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giovedì, Giugno 24, 2021
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Rivoluzione per la pubblica amministrazione: intervista a William Nonnis

La rivoluzione digitale, l'innovazione e la digitalizzazione della pubblica amministrazione vista dal Full Stack & Blockchain Developer per il Ministero della Difesa.

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La Pubblica amministrazione va ripensata in termini di digitalizzazione, il che richiede non una semplice traduzione delle prassi e modalità operative da analogiche a digitali, ma una reingegnerizzazione dei processi e dei procedimenti amministrativi una ridefinizione dei termini e delle modalità di interazione tra persone e con tutti gli stakeholder: è quanto dichiarato dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta rispetto alle linee programmatiche del Governo in vista del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Abbiamo parlato di come ripensare il modello digitale per le imprese, la pubblica amministrazione e il sistema Italia post pandemia con William Nonnis, Full Stack & Blockchain Developer per il Ministero della Difesa.

Volendo riassumere, cosa prevede il nuovo piano di innovazione proposto dal Ministro Brunetta?

“Il documento presentato, prevede dei punti catalogati per un totale di 28 pagine: la Commissione sottolinea la necessità di mettere le attese e i bisogni dei cittadini, delle imprese e delle comunità al centro degli obiettivi di modernizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e che le riforme e gli investimenti muovano da una visione generale della strategia di modernizzazione orientata a produrre un impatto strutturale sullo sviluppo economico e sociale, superando un approccio frammentato o incompleto e garantendo il necessario raccordo tra le riforme già introdotte (o in corso di attuazione) e le riforme, i progetti e gli investimenti previsti nell’ambito del Piano, dove si parla di Buona Amministrazione, Capitale Umano, Valorizzazione delle professionalità e delle esperienze, e di Digitalizzazione“. 

Quindi, secondo lei è necessario un cambio di approccio nel reclutamento dei dipendenti nella PA?

“Si, è necessario un cambio di approccio nel reclutamento. È assolutamente condivisibile studiare una nuova modalità di accesso alla PA, iniziando con il selezionare i candidati uscendo dagli schemi tradizionali, quindi non soffermandosi soltanto sui titoli (diploma, laurea, etc…) ma analizzando le competenze, che non possono essere indicate in un CV, in cui si rappresenta il solo percorso formativo. Devono essere rappresentate le capacità Intellettuali, professionali e le esperienze oggettive, ossia quelli che ho più volte definito i dati reali e tangibili derivanti dai risultati sul campo e non da conoscenze o amicizie. Occorre poi favorire un rapido ricambio generazionale che porti la PA in linea con le esperienze più avanzate realizzate nei paesi nostri concorrenti.  A tal proposito mi chiedo: siamo sicuri che all’interno della PA non vi siano già figure competenti, che tengono al loro aggiornamento continuo? Quindi, credo che sia positivo formare ed ottimizzare le risorse già presenti con una sorta di premio nella singola formazione ed incentivare l’evoluzione della PA al servizio del cittadino.”

William Nonnis

Cosa possiamo dire sul rapporto tra pubblica amministrazione, smart working e digitalizzazione?

“Secondo il Ministro Brunetta vanno rivisti i contratti collettivi dei dipendenti per l’integrazione e l’incentivo ad utilizzare lo strumento Smart Working, che dà benefici non solo al dipendete ma anche alla PA (meno consumi di energia, spazi etc).  Mentre la digitalizzazione deve diventare uno strumento imprescindibile per il fabbisogno della community, non possiamo più assolutamente pensare in modalità Vita reale e Vita virtuale. Dobbiamo capire che per rispondere alle nostre esigenze umane e quotidiane non siamo più semplicemente online oppure offline, ma incontrovertibilmente “ONLIFE”(viviamo in un mondo tutt’uno).  Da qui in poi non si può più restare indietro nell’assimilazione e nell’utilizzo consapevole e ragionato del digitale se non si vuol essere schiavi di esso, oppure tagliati fuori da esso Logicamente nel piano va analizzato e ottimizzato un piano di Cybersecurity e Infrastrutture che permettono il funzionamento di tutto lo strumento digitale, perché le infrastrutture critiche quali Sanità, Istruzione, Giustizia, Energia (rifiuti, settore idrico, gas) sono la base di tutto sia per lo Stato ma anche per la tutela dei cittadini. Parallelamente la Cyber deve assolutamente essere all’altezza di queste infrastrutture analizzando tutte le condizioni e le circostanze che portano pericoli alla community, tutelando la conservazione e non la manipolazione dei dati stessi.”

