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mercoledì, Agosto 10, 2022
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La Borsa vini in Giappone e l’affermazione delle eccellenze italiane

La Borsa Vini, evento principale della Campagna, sarà realizzata anche quest'anno in modalità phygital

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La fine della fase più acuta dell’emergenza sanitaria riporta al centro dell’attenzione commerciale delle imprese italiane le opportunità di promozione dei prodotti italiani e le occasioni di conoscenza delle eccellenze italiane all’estero, come la Borsa Vini in Giappone all’interno della Campagna promozionale “6000 anni di vino italiano in Giappone“. Come per le annualità precedenti, la Campagna si svilupperà nell’arco di un anno intero e abbraccerà tutte le iniziative dedicate ai vini italiani, anche proposte da soggetti terzi, che godranno del patrocinio nominale dell’Agenzia ICE, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Giappone. La Borsa Vini, evento principale della Campagna, sarà realizzata anche quest’anno in modalità phygital, visto l’apprezzamento ricevuto dalle aziende per la validità della formula e il perdurare, ad oggi, delle limitazioni all’ingresso nel Paese a causa della situazione sanitaria, che non consentono la partecipazione dei rappresentanti delle aziende.

Nel settore del vino si registra il buon risultato del 2019, anno di entrata in vigore dell’EPA (Europe-Japan Partnership Agreement), con le importazioni dall’Italia aumentate, in valore, per i vini fermi del 7% e per gli spumanti dell’11,4% rispetto al 2018. L’Italia è il secondo paese fornitore di vini, dietro la Francia e terzo per gli spumanti, dopo Francia e Spagna. L’Accordo di Partenariato Economico UE-Giappone (EPA) entrato in vigore a febbraio 2019 ha dato un notevole impulso alle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani. Rilevante la performance del vino e dello spumante che, a fine anno 2020, hanno registrato un incremento rispettivamente del 13,1 e del 19,9%.In un anno quanto mai complesso quale il 2020, il Sistema Italia in Giappone lavora compatto a sostegno delle nostre industrie del settore, per superare assieme la fase emergenziale COVID-19” aveva ribadito alla stampa l’Ambasciatore a Tokyo Giorgio Starace, in occasione delle analisi del comparto del 2020.

Il vino ha nel mercato giapponese ancora ampi margini di sviluppo economico-commerciale. Da tale considerazione è nato l’evento promozionale come la rassegna “6000 Anni di Vino Italiano“, la Borsa vini, che dal 2011 propone per la prima volta con cadenza annuale una cornice unitaria che ha il merito di eliminare la frammentarietà e l’episodicità di precedenti iniziative, nonché di garantire ampio livello di copertura da parte dei media nipponici e grande visibilità su social network e su wine and food blogger. L’iniziativa ha il vantaggio di presentare in modo sistemico agli operatori locali del settore la varietà e la qualità dei vini italiani e di stimolarne l’interesse presso il pubblico, introducendo ed educando il consumatore alla ricchezza della produzione italiana.

Le aziende italiane possono quindi beneficiare di un servizio di supporto aggiuntivo, teso ad incrementare al massimo le opportunità di vendita che il mercato nipponico può offrire sia oggi che, soprattutto, nel prossimo futuro. L’export italiano di vino, che occupa in Giappone una quota pari a circa il 13%, mantiene la seconda posizione dietro alla Francia. Le prospettive di crescita giustificano un impegno promozionale e di marketing sempre più intenso da parte delle nostre aziende di settore anche alla luce dell’aggressività di competitor come il Cile o la Spagna, che negli ultimi anni hanno incrementato in misura considerevole l’export dei propri prodotti in Giappone.

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Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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