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La Zona Economica Speciale Unica: Una Grande Opportunità per il Rilancio del Sud Italia

Nelle intenzioni del governo, la nuova zona economica speciale mirerà a promuovere l'attrattività per gli investimenti e a migliorare la connessione delle regioni meridionali ai flussi commerciali internazionali.

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Il Sud Italia è pronto a vivere una significativa trasformazione economica grazie all’istituzione della Zona Economica Speciale Unica, come annunciato dal ministro per le politiche europee del Sud e il Pnrr, Raffaele Fitto. Questa iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa in cui sono stati illustrati i contenuti del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 7 settembre 2023, focalizzato sulle politiche di coesione e il rilancio dell’economia nelle regioni meridionali del nostro Paese.

Il decreto, che abolisce le attuali otto zone economiche speciali per creare una “Zona Economica Speciale Unica”, rappresenta un passo importante verso il potenziamento dell’attrattività per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno, favorendo la loro connessione ai flussi commerciali internazionali. Uno dei principali vantaggi di questa nuova iniziativa è l’estensione del credito d’imposta a tutto il Mezzogiorno.

Secondo la normativa che istituisce la nuova zona economica speciale, sia le nuove imprese che quelle già esistenti che intraprendono nuove attività economiche o investimenti potranno usufruire di procedure semplificate e regimi procedimentali speciali, con termini accelerati e adempimenti semplificati. Questo credito d’imposta si applica anche all’acquisto di immobili strumentali agli investimenti.

Nuova Zona Economica Speciale Unica. Le agevolazioni.

Le percentuali di credito d’imposta, in vigore nella nuova zona economica speciale, varieranno in base alle dimensioni aziendali: il 45% per le piccole e micro imprese, il 35% per le medie imprese e il 25% per le grandi imprese. È importante notare che le aziende che beneficiano di questo credito d’imposta devono rimanere nel territorio per almeno sette anni dopo il completamento degli investimenti agevolati.

Va precisato che l’agevolazione non si applica a settori specifici come l’industria siderurgica, carbonifera, la costruzione navale, le fibre sintetiche, i trasporti e le relative infrastrutture, la produzione e distribuzione di energia e le infrastrutture energetiche, il settore creditizio, finanziario e assicurativo, l’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura, nonché alle imprese in difficoltà.

Inoltre, il decreto che istituisce la nuova zona economica speciale, prevede anche un significativo investimento di 45 milioni di euro per l’isola di Lampedusa, finalizzato alla realizzazione di infrastrutture viarie, opere di urbanizzazione primaria, impianti di depurazione, deposito di carburante e nuovi edifici pubblici. Questo finanziamento sarà supportato dal know-how operativo di Invitalia per garantire una rapida implementazione dei progetti previsti.

Infine, il decreto prevede l’assunzione a tempo indeterminato di oltre 2.200 professionisti, con l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa per l’attuazione delle politiche di coesione. Questa misura mira a evitare ritardi nella programmazione e nell’impiego delle risorse destinate alle politiche di coesione nel nuovo ciclo di sviluppo del Sud Italia.

La creazione della Zona Economica Speciale Unica rappresenta un’opportunità unica per il Mezzogiorno italiano, promuovendo investimenti e sviluppo economico nelle regioni meridionali, contribuendo così a ridurre le disuguaglianze territoriali nel Paese.

Le Dichiarazioni di Luigi Carfora, Presidente di Confimi Industria Campania

Ne è convinto Luigi Carfora, Presidente di Confimi Industria Campania, che è stato uno dei primi sostenitori dell’estensione delle ZES a tutto il Mezzogiorno. Ha promosso con determinazione questa iniziativa, ottenendo il supporto di importanti figure come Riccardo Figliolia, Segretario Generale del Centro Studi INTRAPRESA, e Alfonso Cialdella, presidente di Confimi Industria Bari Bat Foggia.

Carfora ha elogiato il decreto Sud, approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede la creazione di una Zona Economica Speciale unica e un credito d’imposta annuo di 1,5 miliardi di euro per gli investimenti in beni strumentali. Questo credito d’imposta si estenderà a tutte le regioni coinvolte, rappresentando un passo significativo per il miglioramento della competitività del Mezzogiorno, in particolare tra Campania e Puglia.

Il Presidente Carfora parteciperà al seminario “ZES & SOSTENIBILITÀ: binomio vincente per la crescita del Sud Italia,” che si terrà il prossimo13 settembre a Bari. L’evento affronterà le tematiche delle ZES e della sostenibilità, cruciali per lo sviluppo del Sud Italia.

Non vi è dubbio che il decreto Sud potrà rappresentare una svolta significativa per il Mezzogiorno d’Italia. L’introduzione della ZES unica e il sostegno finanziario fornito attraverso il credito d’imposta promettono di stimolare l’attività economica e migliorare la competitività delle imprese nelle regioni meridionali. La collaborazione tra istituzioni e imprese è essenziale per garantire il successo di questa iniziativa e per promuovere lo sviluppo economico e sociale del Sud Italia. La sfida verso una crescita sostenibile è aperta, e il Mezzogiorno guarda al futuro con speranza e determinazione.

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