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SACE e i risultati del primo semestre 2020

I risultati finanziari e operativi raggiunti da SACE, al 30 giugno 2020, segnano una crescita dell’impegno a sostegno delle imprese italiane.

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L’emergenza coronavirus non ferma l’azione di promozione e rafforzamento dell’export, anche con i nuovi strumenti digitali, delle piccole e medie imprese italiane. I risultati finanziari e operativi raggiunti da SACE, al 30 giugno 2020, segnano una crescita dell’impegno a sostegno delle imprese italiane in un contesto di ciclo economico avverso senza precedenti, a fronte del ruolo rafforzato affidato a SACE con le disposizioni del Decreto 23/2020 “Liquidità”. Le risorse mobilitate a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione sono risultate pari ad 11 miliardi di euro (+37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), con più di 7.500 imprese servite di cui oltre il 90% appartengono al segmento Mid cap e PMI.

Per gli analisti economici è risultato di particolare importanza lo strumento previsto dal Decreto “Liquidità” per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza pandemica, che al 30 giugno 2020 ha totalizzato 8 miliardi di volumi garantiti, ad oggi saliti a oltre 10 miliardi a fronte di oltre 260 garanzie emesse. Nel corso del primo semestre 2020, i volumi complessivamente mobilitati a sostegno delle imprese italiane ammontano dunque a circa 20 miliardi.

“Le risorse che abbiamo mobilitato in questo semestre a supporto di export e internazionalizzazione e i volumi totalizzati dall’operatività Garanzia Italia sono un chiaro segnale che SACE, soprattutto in questo momento difficile, è al fianco delle imprese italiane – ha dichiarato Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato di SACE. “Nel periodo di lockdown abbiamo intensificato i nostri sforzi, non solo a livello operativo, ma anche incrementando le iniziative di accompagnamento, specialmente quelle rivolte alle filiere produttive, particolarmente impattate da questa emergenza. Abbiamo attivato in tempi rapidi la nuova operatività di Garanzia Italia, consentendo di dar seguito velocemente e online a tutte le richieste di garanzia sui finanziamenti bancari, anche di decine e centinaia di milioni di euro, i cui impatti si estendono ben oltre gli importanti volumi erogati. Dietro ogni operazione realizzata con Garanzia Italia, infatti, non c’è mai la sola azienda beneficiaria, ma tutto l’indotto generato sul territorio, i lavoratori, i fornitori, le famiglie. Un impatto che si moltiplica attraverso le filiere sostenute con quest’operatività: dall’agri-food alla moda, dall’automotive ai servizi turistici a altri comparti cardine del tessuto imprenditoriale manifatturiero italiano”, ha concluso l’Amministratore delegato di SACE.

A trainare l’operatività è stata prevalentemente la linea di business focalizzata sul sostegno alle esportazioni delle imprese italiane (+82%), con un incremento sia nei prodotti dedicati alle grandi commesse estere sia negli strumenti utilizzati dalle PMI. Il supporto di SACE si è focalizzato sui principali settori dell’economia italiana (infrastrutture e costruzioni, chimico, petrolchimico, oil&gas, crocieristico e meccanica strumentale) principalmente nelle Americhe, Europa e Africa. L’operatività di Garanzia Italia è stata utilizzata prevalentemente dalle imprese operanti nel comparto dei servizi, dell’industria metallurgica e di quella meccanica.

Sostanzialmente, negli ultimi mesi, la crescita ha riguardato in particolare il settore farmaceutico (+25,6%), le bevande (+ 6,8%), i prodotti del sistema moda (+ 6,2%), la metallurgia (+5,3%). Le vendite all’estero di macchine e apparecchi meccanici non sono invece cresciute, confermando comunque l’importanza di tale settore, poichè tale segmento economico continua a contribuire con oltre 50 miliardi di euro alla formazione dell’avanzo commercialeDal punto di vista dei mercati inoltre la crescita ha riguardato principalmente il Giappone (+19,7%) anche grazie all’accordo di libero scambio con l’Unione europea in vigore da febbraio 2019 e la Svizzera (+16,6%), snodo di smistamento internazionale di tutto il contesto europeo. Anche verso gli Stati Uniti l’export italiano è cresciuto (+7,5%), nonostante i dazi imposti a fine 2019 su alcune categorie di merci e le politiche protezioniste avviate dalla presidenza Usa.

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