Il Decreto Cura Italia contenente misure di sostegno economico legate all’emergenza coronavirus, all’articolo 66, prevede la possibilità di recuperare fiscalmente le donazioni volontarie in denaro e in natura effettuale nell’anno 2020 in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Grazie allo Studio Stefanutto Commercialisti di Montichiari (BS), possiamo fornirvi tutte le informazioni in merito.

La possibilità è garantita a:

  1. PERSONE FISICHE (anche professionisti, esclusi i redditi da regime forfettari o ed i vecchi “minimi”): detrazione dall’Irpef del 30% della donazione effettuata, (importo max detrazione 30.000 euro)
  2. TITOLARI DI REDDITO DI IMPRESA (ditte individuali ad esclusione del regime forfettario, societá di persone, societá di capitali): la donazione è un costo totalmente deducibile, secondo quanto previsto dall’articolo 27 della L. 133/1999. Anche ai fini Irap.

In sostanza si presenta l’opportunità di aiutare gli enti ed associazioni del nostro territorio, potendo recuperare fiscalmente buona parte della donazione. La scelta se effettuare come privati persone fisiche (quindi minori imposte da pagare o rimborso nel 730) o come imprenditori, quindi minori imposte sull’attività, minor Inps e minore Irap è da valutare sulla base delle situazioni personali.

I privati e i professionisti (non forfettari) possono usufruire solo della detrazione ai fini Irpef e pertanto non vi sono problemi di scelta. Per chi ha una ditta individuale, una Società di Persone (snc, sas) va ricordato che si tratta comunque di un reddito soggetto ad Irpef ed Inps, quindi se l’attività ha un reddito basso e Voi avete altri redditi (es. pensione, affitti non a cedolare, compensi come amministratori) può essere conveniente procedere come privati. Se l’attività ha un minimo di reddito converrà sempre che il bonifico sia a nome della ditta-società di persone.

Lo stesso ragionamento vale anche per chi ha una SRL ed è anche socio lavoratore (soggetta ad IRES e IRAP): se la donazione è a nome della società avrete un costo che abbatterà anche il carico INPS. Se la società è in perdita e il socio ha compensi come amministratore sarà conveniente che sia la persona fisica a provvedere al bonifico.

Ricapitolando Privati e professionisti dal conto privato Imprenditori, Società di persone e capitali tendenzialmente è migliore la soluzione dal conto aziendale.

Ovviamente solo con bonifico non donazioni in danaro, per le donazioni di materiale dovrete emettere fattura, con solo addebito dell’iva.

Come donare

Se qualcuno vorrà farlo insieme allo studio Stefanutto vi linkiamo la pagina di #aiutiAmoBrescia

Fondazione Comunita Bresciana Onlus (NB senza accento per evitare problemi)

Ubi Banca

IBAN: IT76Z0311111238000000001390

Causale: AIUTIAMOBRESCIA (NB senza hashtag)

Per chi risiede all’estero: BIC BLOPIT22

In caso si voglia mantenere l’anonimato per le pubblicazioni sul Giornale di Brescia aggiungere ANONIMO nella causale. Se si volesse dare un contributo «in memoria di» è necessario fare il bonifico e poi inviare una mail a amministrazione@fondazionebresciana.org.

In alternativa, è aperto anche il conto bancario dedicato alle donazioni in favore del Dipartimento della Protezione Civile. Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico sia dall’Italia sia dall’Estero usando le seguenti coordinate bancarie:

Banca Intesa Sanpaolo Spa

Filiale di Via del Corso, 226 – Roma

Intestato a Pres. Cons. Min. Dip. Prot. Civ.

IBAN: IT84Z0306905020100000066387

BIC: BCITITMM

info autore

Redazione

Redazione