E’ giusto fermare tutto in questa situazione di emergenza. Ma questo dovrebbe essere valido anche per le riscossioni forzate da parte dei concessionari privati nei confronti di chi vive una situazione drammatica.

A sostenerlo è l’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori.it, che in un’intervista al Mattino di Napoli si è fatto portavoce di chi continua ancora oggi a vedersi bloccato un conto corrente, o ad essere privato di denaro a causa di pignoramenti.

Soltanto in un giorno sono state una decina le pratiche aperte da chi si è trovato impedito a prelevare dal proprio conto, vedendosi violata la sua privacy, a causa di queste società esterne alle quali gli enti locali affidano la riscossione di imposte e tributi non versati dai contribuenti tramite pignoramenti.

E lo fanno in maniera piuttosto invasiva. Non avendo accesso all’anagrafe tributaria dei contribuenti, infatti, queste società di riscossione inondano di mail le banche di tutta Italia per verificare l’apertura di conti correnti e mettere le mani dove possibile, riscuotendo anche più del dovuto in quanto ciascuna banca provvede al pagamento senza sapere che allo stesso tempo altri istituti di credito possono aver versato imposte e contributi dovuti.

Vi sembra giusto che se ho un debito con un comune lo debbano sapere tutte le banche d’Italia? Mi stai diffamando su tutta la rete bancaria del paese presso la quale non avrò più credito» attacca Pisani, auspicando un intervento del Garante per la Privacy affinché i Comuni sospendano le riscossioni e il Governo tuteli i diritti dei pignorati, che in questo periodo hanno difficoltà a difendersi con i rispettivi avvocati a causa delle limitazioni legate all’emergenza coronavirus.

Da qui la richiesta di sospendere fino al 30 Settembre tutti i pignoramenti, gli assegni e le cambiali per cause di forza maggiore.

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Redazione

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