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venerdì, 30 Ottobre 2020

CIGD e screening: Confapi Sicilia sprona la Regione

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Nonostante la costituzione di una task force di ben 138 persone istituita dalla Regione Siciliana per esitare le pratiche, ad oggi la mancata erogazione della cassa integrazione in deroga per l’emergenza coronavirus è l’ennesima costatazione di come il sistema burocratico amministrativo abbia compiuto l’ennesimo flop, infatti neanche uno degli assegni ai 135 mila lavoratori delle 33 mila aziende che ne hanno fatto richiesta è stato ancora emesso. Ancora nessuna pratica dalla Regione e trasmessa all’Inps, che a sua volta dovrà lavorare ogni singola pratica senza alcuna certezza sui tempi. A questa inaccettabile negligenza, già denunciata dai sindacati dei lavoratori, si associa con CONFAPI Sicilia.

Già il 25 marzo scorso la Presidente della Confederazione delle Piccole e Medie Imprese Siciliane, Dhebora Mirabelli con il Vice Presidente Vicario Ugo Piazza, avevano in fase di definizione dell’Accordo con le parti datoriali e sindacali, denunciato l’inefficienza, la confusione amministrativa che regnava e la necessità di mettere in funzione procedure specifiche atte a garantire snellezza e celerità. Ma nulla da fare, un forte richiamo caduto nel nulla con il risultato che di fatto ad oggi “nessuno ha visto un euro”.

Il tutto ha portato Confapi Sicilia a non figurare tra i firmatari dell’accordo che le altre parti datoriali si sono affrettati a firmare. Noi di Confapi Sicilia, pur sperando di sbagliarci eravamo consapevoli che le cose potevano solo peggiorare con tanta confusione e inefficienza. Come si dice, il buongiorno si vede dal mattino! Il risultato è che oggi come Sindacato Datoriale siamo chiamati a gestire e ricevere numerosissime mail e telefonate di aziende, consulenti del lavoro e dipendenti disperati, e dover fare da mediatori per l’inefficienza delle Istituzioni che sembrano aver perso una coscienza sociale. In situazioni di grave emergenza non si possono lasciare nel limbo imprese e lavoratori, abbiamo attivato così una convenzione con dei professionisti legali e stiamo attivando, gemellati con Confapi Padova, un team di esperti sul credito a disposizione di tutti gli associati e tutte le imprese che applicano i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) di Confapi che qui in Sicilia sono circa 3 mila per fornire soluzioni concrete alle imprese e ai lavoratori in questo momento di assenza delle istituzioni” ha così dichiarato il presidente di Confapi Sicilia Avv. Dhebora Mirabelli.

Bisogna recuperare serietà e rigore di fronte ad una crisi economica che si sta trasformando in emergenza sociale e mancato rispetto dei sacrosanti diritti delle imprese e dei lavoratori. Basta proclami ma fatti concreti, vogliamo richiamare al forte senso di responsabilità la politica così come la dirigenza che governa procedure e burocrazia affinché ognuno faccia la propria parte.” conclude il Vice Presidente Vicario di Confapi Sicilia Ugo Piazza.

Comunicato stampa inviato da Confapi Sicilia


Dopo la diffusione della nota emanata dalla Regione Siciliana riguardante  “Disposizioni in materia di screening epidemiologico. Utilizzo dei test sierologici e/o quantitativi” alle imprese della filiera rifiuti e ambiente dell’Associazione di Categoria.

Il Presidente di filiera Sebastiano Migliore, con la sua azienda Me. CoGeSt di Gela, impegnato nella raccolta e sanificazione di rifiuti infettivi, ha prontamente avvertito il presidente regionale Confapi Sicilia Dhebora Mirabelli del mancato inserimento nel su detto provvedimento della Regione degli operatori ecologici impegnati in tale importante compito.  Confapi Sicilia ha pertanto provveduto alla necessaria segnalazione all’Assessore alla Salute Ruggero Razza e ai Dirigenti regionali firmatari della nota, D.ssa Letizia di Liberti e Ing. Mario La Rocca.

“La catena di contagio va identificata e prontamente interrotta come giustamente ha cercato di operare l’Assessorato ma attenzione a non dimenticare i soggetti più esposti che non si sono mai fermati in questi mesi per garantire un servizio pubblico essenziale nonostante nell’ Isola il non agevole reperimento da parte delle imprese di adeguati dispositivi DPI.” – continua il Presidente della Confederazione delle Piccole e Medie Imprese siciliana, Dhebora Mirabelli – “Migliaia di operatori ecologici nei giorni di maggiore e diretta esposizione al virus, potrebbero aver sviluppato anticorpi ed essere già diventati portatori sani. E’ importante ora agire con responsabilità ed innalzare i livelli di sicurezza promuovendo la diffusione dei test sierologici e/o i tamponi anche agli asintomatici a rischio, come ha raccomandato l’Organizzazione Mondiale della Sanità”

Comunicato stampa inviato da Confapi Sicilia 

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