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Covid-19, rischio usura: Assicomfidi lancia l’allarme

Redazione
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Lettera aperta alla Regione Calabria e alle istituzioni di Assicomfidi

Evidenziamo e segnaliamo l’opportunità di affrontare in maniera rapida ed adeguata l’emergenza credito sul territorio e il rischio usura. Oggi le imprese hanno difficoltà anche ad acquisire la documentazione necessaria ed utile da sottoporre alle banche per una istruttoria bancaria, o per le difficoltà operative degli studi professionali, o perché molti di questi documenti si trovano presso le stesse imprese oggi chiuse.

In un tale scenario l’utilizzo dinamico dei fondi di garanzia esistenti e da costituire unitamente ad altre misure di supporto al credito è fattore centrale, così come automatica dovrebbe essere la sospensione dei finanziamenti in corso senza alcun pregiudizio in centrale rischi.

I tempi di istruttoria devono essere rapidi e le banche devono responsabilmente impiegare i fondi costituiti per la prevenzione del racket e dell’usura.

Assicomfidi – consorzio di garanzia Confcommercio – nella fattispecie ha costituito presso le banche un plafond di un milione di euro, collegato ai fondi ex legge 108/96 stanziati da parte del Dipartimento del Tesoro per sostenere le aziende carenti nelle garanzie, ma certamente bancabili, ma occorre una adeguata concertazione con le banche che ancora attendono direttive dalle sedi centrali.

Solo attraverso mirate azioni di prevenzione al racket ed all’usura si potrà prevenire una ulteriore piaga : quella della futura ulteriore perdita delle economie sane del nostro territorio.

Oggi, occorre che la Regione si faccia carico anche attraverso i confidi dei costi che le imprese dovranno sostenere per le fideiussioni favorendo anche un abbattimento di tutti gli oneri bancari. Occorre che la Regione diversifichi i propri investimenti sull’emergenza credito facendosi aiutare e supportare dai confidi.

Con la Regione tutti gli enti locali non possono tirarsi indietro. Occorre dotare i confidi, vista l’emergenza, di specifici plafond da gestire direttamente come fondi di garanzia da utilizzare con le stesse metodologie dei fondi ex legge 108 (fondi di garanzia iscritti in bilancio come partite di debito verso gli enti con vincolo di restituzione in caso di mancato utilizzo).

Evidenziamo e segnaliamo l’opportunità di affrontare in maniera rapida ed adeguata l’emergenza credito sul territorio.  

Oggi le imprese hanno difficoltà anche ad acquisire la documentazione necessaria ed utile da sottoporre alle banche per una istruttoria bancaria, o per le difficoltà operative degli studi professionali, o perché molti di questi documenti si trovano presso le stesse imprese oggi chiuse.

In un tale scenario l’utilizzo dinamico dei fondi di garanzia esistenti e da costituire unitamente ad altre misure di supporto al credito è fattore centrale, così come automatica dovrebbe essere la sospensione dei finanziamenti in corso senza alcun pregiudizio in centrale rischi.

I tempi di istruttoria devono essere rapidi e le banche devono responsabilmente impiegare i fondi costituiti per la prevenzione del racket e dell’usura.

Assicomfidi – consorzio di garanzia Confcommercio – nella fattispecie ha costituito presso le banche un plafond di un milione di euro, collegato ai fondi ex legge 108/96 stanziati da parte del Dipartimento del Tesoro per sostenere le aziende carenti nelle garanzie, ma certamente bancabili, ma occorre una adeguata concertazione con le banche che ancora attendono direttive dalle sedi centrali.

Solo attraverso mirate azioni di prevenzione al racket ed all’usura si potrà prevenire una ulteriore piaga : quella della futura ulteriore perdita delle economie sane del nostro territorio.

Oggi, occorre che la Regione si faccia carico anche attraverso i confidi dei costi che le imprese dovranno sostenere per le fideiussioni favorendo anche un abbattimento di tutti gli oneri bancari. Occorre che la Regione diversifichi i propri investimenti sull’emergenza credito facendosi aiutare e supportare dai confidi.

Con la Regione tutti gli enti locali non possono tirarsi indietro. Occorre dotare i confidi, vista l’emergenza, di specifici plafond da gestire direttamente come fondi di garanzia da utilizzare con le stesse metodologie dei fondi ex legge 108 (fondi di garanzia iscritti in bilancio come partite di debito verso gli enti con vincolo di restituzione in caso di mancato utilizzo).

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