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venerdì, Gennaio 28, 2022
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Italia e Canada insieme per rimuovere i rifiuti spaziali

La spazzatura spaziale consta di almeno 20-30mila pezzi più grandi dei 10 centimetri, che orbitano attorno alla Terra e continuamente cadono anche sulla Terra.

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I rifiuti spaziali preoccupano governi e autorità pubbliche. L’arrivo sulla Terra, avvenuta nella mattinata del 9 maggio, del razzo vettore cinese Lunga Marcia 5B, ha nuovamente messo in risalto le problematiche relative alla caduta di frammenti o di oggetti di grosse dimensioni dallo spazio. E’ già capitato negli anni e nei decenni passati: il più grande di tutti fu il grande laboratorio orbitante Skylab, americano, che nel 1979 ricadde a causa di una improvvisa, intensa attività solare che lo spinse negli strati atmosferici.

La capacità di mappare il posizionamento degli oggetti naturali e soprattutto quelli creati dall’uomo in orbita intorno alla Terra sta diventando una seria preoccupazione per proprietari e operatori di satelliti governativi e privati. Italia e Canada stanno lavorando insieme per avviare progetti importanti di ripulitura dello spazio dai detriti causati dall’attività umana, avviando iniziative di monitoraggio di ciò che avviene oltre l’orbita terrestre. 

Nel corso delle ultime settimane, Aéro Montréal ha presentato le opportunità e le ripercussioni economiche post-pandemiche nel settore aereospaziale affrontando le problematiche e le sfide ambientali che il settore deve intraprendere evidenziando le opportunità sinergiche che possono svilupparsi tra Europa e Canada. Il Think Tank del Québec, “Aéro Montréal”, ha presentato il rapporto Large Manufacturers Vision che descrive l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla produzione di aeromobili per le attività commerciali, sottolineando quali possono essere le novità tecnologiche e innovative per sviluppare le piccole e medie imprese regionali e tornare a far crescere l’intera filiera legata all’aerospazio, all’innovazione tecnologica e alle idee per arginare il fenomeno dei rifiuti spaziali.  

Nato nel 2006, Aéro Montréal è un Think tank importante del Québec che riunisce gli attori regionali e internazionali dell’aerospazio. Il Think Tank vede il protagonismo di tutti gli attori del settore in Canada, comprese aziende, istituti di alta formazione, ricerca, associazioni e sindacati. Le attività di Aéro Montréal sono possibili grazie alla partecipazione economica ai progetti sostenuti dal governo del Canada e del Québec, dalla Montréal Metropolitan Community, nonché dei membri delle imprese legati al settore.

La spazzatura spaziale consta di almeno 20-30mila pezzi più grandi dei 10 centimetri, che orbitano attorno alla Terra e continuamente cadono anche sulla Terra, dai piccoli pezzi provenienti da urti o disintegrazione a resti di razzi o satelliti. Oltre alle continue problematiche legate ai rifiuti spaziali possono rappresentare un pericolo anche i mezzi perfettamente funzionanti, se la loro posizione e orbita non è perfettamente conosciuta e seguita. Pensiamo che solo da gennaio 2020 ne sono stati lanciati circa un migliaio, quasi tutti piccoli satelliti, poco costosi e con obiettivi limitati. Per avere un’idea della possibile congestione e delle potenziali collisioni basta solo un dato: SpaceX con la sua costellazione per la distribuzione di internet dal cielo potrebbe arrivare a 15mila minisatelliti orbitanti nei prossimi anni.

I ricercatori e i governi hanno compreso l’importanza di assicurare la sicurezza delle nostre attività spaziali. Una sicurezza sempre più in cima all’agenda globale, visto l’incremento costante del numero dei Paesi e degli attori privati con accesso allo spazio. Basti pensare che mentre nel 1960 le nazioni a investire oltre l’atmosfera erano 2, nel 2006 erano 47. Oggi sono una settantina e nel giro di qualche anni si arriverà a superare gli ottanta. D’altronde, lo spazio fa gola a tutte le super potenze mondiali. Nel Defense Space Strategy Summary della Difesa statunitense, più volte si fa riferimento a una possibile guerra spaziale da vincere anticipando i rivali dal punto di vista dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione settoriale. 

 
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Domenico Letizia
Giornalista.
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