste di merci dell’Unione europea colpite dai dazi Usa.

E’ un’ ottima notizia – dichiara il presidente di ConfagricolturaMassimiliano Giansanti perché l’inasprimento dei dazi avrebbe posto un ostacolo in più sulla strada verso la piena ripresa del sistema agroalimentare italiano dopo l’ emergenza sanitaria. Un particolare ringraziamento va al governo e alla nostra rappresentanza diplomatica per l’ efficace azione svolta nei confronti dell’ amministrazione statunitense”, sottolinea Giansanti.E’ anche importante rilevare che gli Stati Uniti hanno formalmente espresso la disponibilità a negoziare con la UE un accordo che metta fine al contenzioso ultra-decennale sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing“, aggiunge il presidente di Confagricoltura. “E una disponibilità che va colta con la massima urgenza da parte della Commissione europea, per raggiungere un’intesa che consenta di eliminare i dazi che gravano sui nostri prodotti dall’ottobre dello scorso anno”, conclude il presidente di Confagricoltura.

Insomma, niente nuovi dazi sui prodotti agroalimentari Made in Italy, una decisione del presidente Donald Trump di “graziare” l’Italia rispetto all’ipotesi iniziale di estendere gli aumenti tariffari anche a vino, olio e pasta. Ora, l’Italia torna in pole position come fornitore di vino nella piazza Usa. Secondo le elaborazioni su base dogane dell’Osservatorio del Vino di Uiv (Unione italiana vini) il valore delle vendite del vino made in Italy sul mercato statunitense nel primo semestre di quest’anno sfiora 1 miliardo di dollari, in crescita sia a volume (+2,9%) che a valore (+1,8%) sul pari periodo 2019.  Tra i vini Made in Italy, il cui risultato è ancor più significativo se si considera anche il calo complessivo delle importazioni di vino negli Usa (-10%, a 2,8 miliardi di dollari), gli spumanti (+4,7%) fanno meglio a valore rispetto ai fermi imbottigliati (+1,3%), che rimangono la tipologia più venduta con un controvalore di 742 milioni di dollari. In forte difficoltà invece i fermi imbottigliati francesi che, vittime dei dazi aggiuntivi, chiudono il semestre a -37%. 

Restano, invece, in vigore le tariffe aggiuntive del 25% entrate in vigore lo scorso 18 ottobre 2019 che hanno già colpito specialità italiane come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi, agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello. Ricordiamo che Gli Stati Uniti sono il primo mercato extraeuropeo per i prodotti agroalimentari italiani per un valore che nel 2019 è risultato pari a 4,7 miliardi, con un ulteriore aumento del 4,8% nei primi sei mesi del 2020, anche se a giugno le difficoltà causate dal coronavirus hanno fatto segnare una inversione di tendenza di quasi un punto percentuale.

Si tratta di una decisione che premia gli sforzi del Governo ed in particolare della Farnesina e della nostra Ambasciata a Washington, nel mantenere un costante canale di dialogo con le autorità americane responsabili della politica commerciale. Nel mio colloquio telefonico delle scorse settimane con i vertici USTR, che segue la mia visita a Washington a fine gennaio in occasione della precedente revisione delle tariffe, ho sempre sottolineato non solo l’importanza di riconoscere la centralità del profondo legame tra Italia e Stati Uniti, ma anche la dannosità dei dazi per l’economia di entrambe le sponde dell’Atlantico. Il libero commercio è infatti sempre stato per Europa e Stati Uniti un volano di crescita e di sviluppo e lo è ancor più in una fase di recessione post Covid in cui non solo i produttori europei, ma anche gli importatori e distributori americani avevano manifestato preoccupazione per i possibili aumenti tariffari. Siamo infine soddisfatti per una decisione che premia gli sforzi compiuti dall’Italia per richiedere a gran voce (come ho personalmente fatto negli incontri con i miei omologhi dei 4 Paesi membri del consorzio Airbus) la revisione dei sussidi pubblici ritenuti illegittimi dall’OMC e lavoreremo intensamente nei prossimi mesi, anche a seguito delle aperture da parte del Commissario Hogan delle ultime settimane proprio su tali sussidi, per l’abolizione dei residui dazi su alcuni prodotti agroalimentari italiani, stabiliti dagli Stati Uniti nel 2019“, ha dichiarato il sottosegretario Ivan Scalfarotto.  

La decisione dello United States Trade Representive (USTR) è quella di non aggiungere dazi aggiuntivi ai prodotti italiani nell’ambito della semestrale revisione delle misure adottate in attuazione della sentenza OMC sui sussidi Airbus, prevedendo incrementi solo per alcune categorie di merci provenienti da Francia e Germania.

Domenico Letizia
Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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