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domenica, Maggio 26, 2024
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Settore packaging in Sudafrica: l’analisi di Euromed

L'Italia è leader nell'export di macchinari per gli imballaggi

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In Sudafrica, il settore manifatturiero del packaging rappresenta circa l’1,5% del PIL nazionale, ovvero 68 miliardi di euro, mentre consumo di materiale per l’imballaggio è attualmente di circa 3,5- milioni di tonnellate all’anno. Per oltre 40 anni il settore è cresciuto a un ritmo superiore della crescita media del PIL sudafricano. Questa crescita si basa sull’elevata quantità e qualità dei grossisti e distributori locali, e sui settori industriali che utilizzano grandi quantità di imballaggi, come l’industria farmaceutica e alimentare.

L’industria dell’imballaggio in Sudafrica può essere segmentata in base alle materie prime utilizzate per l’imballaggio (plastica, metallo, vetro, materiali flessibili), alla tipologia di prodotti (bottiglie, lattine, barattoli, sacchetti) o ancora alla tipologia dei settori forniti (cibo e bevande, cura della persona, cura della casa, sanità ecc.).
 
Il Sudafrica ha un’industria ben sviluppata per materie prime come carta, plastica e vetro, grazie a molte aziende rinomate che vantano una riconosciuta una capacità produttiva.

Il settore in cui il Sudafrica, invece, manca di capacità produttiva locale è quello dei macchinari per l’imballaggio. Prima dell’impatto dell’emergenza Covid-19, l’economia sudafricana si stava riprendendo dopo un periodo di rallentamento. Grazie all’impatto positivo delle riforme economiche condotte dal governo, molti settori stavano apportando miglioramenti significativi, tra cui l’introduzione di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Infatti, il valore totale delle importazioni in Sudafrica in termini di macchinari per confezionamento e imballaggio è stato di 83 milioni di euro.

E l’Italia gioca un ruolo da protagonista nell’esportazione di questa classe di macchinari in Sudafrica. Infatti nel 2019 i macchinari esportati ammontavano a un valore complessivo di 33,8 milioni di euro. Vale a dire che il 40% delle importazioni totali in Sudafrica per questa classe di beni proveniva dall’Italia, classificata così al primo posto nella classifica dei Paesi importatori davanti alla Germania e alla Cina.

Inoltre, l’Italia figura al primo posto in termini di crescita delle esportazioni verso il Sudafrica, che sono incrementate del 70% negli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda le strategie adottate dai primi tre paesi concorrenti, l’Italia e la Germania hanno scelto di mantenere prezzi elevati e un alto valore unitario dei beni esportati, mentre la Cina ha adottato strategie di maggiori volumi a prezzi molto più bassi. I prezzi dell’Italia sono comunque significativamente più bassi rispetto alla Germania, attestandosi a una media di circa 3.000 euro per unità,  a fronte del prezzo medio unitario di 11.000 delle importazioni tedesche.

La presenza italiana nel settore del packaging è quindi ben nota in Sudafrica. Alcune aziende hanno già stabilito le loro filiali commerciali nel paese e le tecnologie italiane sono note per la loro elevata qualità. Tuttavia, l’ultima edizione della fiera di settore Propak Africa, svoltasi a marzo 2019, ha evidenziato che le industrie sudafricane che utilizzano maggiormente il packaging, in particolare quella alimentare e quella farmaceutica, dovrebbero cambiare le loro strategie sull’export affidandosi a esportatori e fornitori a basso costo (ovvero Cina e Taiwan) per mantenere un alto grado di competitività.

Va poi ricordato che l’Africa è soggetta ad una rapida urbanizzazione, e questo potrebbe far pensare che l’intero continente aumenterà la produzione di imballaggi per soddisfare la domanda dei consumatori, soprattutto per gli alimenti trasformati.

Le sfide del mercato nell’industria dell’imballaggio sono il costo crescente delle materie prime e la popolarità del packaging sostenibile e biodegradabile. In Sudafrica, in particolare, a causa delle difficoltà economiche, i consumatori sono molto sensibili ai prezzi, il che che spinge le vendite di confezioni all’ingrosso, confezioni piccole, multipack e prodotti scontati.

L’Italia, quindi, dopo anni di successo, è chiamata a nuove sfide per far fronte alle esigenze presenti e future dei sudafricani. Esigenze che si stanno evolvendo, e che guarderanno sempre di più all’equilibrio tra costi e sostenibilità.

Questa analisi è stata realizzata con il supporto del team di Euromed International Trade, membro della Camera di Commercio e dell’Industria italo-sudafricana. Se sei interessato a esportare in Sudafrica richiedi maggiori informazioni compilando il seguente form.

Giovanni Guarise
Giovanni Guarise
Giornalista professionista dal 2010. Nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa con approfondimenti, focus e attività di comunicazione.
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