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giovedì, Luglio 18, 2024
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Vino: dopo l’Irlanda è il Canada a metterlo al bando.

Dopo che l'Irlanda ha permesso di includere avvisi sulla salute sulle etichette degli alcolici, ora il vino è anche al centro dell'attenzione in Canada.

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Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (CCSA) del Canada ha pubblicato recentemente nuove linee guida sull’alcol, raccomandando di ridurre il consumo di alcol al minimo possibile.

Questa raccomandazione, che arriva dopo la richiesta Irlandese di apporre sulle bottiglie di vino etichette dissuasive al consumo, è stata criticata da alcuni esperti che ritengono che le linee guida siano irresponsabili e capaci di causare ansia e stress tra i consumatori.

La nuova guida indica che anche un consumo moderato di alcol è associato a gravi rischi per la salute, come il cancro, le malattie cardiache e gli ictus. Durante la gravidanza, la guida consiglia che l’alcol deve essere evitato, mentre durante l’allattamento al seno, l’astinenza è considerata l’opzione più sicura.

Gli esperti del CCSA hanno sottolineato che una bevanda standard equivale a una birra da 355 ml con il 5% di alcol, un bicchiere di vino da 148 ml con il 12% di alcol o un bicchiere di alcolici come rum e vodka con il 40% di alcol.

La nuova ricerca suggerisce che da tre a sei drink alla settimana sono considerati a rischio moderato sia per gli uomini che per le donne, mentre sette o più drink alla settimana sono ad alto rischio. Le conseguenze negative dell’alcol includono anche lesioni e violenza.

Tuttavia, alcuni esperti di salute sono scettici riguardo alle nuove linee guida. Dan Malleck, professore di scienze della salute alla università canadese Brock University, ha dichiarato che questo tipo di ricerca spesso trascura altre considerazioni sulla salute e il benessere legate all’alcol, come il divertimento, il piacere, il sollievo dallo stress e la collegialità.

Malleck ha evidenziato che non dovremmo considerare le persone come semplici macchine con input e output di sostanze chimiche o nutrizionali, ma che esistiamo in uno spazio sociale che ha un impatto significativo sulla nostra salute.

Le reazioni italiane alle scelte sul vino di Irlanda e del Canada

Dopo che l’Irlanda ha adottato recentemente un’etichettatura allarmistica sul vino, anche le ultime notizie dal Canada, hanno suscitato preoccupazione tra gli agricoltori e i vignaioli regionali e italiani.

Franco Clementin, presidente di Cia Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato in una sua dichiarazione apparsa sul sito web della Confederazione Italiana Agricoltori che la questione della salute rispetto al consumo di vino si sta globalizzando e che questo ha portato a una recente decisione restrittiva da parte della Sanità canadese. Il rapporto canadese suggerisce un massimo di 2 drink a settimana e etichette obbligatorie di avvertimento per tutte le bevande alcoliche, poiché superare questa soglia potrebbe aumentare il rischio di cancro al seno e al colon.

Il mercato canadese per il vino italiano è in crescita, rappresentando il 5° per valore di export e oltre il 7% del valore totale del vino italiano esportato nel mondo.

Cia Fvg ha fatto appello al governo italiano affinché solleciti l’Europa sugli impegni già presi per promuovere uno stile di vita sano e una corretta informazione. Il consumo di vino, come la musica, deve essere somministrato con moderazione per esaltare il sapore e affinare il piacere della vita e della convivialità.

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