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martedì, Marzo 5, 2024
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Le novità europee dedicate ai contributi e al sistema delle fiere

Sostenere il comparto delle fiere vuol dire contribuire alla crescita economica del futuro.

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Le fiere rappresentano uno strumento importantissimo per accedere a nuovi mercati di sbocco. Il mondo delle fiere ha subito enormi metamorfosi con l’avvento del web e con la diffusione delle fiere virtuali, fenomeno che ha subito un’accelerazione a causa dell’emergenza sanitaria globale. L’avvento delle fiere sul web è una dimostrazione ulteriore della forza che tali eventi rappresentano per il ventaglio commerciale internazionale e nazionale. Il web è diventato uno strumento di potente di informazione per l’organizzazione fieristica e per tutte le aziende alla ricerca di fiere a cui partecipare, il tutto in pochissimi passaggi di registrazione. Sostenere il comparto delle fiere vuol dire contribuire alla crescita economica del futuro. L’impianto normativo europeo sugli aiuti di Stato, regolato dal Temporary Framework, prevedeva anche per il sistema fieristico l’imposizione del de minimis, una norma comunitaria che fissa un tetto massimo dei contributi pubblici alle imprese (limitato a 10 milioni di euro). La Germania ha chiesto e ottenuto dalla Commissione europea di superare i vincoli del de minimis. Lo scenario tedesco ha garantito un successo anche al panorama italiano. Dopo mesi di pressing sul governo affinché intraprendesse il percorso della Germania, l’Italia è riuscita ad ottenere da Bruxelles la quasi certa deroga sul “de minimis”, che limitava a 10 milioni di euro gli aiuti erogabili a ciascuna fiera.

L’Associazione esposizioni e fiere italiane (AEFI) ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto in casa europea in tema di contributi per le fiere. A spiegare l’importanza dell’ok ricevuto dall’UE è il presidente AEFI e di VeronafiereMaurizio Danese. “Il sistema fieristico è il comparto che ha sofferto l’emergenza più di tutti, con un calo del fatturato di circa il 70% lo scorso anno e del 95% nel primo semestre del 2021”, ha dichiarato Danese. “Ora i quattro principali player del Paese rappresentati da Fiera Milano, Bologna Fiere, Italian Exhibition Group e Veronafiere, che assieme sommano il 70% del business fieristico italiano, possono contare finalmente su ristori adeguati che limitati dal regime ‘de minimis’ rappresentavano poco più del 20% delle perdite del 2020. Nel complimentarci con il Governo e con il ministro Garavaglia per il risultato raggiunto che consideriamo vitale e che ci permette di allinearci al sistema di aiuti concessi alla Germania sentiamo forte la responsabilità di far ripartire il made in Italy proprio dalle nostre manifestazioni nazionali e internazionali“, ha concluso il presidente Maurizio Danese.

Dello stesso avviso anche gli altri player che più beneficeranno della novità: il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, quello di IEG, Lorenzo Cagnoni, e l’AD di Fiera Milano e vicepresidente AEFI, Luca Palermo che spiega come il “superamento del de minimis consentirà a tutto il sistema fieristico italiano di tornare ad essere competitivo soprattutto a livello internazionale”. Per una nuova azienda che vuole crescere, le fiere di settore sono il luogo più importante dove fare know how, assimilare le conoscenze offerte dalle altre imprese che fanno parte dello stesso settore o di un indotto simile, con l’obiettivo di crescere e migliorare.

Entrando in contatto con nuovi mercati, differenti rispetto a quelli domestici si ha la possibilità di capire se il business intrapreso avrà un miglioramento, espandendosi in queste nuove realtà commerciali oppure se sia preferibile rimanere ancorati alla propria realtà. La fiera può rappresentare un ottimo trampolino di lancio per avviare un percorso e un processo di internazionalizzazione e di apertura verso nuovi mercati. Anche in questo caso affidarsi ad una buona consulenza all’export e all’internazionalizzazione risulta davvero importante.

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Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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