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giovedì, Febbraio 2, 2023
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Anche l’UE propone un tetto all’uso del contante

Da Bruxelles nuovo pacchetto di proposte in chiave antiriciclaggio

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Giro di vite della Commissione europea contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (AML/CFT, ovvero Anti-Money Laundering / Countering the Financing of Terrorism). Come anticipato da FiscoOggi, portale news dell’Agenzia delle Entrate, Bruxelles piazza sul tavolo un pacchetto di proposte legislative tra le quali spiccano la creazione di una authority per contrastare i flussi finanziari illeciti e un tetto ai pagamenti in contanti valido in tutta Europa.

Se le proposte di Bruxelles verranno quindi approvate da tutti gli attori in campo, nell’Unione non sarà più possibile pagare in contanti beni e servizi per un valore superiore a 10mila euro. Una soglia nonostante tutto sufficientemente elevata, se paragonata ai limiti in vigore in alcuni Stati membri come l’Italia.

Lo scopo della proposta è impedire alla criminalità di utilizzare i pagamenti in contanti di importo notevole per riciclare denaro derivante da atti illeciti, vista la difficoltà di risalire il percorso del denaro utilizzato nelle operazioni in contanti. Per la Commissione il tetto proposto è sufficientemente elevato da non delegittimare l’euro come moneta a corso legale e da creare ostacoli al ricorso al contante. Del resto, in circa due terzi degli Stati membri già si applicano soglie analoghe, anche se di entità variabile, le quali possono rimanere in vigore a condizione che non superino il nuovo limite di 10mila euro.

Un altro aspetto del piano della Commissione è relativo al rafforzamento della cooperazione internazionale per contrastare il riciclaggio di denaro in quanto fenomeno globale. Bruxelles punta a modificare la composizione delle liste già in vigore (nera e grigia) sui Paesi terzi a rischio riciclaggio. In breve, le liste verrebbero stilate sulla base delle raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI-FATF). In seguito i Paesi inseriti negli elenchi del GAFI verrebbero inclusi anche in quelli dell’Ue. Sulla base delle due liste l’Unione europea applicherà misure proporzionate ai rischi posti dal singolo Paese a rischio riciclaggio. Resterebbe per l’Unione anche la possibilità di effettuare valutazione autonoma allo scopo di inserire Stati non segnalati dal GAFI.

Obiettivo generale del pacchetto di proposte legislative è migliorare l’individuazione delle operazioni e delle attività sospette e colmare alcune delle lacune sfruttate dai criminali per riciclare proventi illeciti o finanziare attività terroristiche attraverso istituti del sistema finanziario europeo. Per la Commissione, le modifiche al quadro normativo dell’Unione in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo contribuiranno anche a proteggere i cittadini europei dal terrorismo e dalla criminalità organizzata.

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