Quali sono gli step necessari per la rinascita digitale del nostro Paese?

“Una volta delineata la visione e le linee guida occorre rivolgersi a persone che sulla materia Digitale (come veri professionisti e non finti professionisti del digitale) da anni stanno formando, informando sotto l’aspetto tecnico, giuridico, etc. Per questo i tecnici devono essere coinvolti al 100% nelle attività di analisi del processo e conseguente sviluppo, devono coadiuvare il legislatore, applicando e snellendo le norme con le nuove modalità che lo strumento digitale offre oggi. Quindi ogni figura e categoria professionale è importante in queste fasi, ma ognuno deve rimanere sul suo ambito/settore di competenza, cercando di trovare soluzioni e non problemi, che sono già abbastanza.”

Nella riforma della PA non si esclude l’utilizzo della tecnologia Blockchain. A quali vantaggi può portare? 

“I vantaggi per la Aziende, PA, cittadino/community sono molteplici:

1. identità digitale SSI (Self Sovereign Identity);

2. il cittadino/azienda avrà una risposta al servizio richiesto in tempi celeri e in maniera sicura;

3. lo Stato avrà un maggior monitoraggio dei principali servizi gestiti dalle varie aziende, visualizzando in tempo reale le transazioni svolte;

4. forte alleggerimento della burocrazia grazie alla digitalizzazione dei servizi, con il ritorno così di un notevole risparmio sulla macchina governativa a vantaggio dell’azienda e /o cittadino;

5. i dati non saranno più ridondanti grazie all’utilizzo delle identità digitali;

6. istantaneo controllo incrociato per molteplici esigenze istituzionali o governative;

7. verifica del dato subitanea e obiettiva;

8. sicurezza e trasparenza garantite dall’affidabilità e solidità della tecnologia. 

In ambito sanitario, soprattutto nell’attuale situazione di emergenza, la Blockchain può apportare non pochi vantaggi. Se fino ad oggi la storia clinica di un paziente è stata affidata ad archivi cartacei frammentati e deteriorabili, con la conseguente discontinuità di diagnosi, terapie e di trasporto, possiamo immaginare con facilità una chiave di accesso digitale che in tempo reale ci restituisca tutto il percorso del paziente. Dalle piccole cose come il cambio del medico di medicina generale, a ricerche più complesse sullo stato di salute, fino ad arrivare a complessi studi epidemiologici, flussi sanitari, mappature della distribuzione di malattie croniche o infettive. La rivoluzione digitale che stiamo attraversando può e deve essere il volano di una semplificazione e di una umanizzazione, non solo delle cure, ma anche un percorso di sviluppo e di distribuzione equo delle possibilità.”

In conclusione, come possiamo riassumere il suo impegno nel prossimo futuro alla luce di questi obiettivi di modernizzazione della PA?

“Il mio impegno di Full Stack & Blockchain Developer è, e resta, quello di formare, informare e divulgare competenze tecnico-professionali, alle Pubbliche Amministrazioni, ai Cittadini, ai Liberi Professionisti e alle Aziende sia sullo strumento digitale, ma soprattutto sulla tecnologia Blockchain, che dal 2012 studio, progetto e sviluppo, in modo da fornire vantaggi orizzontali alla portata di tutti. La diffusione di una tecnologia amica dell’uomo, giusta, equa ed etica, non è fine a se stessa, ma è rivolta al totale benessere e sostegno dell’uomo, lo accompagna e ne semplifica la sua quotidianità. E’ un avvenire in cui la tecnologia si umanizza, ripristinando il valore essenziale della fiducia reciproca. Un futuro in cui nessuno sarà più lasciato indietro e solo, perché l’avvenire che io sogno è dato da una rete globale fatta di persone strette e coese per obiettivi comuni.”

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Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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