Il paradosso: la prova su carta dei pagamenti digitali

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Dal 1° gennaio sono in vigore le nuove norme che prevedono lo sconto fiscale del 19% per i pagamenti digitali tracciabili, i quali richiedono tuttavia una serie di documenti su carta per mettere nelle mani del Fisco una prova dello strumento tracciato utilizzato.

Se si dovesse pagare la prestazione medica privata, per esempio con il bancomat, non basterà pinzare alla fattura lo scontrino fiscale rilasciato, ma anche la copia del pagamento Pos, perché il Fisco ha bisogno di una prova dello strumento tracciato utilizzato.

Il problema è venuto alla luce grazie a un intervento di Monica Gardana, responsabile della Caf Cisl di Bergamo, che così ha affermato a Italia Oggi: ” Al CAF bisognerà dare sia la fattura, sia lo scontrino. È necessario per fare l’abbinata e metterlo in detrazione. Ci stiamo accorgendo che i contribuenti non sono a conoscenza di tutte le possibili implicazioni di questa nuova disposizione, e abbiamo chiesto dei chiarimenti all’Agenzia delle entrate. Temiamo che nel 2021, quando queste spese saranno presentate per le detrazioni, ci saranno dei buchi documentali e dovremo negare la detrazione ai contribuenti “.

Va pertanto ricordato a tutti i contribuenti che sarà necessario conservare, accanto allo scontrino fiscale e alla ricevuta, anche il giustificativo della spesa, estratto conto o ricevuta del Pos: documentazione che tra l’altro andrà conservata per cinque anni.

Bisogna segnalare, però, – conclude Gardana – che resta la possibilità di pagare in contanti le spese relative a medicinali e dispositivi medici, nonché le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre le spese sanitarie detraibili solo con pagamento tracciabile riguardano prestazioni rese da medici o professionisti “privati” non accreditate al Servizio sanitario nazionale”.

ESEMPI FISCALI
Detrazioni possibili solo con spesa tracciabile:

  • interessi per mutui ipotecari per acquisto immobili;
  • spese per istruzione;
  • spese funebri;
  • spese per l’assistenza personale; 
  • spese per attività sportive per ragazzi;
  • spese per intermediazione immobiliare per l’acquisto prima casa;
  • spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede;
  • spese per erogazioni liberali;
  • spese relative a beni soggetti a regime vincolistico;
  • spese veterinarie;
  • premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni;
  • spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Spese Sanitarie “costrette” al pagamento elettronico:

  • visite di un medico specialista;
  • spese di degenza e per trasporto in ambulanza;
  • prestazioni rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche; da biologi nutrizionisti, da personale in possesso di qualifiche professionali per l’assistenza diretta della persona;
  • spese per la badante;
  • spese di assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • prestazioni specialistiche, comprese perizie medico legali,
  • visite assicurative,
  • visite sportive e di rinnovo patente;
  • controlli ordinari sulla salute della persona,
  • ginnastica di riabilitazione degli arti e del corpo

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