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sabato, Aprile 17, 2021
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Coronavirus: per rilanciare l’Italia ratifichiamo il CETA

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Ratificare subito il CETA per contribuire al rilancio dell’economia italiana dopo l’emergenza coronavirus: il Think Tank Imprese del Sud appoggia con forza la richiesta del presidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, in seguito al piano straordinario per la promozione del Made in Italy annunciato dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Il nostro Paese è chiamato in questo momento difficile a dimostrare con fatti concreti l’apertura verso un sistema di scambi internazionali. La rapida ratifica dell’accordo Ceta e il rafforzamento della nostra presenza in mercati già aperti, come ad esempio il Giappone, rappresenterebbero dei messaggi chiari, importanti e immediati che darebbero una buona spinta iniziale alla ripresa e opportunità immediate alle imprese”: sono queste le parole del Presidente Scanavino rilanciate dal fondatore di Imprese del Sud, Sergio Passariello, un sostenitore della prima ora dell’accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea.

Abbiamo sostenuto la ratifica italiana del CETA con fermezza e coerenza sin dal giorno dell’approvazione di questo accordo in sede europea. Il nostro Think Tank ha ribadito l’importanza e i vantaggi di questa apertura verso il mercato nordamericano attraverso un apposito focus, che ha messo in evidenza la necessità di ratificare il CETA senza pregiudizi in più occasioni, ultima delle quali l’imposizione dei dazi USA sui prodotti di importazione europei. E adesso, in un clima di vera emergenza, torniamo a ribadire che non solo questa ratifica è necessaria, ma anche urgente per dare un’accelerata all’export delle nostre imprese” afferma Sergio Passariello.

Imprese del Sud rivolge quindi un appello al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Gentile Ministro, non è il momento delle polemiche. Ma di fronte agli interventi da Lei annunciati per far fronte all’emergenza coronavirus quali il credito alle imprese, i rimborsi per le mancate fiere, e una campagna straordinaria di comunicazione per la promozione all’estero, spiace vedere ignorata una misura concreta come il CETA già ben confezionata, per la quale manca soltanto una ratifica del Parlamento. Ha definito giustamente inaccettabili i blocchi delle merci applicati in queste ore dai Governi stranieri, ma allo stesso tempo gira le spalle di fronte all’occasione di abbattere una barriera per entrare con forza in un grande mercato come quello canadese. La invitiamo a riflettere, signor Ministro, a partire da un appello accorato che arriva dalle categorie economiche”.

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