19.3 C
Rome
martedì, Maggio 18, 2021
spot_imgspot_img

L’Europarlamento ratifica l’accordo commerciale UE-UK

Nella risoluzione preparata, il Parlamento ha accolto favorevolmente la conclusione dell'accordo commerciale e di cooperazione Ue-Regno Unito.

-

- Advertisment -spot_img

La notizia della ratifica dell’accordo commerciale era attesa da tutti gli analisti economici e dal mondo imprenditoriale che intrattiene relazioni economiche con il Regno Unito. Il Parlamento europeo ha ratificato a larga maggioranza l’accordo commerciale e di cooperazione post – Brexit, che stabilisce le regole delle future relazioni tra l’Unione europea ed il Regno Unito, con 660 sì, 5 contrari e 32 astenuti. L’accordo “può costituire la base su cui costruire una nuova relazione lungimirante tra Ue e Regno Unito“, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, precisando che “nonostante la decisione del Regno Unito di lasciare la nostra Unione, condividiamo ancora legami profondi e di lunga data, valori, storia e vicinanza geografica“. “Accolgo con grande favore i risultati della votazione del Parlamento europeo sull’accordo“, aveva riportato su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, precisando che ora si “segna un importante passo avanti nelle relazioni” tra l’Unione e Londra e si “apre una nuova era“.

L’accordo commerciale tra Regno Unito ed Europa consente un sospiro di sollievo a tutte quelle realtà commerciali che negli ultimi mesi hanno vissuto l’incubo dell’incertezza procedurale e burocratica, oltre le problematiche generate dall’emergenza sanitaria. D’altronde, l’Italia è uno dei principali fornitori alimentari del Regno Unito: dai mercatini ai grandi supermercati, da Tesco a Sainsbury’s. Le difficoltà, attese e previste, della Brexit, con i controlli alla frontiera e i rallentamenti, per camion e treni, hanno fatto crollare l’export alimentare italiano: -38,3% anche se il food italiano è molto ricercato. Il rincaro della spesa è la conseguenza della difficoltà delle merci importate ad arrivare nel Regno Unito. Il dato è stato calcolato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nel mese di gennaio 2021, il primo dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

L’accordo permetterà alle due parti di continuare a scambiare merci senza l’imposizione di dazi, quindi non si dovrà pagare quando le merci attraverseranno i rispettivi confini, né di quote, ovvero non ci saranno limiti sulle quantità di beni commerciati. Consentirà anche di proseguire la cooperazione già esistente in alcuni settori come energia e trasporti. Soltanto nel corso delle prossime settimane potremmo sviluppare analisi precise e dettagliate. Quello che appare certo è che le aziende britanniche ed europee avranno un accesso preferenziale al mercato della controparte rispetto alle regole minime stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, cioè quelle previste per i paesi i cui rapporti commerciali non sono regolati da trattati specifici. Ci sono ancora alcune questioni tra Regno Unito e Unione Europea, apparentemente regolate, ma che lasciano ancora aperti degli scenari.  

All’interno del contesto europeo, la Brexit ha generato nuove prospettive economiche e commerciali e numerose sono le variazioni che anche il mercato online ha subito. Con la Brexit molti si stanno chiedendo cosa cambierà per lo shopping online effettuato su siti di e-commerce inglesi dall’Italia. L’Unione europea ha raggiunto un compromesso con il Regno Unito sullo scambio merci: un accordo a “tariffa zero”, che permetterà gli scambi sul piano internazionale senza l’applicazione di nuove tariffe sulle merci britanniche. I prodotti spediti da e per il Regno Unito dovranno essere conformi alle norme di origine per poter usufruire degli accordi a tariffa zero. Tuttavia, tali accordi non riguardano le procedure doganali, che verranno disciplinate secondo i termini stabiliti dall’Organizzazione mondiale del commercio, che prevedono dazi e controlli alla frontiera.

