Imprese e università insieme per la ripresa: l’esempio del Libano

Le università svolgono un ruolo chiave nel trasferimento delle competenze imprenditoriali e nella diffusione della tecnologia più innovativa.

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La crisi del Libano è il frutto di un mix economico e politico molto variegato che ha caratterizzato anche parte del dibattito politico internazionale della nostra attualità ma che trova radici nella flessione del mercato petrolifero. Quando nel 2018 il prezzo del petrolio ha iniziato a calare e l’Arabia Saudita ha ritirato il suo sostegno alle istituzioni libanesi, queste si sono viste costrette ad aumentare le tasse. Ma da allora il paese ha affrontato un movimento di protesta interno che denuncia l’incompetenza dell’intera classe politica. Le riserve di valuta straniera necessarie a ripagare i debitori esterni si sono ridotte, anche in seguito alle proteste di piazza degli ultimi mesi. Le banche da tempo avevano imposto grossi limiti ai prelievi, rifiutandosi inoltre di convertire la lira libanese in dollari. Questo ha complicato ancora di più la capacità del paese di importare beni dall’estero. Un paese che necessità di ritornare a crescere e a svilupparsi e alcune istituzioni stanno puntando all’innovazione a all’incrocio tra impresa e università per rilanciare una nuova classe imprenditoriale e manageriale.

Molto importante è la notizia, che potrebbe essere imitata anche in altri contesti geografici del Mediterraneo, del recente lancio di un fondo di borse di studio per l’imprenditorialità e l’innovazione messo a disposizione dall’Università Saint Joseph di Beirut (USJ). Il fondo permetterà di concedere borse di studio per la creazione di progetti imprenditoriale per gli studenti iscritti ai master più importanti dell’Università. I settori evidenziati importanti sono quelli legati al mondo dell’agricoltura, gestione dell’acqua, energia e trattamento rifiuti. Particolare interesse è riservato alla ricerca, all’applicazione della scienza, dell’ingegneria e della tecnologia, in tutti i settori vitali per la crescita del Libano. Durante i lavori di presentazione del Fondo, il professore Salim Daccache, tra i rappresentanti coinvolti nella progettualità ha ricordato che “nel 2002 abbiamo fondato Berytech, un ecosistema di innovazione e imprenditorialità al servizio dei giovani libanesi e delle loro capacità, che nel tempo è diventato un must nazionale di sviluppo e d’investimento nei giovani talenti. Abbiamo investito molto in tale ambito e grazie al coinvolgimento di molti partner riusciamo a sviluppare nuove idee. Una grande lezione sul lavoro di squadra e sull’organizzazione intelligente ed efficace“.

Il Rettore dell’Università Saint Joseph di Beirut ha ribadito: “siete consapevoli che i nostri giovani non devono disertare il Paese e che un’economia non deve vivere senza innovazione e allineamento con le economie più avanzate della regione e del mondo. Questa iniziativa apre altre possibilità di collaborazione e raccoglie nuove sfide come la creazione delle filiali Berytech nei campus regionali dell’USJ: un progetto che è stato appena approvato dall’Agenc ce Universitaire de la Francophoni, attraverso il programma Safir“.

Sostanzialmente, quanto va sviluppandosi in Libano non fa altro che evidenziare ulteriormente il ruolo chiave che le università svolgono nel trasferimento delle competenze imprenditoriali del nostro presente e nella diffusione, implementazione e commercializzazione della tecnologia più innovativa. Spetta alla sinergia tra università e impresa assumere la responsabilità di una rivoluzionare esistenziale in Libano, per far avanzare l’economia. Un esempio è possibile visionarlo anche a Malta con la Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade. L’Accademia maltese sta puntando molto alla promozione della ricerca e della formazione per lo sviluppo di un sapere critico, aperto al dialogo e all’interazione tra le culture, con l’obiettivo di programmare e realizzare  attività di formazione, studio, ricerca e diffusione di informazioni in tema di Blockchain, DLT ed Information Technology. Nel Mediterraneo risulta vincente adattare e intraprendere strategie nazionali ad hoc in settori di ultima generazione quali la Blockchain e l’Intelligenza Artificiale, affermandosi con nuovi modelli economici e di sviluppo che possono far mutare gli scenari economici del nostro futuro.

Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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