mercoledì, Luglio 8, 2020

I professionisti italiani e il continuo calo del fatturato

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Tempi duri quella della ripresa economica post-coronavirus. Mentre i dipendenti pubblici possono sperare in una continuazione dell’attività, senza alcuna variazione retributiva, attraverso lo smart working, per i professionisti, molti dei quali già lavorano con tale metodologia, si registra un ulteriore calo del fatturato. Il quotidiano delle Partite Iva lancia l’allarme: “la crisi economica si è abbattuta sui professionisti, che hanno visto il loro fatturato diminuire sensibilmente, soprattutto nelle fasce di lavoratori più giovani. Ad esempio, i professionisti dell’area giuridica hanno perso in sei anni il 23% del loro fatturato, mentre nell’area tecnica la percentuale è del 15%“.  L’eliminazione dei minimi tariffari ha finito per favorire una corsa al ribasso che ha fatto male a tutti ma soprattutto alle fasce più deboli di ogni categoria. Il problema quindi è quello dei compensi, ma anche lo split payment, il pagamento esente da Iva da parte delle pubbliche amministrazioni, delle loro controllate e delle società quotate, ha suscitato non poche polemiche, colpevole di danneggiare ulteriormente i professionisti, equiparati alle aziende, in grado di mettere ancora di più in ginocchio i fatturati dei professionisti di tutte le categorie.

Sparite le tariffe, sono entrati in vigore i parametri giudiziali, che servono al giudice per stabilire il valore della prestazione professionale nel caso si instauri su di essa una controversia. Il punto è che si tratta di dati non utilizzabili nel corso dell’ordinaria attività.

Se da un lato il reddito dei professionisti è in calo, dall’altro aumenta il numero degli iscritti alle casse previdenziali. Tra il 2005 e il 2014 il numero degli iscritti all’Associazione delle casse di previdenza private è aumentato del 20,02%, per un totale di 1.469.637 unità. L’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam) ha registrato il maggior numero di adesioni, pari al 24,25% del totale degli iscritti all’AdEPP, seguito dalla Cassa forense (15,23%) e dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza per ingegneri e architetti liberi professionisti (Inarcassa) con l’11,40% degli iscritti. Il Sistema delle Casse è in crescita anche in termini di entrate: + 65,19% dal 2005 al 2014. Oggi, numerose sono le difficoltà che provengono dal mondo dell’avvocatura. In Italia ci sono 240mila avvocati. L’Ordine di Roma è il più numeroso d’Europa: conta 31 mila iscritti. «Praticamente sono i numeri di un comune medio italiano», riflette il presidente Antonino Galletti. «Oggi la situazione è drammatica e si procede col lanternino», spiega a Linkiesta. «Se prima del Covid c’erano ruoli con trenta udienze al giorno, ora se ne fanno quattro o cinque». E tutto il resto viene rinviato non a settembre, ma ad aprile o marzo del 2021. Il “lavoro agile” dei dipendenti degli uffici giudiziari consisteva nel mandare da casa le mail con i rinvii delle udienze, quando è stato possibile farlo. Senza contare che, se non sono in ufficio, i cancellieri non possono accedere alle banche dati e agli archivi.

Il Comitato unitario delle professioni (Cup) e del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, ha mandato al governo un grido di allarme e molte proposte per la rinascita del settore degli autonomi. Bisogna muoversi contro la mancata attenzione verso i professionisti nei provvedimenti del governo per l’emergenza coronavirus. 

Garantire il diritto alla salute, alla prevenzione e alla sicurezza delle cure; garantire la parità di accesso dei professionisti alle misure di incentivo al lavoro e di sostegno nella fase di emergenza; rafforzare le misure in materia di politiche di investimento, programmi industriali sostenibili e innovazione. E ancora realizzare un piano credibile di semplificazione normativa; garantire l’applicazione del principio di sussidiarietà; ridurre la pressione fiscale; avviare un Green New Deal per progettare opere innovative e sostenibili e promuovere un fondo per lo sviluppo professionale sostenibile; avviare un piano di catalogazione dei patrimoni ambientali e culturali del Paese, di ri-progettazione e manutenzione, di investimento nella rigenerazione urbana e di mitigazione del rischio sismico e idrogeologico del territorio e delle opere; valorizzare e tutelare il patrimonio ambientale, artistico, paesaggistico e culturale per nuovi percorsi di crescita; investire in formazione professionale; Garantire affidabilità e sicurezza nel settore ICT, delle informazioni e delle telecomunicazioni accelerando il processo di digitalizzazione del Paese. 

La nostra attualità, il momento storico che tutti stiamo vivendo porta con sé i tratti di un cambiamento che ancora non riusciamo a definire in tutti i suoi aspetti ma che sicuramente avrà delle ricadute importanti in tutti i settori produttivi e imprenditoriali. Il mondo dei professionisti rischia di più delle altre categorie lavorative.

Domenico Letizia
Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista per il quotidiano nazionale L’Opinione, analista economico e geopolitico. Speaker radiofonico per i microfoni di "RadioAtene". Ha svolto analisi di mercato in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Moldava(CCIM) e con l’ Associazione di Studio, Ricerca ed Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa. Ricercatore, pubblicista e social media manager del progetto del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Iscritto all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania dal gennaio 2019. Già Social Media Manager e Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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