Rimessione in termini: i commercialisti scrivono a Mattarella

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Le Associazioni nazionali di categoria ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO hanno indirizzato ieri una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per richiedere un suo intervento, dopo che le legittime richieste di rimessione in termini, dopo l’astensione collettiva (30 settembre – 7 ottobre) sono state disattese e a nulla sono valse le successive richieste di attivazione inviate all’Agenzia.

Lo sciopero è stato organizzato e si è svolto nel pieno rispetto dei termini e delle adempienze richieste dal Codice di Autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività svolte dai Dottori Commercialisti e dagli Esperti Contabili, il cui articolato punta a ridurre al minimo il disagio effettivo del contribuente.

L’11 ottobre le Associazioni hanno scritto all’Agenzia delle Entrate e ai Sottosegretari al Ministero dell’Economia e Finanze, chiedendo la rimessione in termini per quei professionisti che, aderendo allo sciopero, hanno presentando il proprio modello  F24 con due giorni di ritardo, sottolineando come la rimessione sia un atto dovuto e che, essendo stati rispettati tutti i termini e le condizioni previsti, la stessa avrebbe dovuto essere automaticamente recepita dai sistemi operativi e dai software dell’Agenzia e comunicata a tutti gli uffici periferici, così da evitare inutili emissioni di atti.

Dopo che queste legittime e reiterate richieste sono state disattese, le Associazioni hanno deciso di rivolgersi in ultima istanza alla Prima Carica dello Stato, per denunciare la lesione di un diritto costituzionalmente riconosciuto e garantito, quello dell’astensione collettiva, nonostante questo sia stato esercitato nel rigoroso rispetto di tutte le condizioni e le procedure previste.

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