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venerdì, Gennaio 2, 2026
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L’innovazione dell’agricoltura per il rilancio dei prodotti

I contributi del Recovery per l'agricoltura dovrebbero sostenere anche gli investimenti per l'ammodernamento della lavorazione, dello stoccaggio e del confezionamento di prodotti alimentari.

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Il Piano transizione 4.0 ha allargato il suo raggio di azione anche alle imprese legate all’agricoltura, che hanno risposto con grande interesse alle agevolazioni per gli investimenti in digitalizzazione, cui a breve dovrebbero aggiungersi i contributi per l’agricoltura di precisione e il rinnovo automezzi previsti dal Recovery Plan. Oltre ai crediti di imposta del Piano Transizione 4.0, le imprese agricole potranno quindi contare su una ulteriore forma di agevolazione a sostegno degli investimenti in digitalizzazione.

Coronavirus, Procaccini: Governo sblocchi divieti forniture macchinari  agricoli per evitare collasso settore - Fratelli d'Italia | Fratelli  d'Italia

Il PNRR prevede che i contributi in conto capitale per l’ammodernamento dei macchinari agricoli possano essere concessi sia per l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione, che permettano la riduzione dell’utilizzo dei pesticidi del 25-40 per cento a seconda dei casi applicativi e per l’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, che per sostituire i mezzi agricoli più inquinanti, passando da Euro 1 a Euro 5.  I contributi del Recovery dovrebbero sostenere anche gli investimenti per l’ammodernamento della lavorazione, dello stoccaggio e del confezionamento di prodotti alimentari. I contributi dovrebbero incentivare in particolare gli interventi diretti a migliorare la sostenibilità del processo produttivo, a ridurre e/o eliminare la generazione di rifiuti e a favorire il riutilizzo a fini energetici. Tale processo di innovazione per le imprese dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano potrebbe contribuire alla crescita dell’export dei prodotti italiani, valorizzando i prodotti, la sostenibilità e i processi organizzativi aziendali. Una crescita che potrebbe sostenere anche il comparto della frutta italiana. Il commercio mondiale di frutta si è ampliato di circa 34 milioni di tonnellate negli ultimi due decenni. Una crescita che, in termini relativi, corrisponde ad un aumento del 77%. Le numerose famiglie frutticole possono essere raggruppate in tre categorie principali: bananeagrumi pomacee. Tre categorie che hanno registrato una flessione nell’ultimo ventennio: la quota di mercato delle banane è passata infatti dal 30% al 27%, quella degli agrumi dal 23% al 20% e quella delle pomacee dal 16 al 14%.

Se agli inizi degli anni Duemila, banane, agrumi e pomacee rappresentavano il 77% del commercio mondiale di frutta, oggi la loro quota è scesa al 68%. Anche l’uva da tavola, nel medesimo periodo, ha riportato un calo della market share (dall’8 al 7%), mentre hanno tenuto il passo meloni e angurie (8%) oltre alle drupacee (5%). L’innovazione e i processi in termini di efficienza sostenibile nel mondo delle imprese agricole legate alla valorizzazione e raccolta della frutta potrebbero ritornare a far generare meccanismi virtuosi per le vendite italiane per la distribuzione nazionale. 
 
Il processo di trasformazione che porta dall'oliva all'olio extravergine -  YouTube
Inoltre, il Recovery individua nel processo di trasformazione dell’olio d’oliva un settore particolarmente interessato dalla misura, alla luce della sua strategicità per l’industria agroalimentare italiana e delle difficoltà sperimentate dagli olivicoltori negli ultimi anni.
Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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