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lunedì, 26 Ottobre 2020

CETA: il Canada estende la tutela dei brevetti farmaceutici (prima dell’UE)

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Con l’adesione all’Accordo economico e commerciale con l’Unione Europea, sottoscritto nel 2014, anche il Canada ha dovuto ridefinire la propria visione protezionistica rispetto ad un settore molto delicato come quello dei brevetti farmaceutici.

Uno degli obblighi previsti nel CETA, per la parte canadese, è quello di fornire almeno ulteriori due anni di protezione supplementare oltre il termine del “brevetto di base” che tutela un prodotto farmaceutico.

Come riporta il network Osler, prima del CETA il Canada non aveva mai riconosciuto alcuna forma di estensione della protezione di un brevetto. La soluzione disponibile per una protezione supplementare era il regime del certificato di protezione supplementare (CPS) dell’UE, che è in vigore da diversi decenni. 

Mentre i tribunali europei hanno affrontato molte domande difficili su come e quando una parte dovrebbe avere diritto a un CSP, il tribunale federale canadese ha appena statuito, nel primo caso in cui è stato chiamato ad esprimersi, che anche in Canada può essere considerato e concesso il regime di protezione supplementare del brevetto. Il caso riguardava la possibilità di rilasciare un certificato di protezione supplementare (CSP) per un brevetto relativo alla combinazione di un antigene e un adiuvante. 

La Corte di giustizia dell’Unione Europea aveva precedentemente trattato la stessa questione nei confronti di un prodotto diverso, e aveva riscontrato che non era consentita alcuna protezione supplementare. Infatti con una decisione del 2014 la Corte di giustizia dell’UE, (Glaxosmithkline Biologicals SA contro Comptroller-General of Patents, Designs and Trade Marks , [2014] RPC 17), era giunta alla conclusione opposta rispetto al Tribunale federale sull’ammissibilità di domande di brevetto adiuvante per analoghe ulteriori protezioni. 

La Corte Federale Canadese, di contro, grazie alla nuova impostazione fornita dal CETA, è arrivata alla conclusione opposta, ritenendo che la richiesta di Health Canada fosse irragionevole, e concludendo che non era disponibile alcuna protezione per l’adiuvante.

Non vi è dubbio, quindi che, nel momento in cui il governo canadese ha preso provvedimenti per attuare l’obbligo del CETA per espandere la protezione dei brevetti farmaceutici, lo ha fatto sulla base della sua effettiva comprensione rispetto al funzionamento del sistema CSP dell’UE. 

Nonostante il tentativo del governo canadese di attuare la protezione CSP solo nel modo più ampio possibile, fatto salvo il modo in cui Health Canada alla fine ridefinisce il problema, la decisione della Corte federale in Glaxosmithkline Biologicals SA contro Canada ha superato sia il RIAS sia le protezioni offerte nell’UE. 

Con questa decisione, possiamo prendere atto che in tema di tutela dei brevetti, grazie al CETA, le aziende che fanno affari in Canada possono ottenere più garanzie di quanto l’UE possa concedere.

Sergio Passariello
Sergio Passariellohttps://www.impresedelsud.it
Blogger, consulente aziendale ed imprenditore
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