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giovedì, Ottobre 28, 2021
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Il Mediterraneo post Covid al centro di Med Dialogues 2020

Oltre 40 gli eventi virtuali, in programma fino al 4 dicembre 2020, con i lavori del Rome MED - Mediterranean Dialogues.

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La sesta edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues, promossa a partire dal 2015 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’ISPI, giunta alla sua sesta edizione, si tiene quest’anno in formato digitale e prevede oltre 40 eventi virtuali, che hanno preso il via lo scorso 25 novembre e proseguiranno fino al 4 dicembre 2020.

Rome MED – Mediterranean Dialogues è l’iniziativa annuale di alto livello promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’ISPI (Istituto Italiano di Studi di Politica Internazionale) di Roma con l’obiettivo di ripensare gli approcci tradizionali al territorio integrando le analisi delle sfide attuali con nuove idee e suggerimenti e per redigere una nuova “agenda positiva”, affrontando sfide condivise sia a livello regionale che internazionale. Lanciato nel 2015, MED è rapidamente diventato l’hub globale per dialoghi ad alto livello sul Mediterraneo più ampio, coinvolgendo leader di spicco dei governi, delle imprese, della società civile, dei media e del mondo accademico del Mediterraneo.

La Conferenza vede la partecipazione di esponenti delle maggiori organizzazioni internazionali, accademici, imprenditori nonché studiosi ed esperti da tutto il mondo, con oltre 40 leader politici tra Presidenti, Primi Ministri e Ministri di diverse realtà internazionali. Partecipano tra gli altri: Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri, Russia; Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari;  Ylva Johansson, Commissario Europeo per gli Affari Interni; Mohammad Javad Zarif, Ministro degli Affari Esteri, Iran; il Principe Faisal Bin Farhan Al Saud, Ministro degli Affari Esteri, Arabia Saudita; Subrahmanyam Jaishankar, Ministro degli Affari Esteri, India; Ahmed Maitig, Vice-Presidente del Consiglio Presidenziale Libico, GNA, Libia; Ayman Safadi, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri e degli Espatriati, Giordania; Riyad al Malki, Ministro degli Affari Esteri e degli Espatriati, Palestina; Othman Jerandi, Ministro degli Affari Esteri, delle Migrazioni e dei Tunisini all’estero, Tunisia; Anwar Gargash, Ministro di Stato per gli Affari Esteri, Emirati Arabi Uniti;  Nickolay Mladenov, Coordinatore Speciale ONU per il Processo di Pace in Medio Oriente; Ján Kubiš, Coordinatore Speciale ONU per il Libano; Mohammad Sanusi Barkindo, Segretario Generale OPEC; Guy Ryder, Direttore generale dell’ILO.

Tra i temi strategici al centro del dibattito le principali sfide per la sicurezza, la difficile gestione del fenomeno migratorio in un periodo di pandemia, il destino delle giovani generazioni, la rivoluzione nel mondo dell’energia, le opportunità poste dalla transizione verso un’economia verde e sostenibile, il ruolo strategico delle donne nell’area mediterranea e il loro contributo alla crescita sociale ed economica. Strategica per l’area mediterranea è senza dubbio anche la riflessione sul partenariato euro-mediterraneo, sul ruolo della Nato nonché sulle strategie nell’area di Paesi come Stati Uniti, Paesi del Golfo, Russia, Cina, India e Giappone.

La sessione di apertura dei lavori ha visto la partecipazione di Giampiero Massolo, Presidente dell’Istituto Italiano di Studi Politici Internazionali (ISPI) e di Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’ambasciatore Massolo è intervenuto, ribadendo: “La pandemia esaspera la necessità di lavorare insieme perché condiziona pesantemente il commercio, la crescita economica e allarga il divario politico e sociale nel Mediterraneo Allargato. Nonostante tale citricità siamo consapevoli delle opportunità della sinergia come la transizione energica e l’occupazione dei giovani del Mediterraneo. Tali aspetti rendono evidente la necessità di collaborare tra soggetti statali e non statali. Siamo preparati a questi nostri focus, un processo lungo che è durato un anno, una piattaforma per la società, il governo e le imprese per mettere a fuoco i problemi, confrontarci, e stimolare i governi nell’intraprendere un lavoro comune“.

Successivamente, Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha dichiarato: “La pandemia ha ricordato l’importanza della cooperazione e il quadro geopolitico dell’intero Mediterraneo Allargato sta vivendo enormi problematiche economiche che dobbiamo arginare così come occuparci della frammentazione sociale. Dobbiamo scegliere un approccio di dialogo e tutela della dignità umana e il nostro rapporto con i paesi del Nord Africa deve sostenere la collaborazione, sviluppare sinergie con le loro strutture istituzionali e di controllo. Dobbiamo chiedere una limpida collaborazione per arginare il fenomeno terroristico e persistere in un dialogo costruttivo con ogni altro attore istituzionale, attori di entrambe le sponde del Mediterraneo. Offriamo cooperazione in ambito sanitario, medico, sociale, commerciale e culturale. Il valore delle nostre esportazioni è aumentato ma dobbiamo impegnarci ancora di più nel promuovere una politica efficiente dell’Europa nei confronti del Mediterraneo.

Le passate edizioni di Rome MED – Mediterranean Dialogues hanno riunito più di 1.000 leader internazionali, tra cui Capi di Stato e Ministri (tra loro, il Re di Giordania, il Presidente iracheno e libanese, i Ministri degli Affari Esteri di Russia, Iran, Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti. Segretario di Stato, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e Inviato per la Siria, nonché Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza

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Domenico Letizia
Giornalista.
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