C’è sempre la questione dell’Irlanda del Nord: un problema che resta, anche se è soprattutto un problema per la Gran Bretagna. Abbiamo visto anche di recente alcuni fenomeni di carattere violento. Si è cercato, poi, di regolamentare alcune questioni che riguardano i cittadini europei, la loro presenza in Gran Bretagna. Sono temi in parte aperti anche per il futuro“, ha ribadito per Vatican NewsAntonio Varsori, professore di Storia delle Relazioni internazionali all’Università di Padova. Nella risoluzione preparata dal gruppo di coordinamento per il Regno Unito e dalla Conferenza dei presidenti, il Parlamento ha accolto favorevolmente la conclusione dell’accordo commerciale e di cooperazione Ue-Regno Unito che limita le conseguenze negative dell’uscita di Londra dall’Unione, considerato dal Parlamento europeo un “errore storico“, in quanto nessun paese terzo può godere degli stessi benefici di un paese membro.

Sostanzialmente, i deputati hanno accolto positivamente l’accordo commerciale con zero quote e zero tariffe tra il mondo europeo e quello del Regno Unito e le garanzie sulle regole per la concorrenza leale, che potrebbero servire come modello per i futuri accordi commerciali. Il Parlamento è d’accordo con le disposizioni riguardanti, tra l’altro, la pesca, i consumatori, il traffico aereo, l’energia e la protezione dei dati. Tuttavia, sono numerosi i deputati che guardano con sospetto, tristezza e irragionevolezza l’idea stessa della non condivisione da parte del Regno Unito ad una comune politica estera, di sicurezza e di sviluppo, senza dimenticare la volontà di non volere confermare la propria partecipazione al programma di scambio di studenti Erasmus+.

spot_imgspot_img
Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
- Partner -spot_img
- Media partner -Media partner

Ultime news

israele

Riutilizzo delle acque reflue: la cooperazione Italia-Israele

0
Il riciclaggio di Israele delle acque reflue domestiche e industriali sottoposte a trattamento per il riutilizzo è una realtà che merita attenzione in tutto il mondo. 
infrastrutture

Il ritardo infrastrutturale toglie all’export 60 miliardi annui

0
Il ritardo infrastrutturale pesa per 60 miliardi di mancato export. È quanto emerge da un focus Censis Confcooperative

Internazionalizzazione e fondo SACE-SIMEST: il webinar gratuito

0
Euromed International Trade presenta il webinar gratuito Internazionalizzazione - Opportunità di finanziamento SACE SIMEST, in programma Mercoledì 26 Maggio alle ore 16.00

Le ZES e gli strumenti innovativi per la crescita dei territori

0
Obiettivo del governo è quello di agevolare gli investimenti nelle ZES non solo in termini di convenienza, ma anche in facilità e velocità delle procedure burocratiche.
ue_usa

Disputa Airbus-Boeing: UE e USA sospendono i dazi

0
L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno concordato di sospendere per un periodo di quattro mesi tutti i dazi sulle esportazioni legati alla disputa tra Airbus e Boeing.
spot_img

Economia

Riutilizzo delle acque reflue: la cooperazione Italia-Israele

Il riciclaggio di Israele delle acque reflue domestiche e industriali sottoposte a trattamento per il riutilizzo è una realtà che merita attenzione in tutto il mondo. 

Il ritardo infrastrutturale toglie all’export 60 miliardi annui

Il ritardo infrastrutturale pesa per 60 miliardi di mancato export. È quanto emerge da un focus Censis Confcooperative

Internazionalizzazione e fondo SACE-SIMEST: il webinar gratuito

Euromed International Trade presenta il webinar gratuito Internazionalizzazione - Opportunità di finanziamento SACE SIMEST, in programma Mercoledì 26 Maggio alle ore 16.00

Le ZES e gli strumenti innovativi per la crescita dei territori

Obiettivo del governo è quello di agevolare gli investimenti nelle ZES non solo in termini di convenienza, ma anche in facilità e velocità delle procedure burocratiche.

Speciale InternazionalizzazioneRELATED
Scopri la nostra guida

- Advertisement -spot_img