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lunedì, Ottobre 25, 2021
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La Cina mette al bando la parola “università” per gli istituti privati

Nel Paese sono quasi 1.200 gli istituti di formazione "commerciali"

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Il ministero dell’educazione cinese e altri otto dipartimenti governativi che supervisionano gli affari commerciali e privati hanno annunciato un giro di vite sull’uso della parola “università” o “college” per gli istituti di formazione fondate da imprese commerciali. A questi istituti è stato ordinato di “rettificare” i loro nomi.

La mossa di Pechino arriva dal momento in cui realtà formative prestigiose e scuole di business fondate da importanti uomini d’affari sono finite nel mirino di indagini, e in parallelo si è assistito a una proliferazione di istituzioni non registrate e senza licenza.

Alcune istituzioni di formazione fondate da imprese e organizzazioni di natura privata hanno usato in maniera fraudolenta “università” e “college” nei loro nomi per incoraggiare le iscrizioni e promuoversi senza ottenere l’approvazione statale. Questo ha portato al una situazione di confusione nell’opinione pubblica e di disordine nel settore dell’educazione“, ha chiarito il ministero in una nota, nella quale ha ordinato “pulizia e rettifica” dell’uso di tali nomi entro i prossimi sei mesi. Alla scadenza di questo termine, le organizzazioni che non si saranno adeguate al provvedimento dovranno affrontare sanzioni legali previste per gli illeciti di pubblicità ingannevole e frode.

Secondo il Ministero, università e college, per potersi definire tali utilizzando questi nomi in pubblicità, annunci e altre attività, dovrebbero ottenere un’approvazione preventiva da parte delle istituzioni pubbliche che governano il sistema di istruzione del Paese. Questo, tuttavia, non limita la costituzione di istituti formativi da parte di imprese e a scopro commerciale.

I primi effetti di questo giro di vite si sono visti alla Hupan University di Hangzhou, capitale della provincia orientale dello Zhejiang, dove il personale è stato incaricato di rimuovere la parola incriminata nella dicitura “Lakeside University” scolpita su un masso di pietra del campus.

Questo istituto è stato fondato come una business school d’elite dall’uomo più ricco della Cina, Jack Ma, fondatore del gigantesco gruppo cinese di e-commerce Alibaba che ha sede a Hangzhou. Si tratta di una scuola prestigiosa come livello di insegnamento, ma che non rilascia lauree ufficiali e non è registrata presso il ministero dell’istruzione, pur attirando imprenditori e accademici di alto profilo nel suo consiglio, tra i quali Qian Yingyi, ex preside della Scuola di Economia e Management della Tsinghua University di Pechino, e Cai Hongbin, ex preside della Guanghua School of Management dell’Università di Pechino.

Tra le altre che hanno rimosso la parola “università” dai loro nomi, ce ne sono diverse legate a grandi aziende: la Hundun University è stata ribattezzata Hundun Academy, la Dedao University ha cambiato nome in Dedao Institute of Advanced Studies, e la Qingteng University di Tencent è ora semplicemente Qingteng.

Il quotidiano ufficiale del Partito Comunista, il People’s Daily, ha riferito che ci sono circa 1.186 “università” aziendali nel paese.

In aprile Alibaba è stata sottoposta a una multa antitrust record di 2,8 miliardi di dollari dai regolatori del mercato cinese, e alcune di queste sono state fondate da Huawei, Tencent e ZTE, tutte a Shenzhen, e ByteDance, creata dalla società madre di TikTok. A dimostrazione di come la formazione non rappresenti solo un servizio ma, sempre di più, un business, capace di alzare la qualità delle proposte, ma a beneficio degli studenti economicamente più fortunati.

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Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010. Nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa con approfondimenti, focus e attività di comunicazione.
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