7.3 C
Rome
giovedì, Febbraio 2, 2023
spot_imgspot_img

L’appello di UNCI Agroalimentare: “Salviamo la pesca a strascico”

L'attività sembra essere un capro espiatorio per tutte le attività marine che limitano la sostenibilità ambientale

-

- Advertisment -

I danni ambientali, il depauperamento delle acque, le compromissioni degli habitat marini, l’alterazione delle biodiversità e lo sfruttamento degli stock ittici hanno un colpevole: la pesca a strascico!? Ed ecco dunque che si cercano rimedi e soluzioni o, per meglio dire, condanne e punizioni che colpiscono al cuore un’attività produttiva di primaria importanza per l’Italia, ma che ormai rischia davvero di estinguersi.

Nel particolare  momento storico che stiamo vivendo, in cui si guarda a un futuro inteso quasi esclusivamente come competitivamente sostenibile assicurato da un corretto equilibrio tra natura e uomo, la pesca a strascico è attività da bandire? A quanto pare si! Compagini di biologi marini e ricercatori, probabilmente anche finanziati da Fondi stanziati dal settore pesca, ritengono che le tecniche usate per pescare, soprattutto il sistema a strascico, non permettono il naturale ripopolamento dei mari. Tutti pronti alla condanna a morte di un intero segmento che invece necessita di interventi che, in nome di una legittima e condivisibile esigenza di sostenibilità ambientale e economica, ha esigenza di nuovi input e di nuove opportunità.

Bisogna preferire e favorire cambiamenti strutturali capaci di generare nuovi modelli di gestione di tutte le attività di pesca,  accordando sicuramente preferenza a pratiche quanto più possibile sostenibili. La pesca, compreso il sistema dello strascico, certamente non è l’unica o comunque la principale responsabile delle alterazione degli equilibri marini e dell’impoverimento degli stock. Non si può non pensare a concause importanti quali ad esempio le attività estrattive, gli impianti eolici off-shore (così graditi nella transizione ecologica ad emissione zero, ma che generano operazioni poco ecologiche circa le installazioni e le manutenzioni), le trivellazioni, gli sversamenti industriali, gli scarichi derivanti dalle operazioni di pulizia delle navi da crociera, le immissione di sostanze nocive trasportate dalle acque percolanti etc.

In buona sostanza, tutte le attività antropiche, non solo la pesca e non solo lo strascico, generano danni al mare e alle risorse ittiche. Ma incassiamo anche l’ennesima accusa, l’ultima solo in ordine di tempo, che la pesca effettuata con il sistema a strascico emette una media di circa un miliardo di tonnellate di CO2, addirittura quanto il traffico aereo mondiale.

Si parla di dati scientifici e di valutazioni di impatto che vogliono mari e oceani letteralmente prigionieri di gas serra e di carbonio con gravi conseguenze sulla flora e sulla fauna marine. Accusare e punire serve a poco; tocca agire salvando “capre e cavoli” tuona Gennaro Scognamiglio, Presidente di UNCI Agroalimentare, che continua: “E’ fatto risaputo che l’Europa è particolarmente severa con la pesca, in special modo con il sistema a  strascico: il segmento fa i conti con una riduzione del 20 per cento delle giornate di pesca (percentuale accumulata nelle ultime annualità) e con un probabile, oserei dire fatale, ulteriore taglio che si attesterebbe intorno al 40 per cento. Se sostenibilità è la parola d’ordine del futuro, noi siamo d’accordo, ma oltre a quella ecologica dobbiamo pensare anche a quella economica delle migliaia di famiglie dei pescatori, così come la ricerca scientifica l’ha proposta. A tal proposito ritornerebbe sicuramente utile dare luogo a percorsi nuovi di educazione alimentare in grado di evidenziare quei  sistemi basati su tecniche produttive sostenibili, rispettose dell’ambiente e capaci di produrre cibo (nel nostro caso pesce) sano e di prima qualità. Proteggiamo i mari, le risorse, i pescatori e i consumatori. Seguiamolo pienamente il solco tracciato dal Green Deal: innoviamo le tradizionali tecniche di pesca come lo strascico (penso a materiali eco sostenibili per le reti; all’ammodernamento dei motori in chiave ecologica); rendiamole più sostenibili le catture anche attraverso un riutilizzo  alternativo del by catch (un’economia circolare che non crea scarto ma il rincarto); rimoduliamo i piani di gestione su nuovi parametri, tutelando le biodiversità e scongiurando l’estinzione non soltanto delle specie ittiche ma soprattutto dei pescatori. La nostra crociata è la Farm to Fork, proprio come ci suggerisce l’Europa, la strategia che si pone a tutto vantaggio della nostra pesca: una pesca capace di soddisfare la domanda del mercato interno e di tutelare i consumatori italiani rispetto a importazioni meno controllate e sicure, con programmi di Blokchain.

Comunicato trasmesso da UNCI Agroalimentare

Scopri l'offertaMedia partner

Iscriviti alla nostra newsletter

Ultime news

Crisi di impresa cartella nulla - Imprese del sud

Cartella nulla, se l’azienda ha avviato il procedimento della crisi d’impresa

Pretesa dell'Agenzia della riscossione per debiti fiscali ritenuta ridondante poiché i debiti sono già stati inclusi nell'accordo omologato della crisi d'Impresa.
Vino Canada Irlanda etichette salute imprese del sud

Vino: dopo l’Irlanda è il Canada a metterlo al bando.

Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (CCSA) del Canada ha pubblicato recentemente nuove linee guida sull'alcol, raccomandando di ridurre il consumo di...
Fondimpresa Abruzzo nuovo presidente

Fondimpresa Abruzzo. Luciano De Remigis nominato nuovo presdiente

Cambio ai vertici dell’Articolazione Abruzzese di Fondimpresa - Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.
Direttiva sustainability reporting - Imprese del Sud

Entrata in vigore la direttiva Corporate Sustainability Reporting 

0
La nuova direttiva europea rivede, amplia e rafforza le norme introdotte inizialmente dalla direttiva sulla comunicazione di informazioni non finanziarie.
Smart working iscritto aire fisco

Fisco, iscritto AIRE. Conta la residenza.

Anche se iscritto AIRE, il contribuente paga le tasse, nel luogo di residenza effettiva.
spot_img

Economia

Vino: dopo l’Irlanda è il Canada a metterlo al bando.

Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (CCSA) del Canada ha pubblicato recentemente nuove linee guida sull'alcol, raccomandando...

Codice appalti: La revisione prezzi dei contratti “alla francese”

Il Parlamento discute la possibilità di introdurre un meccanismo di revisione prezzi "alla francese" obbligatorio per tutti i contratti in caso di eventi imprevedibili.

Marche: Stati generali dell’internazionalizzazione

Le Marche ospiteranno gli Stati Generali dell'Internalizzazione dal 16 al 19 giugno a Casale di Colli del Tronto (Ascoli Piceno).

Corte Suprema irlandese. La procedura di ratifica del CETA è incostituzionale

La Corte Suprema irlandese ha dichiarato che gli emendamenti sarebbero necessari per conferire ai tribunali irlandesi il potere di...
- Advertisement -spot_img