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Dal Regno Unito nuove misure fiscali sulle criptovalute

Sergio Passariello
Scritto da Sergio Passariello

Il governo inglese non equipara le criptovalute alla moneta tradizionale, ma le nuove imposte applicate alle transazioni in blockchain sono una forma di riconoscimento.

Una nuova forma di riconoscimento per il mondo delle criptovalute arriva dai nuovi provvedimenti fiscali che il governo del Regno Unito ha emanato per sostenere le aziende che operano con moneta elettronica.

Le misure sono state approvate dall’HMRC (Her Majesty’s Revenue and Customs), il dipartimento governativo UK responsabile per la riscossione delle imposte, il pagamento di alcune forme di sussidi statali e l’amministrazione di altri regimi regolatori incluso il salario minimo nazionale.

Le linee guida rafforzano la posizione delle persone e delle aziende che concludono affari in criptovaluta, le quali devono ora dichiarare le azioni compiute anche tramite blockchain sulle dichiarazioni dei redditi della propria azienda. Gli utenti sono inoltre tenuti a pagare l’imposta sulle società, le plusvalenze, l’imposta sul reddito, l’imposta di bollo, l’assicurazione nazionale e la VAT (l’Iva inglese).

L’HMRC impone alle aziende di gestire i calcoli per determinare il valore di una criptovaluta in sterline, ma allegando una spiegazione sulla metodologia e i criteri di tali conteggi.

Resta lontana, comunque, la parificazione delle criptovalute al denaro, così come a titoli o azioni negoziabili. Non essendoci controparti dietro ai token, la moneta elettronica ancora non può costituire un debito, e quindi non è valida per generare una relazione di prestito.

L’HMRC ha aggiunto infine delle maggiorazioni sulla tassazione per le società che pagano il loro personale sotto forma di criptovalute.

In linea generale, risulta evidente che il Regno Unito sta prendendo provvedimenti per legittimare e classificare la criptovaluta in una forma distinta dalla valuta tradizionale. Tuttavia, il percorso va in ben altra direzione da quella di altri paesi che hanno intrapreso azioni pesanti contro questa nuova forma di scambio. Basta vedere l’India, intenzionata persino a incarcerare fino a dieci anni chi entra in questo mondo.

Ad oggi Malta è uno dei pochi paesi che hanno deciso di abbracciare completamente le criptovalute sin dalle prime fasi, grazie a un quadro normativo che è valso l’attribuzione di Blockchain Island. Per tanti altri paesi, invece, il percorso sarà senza dubbio più lungo, ma indirizzato verso l’apertura a queste nuove tecnologie, che potranno cambiare anche il modo di fare impresa.

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Sergio Passariello

Sergio Passariello

Blogger, consulente aziendale ed imprenditore