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lunedì, Giugno 21, 2021
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L’UE investe nel Mediterraneo: la nuova Agenda

Con 7 miliardi a disposizione, l’Agenda punta su reti di impresa, economia sostenibile, trasformazione digitale, ricerca e sviluppo.

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Il 9 febbraio la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno adottato una Comunicazione congiunta che propone un ambiziosa e innovativa nuova Agenda per il Mediterraneo da 7 miliardi di euro. I fondi sono quelli del nuovo programma europeo NDICI e saranno usati anche per lanciare un Piano di investimenti economici per stimolare la ripresa socio economica a lungo termine nel vicinato meridionale che potrebbe arrivare a mobilitare 30 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni. Con 7 miliardi a disposizione, l’Agenda si pone obiettivi ambiziosi e trasversali che vanno dalla lotta ai cambiamenti climatici, alla promozione della pace e della sicurezza nella regione. Sul piano pratico l’Agenda è divisa in 5 aree di intervento, ognuna delle quali prevede già delle iniziative faro (Flagship) elencate nel Piano economico e d’investimento per i vicini meridionali.

L’obiettivo è quello di sostenere economie resilienti, inclusive e connesse che creino opportunità per tutti, specialmente per le donne e per i giovani. L’area prevede 5 Flagship: Resilient economies; Sustainable economies; Connected economies; Inclusive economies; Digital transformation, research and innovation. Per quanto riguarda le iniziative concrete, si va dal cofinanziamento degli investimenti finanziati dal Fondo per gli investimenti strategici (SIF) del Marocco, al sostegno agli sforzi del nord Africa per sviluppare un’economia verde e circolare per ottimizzare la conservazione e la protezione dell’ambiente e l’uso sostenibile delle risorse naturali, anche nei settori dell’agricoltura e della pesca e nella gestione sostenibile degli stock ittici.

Nella Flagship “Connected economies” l’UE sosterrà a livello regionale il potenziamento di infrastrutture utili per il commercio e molti hub logistici (in modo da favorire l’integrazione con altre regioni, compreso il Medio Oriente e l’Africa subsahariana). A livello di singoli paesi, invece, si evidenzia lo sviluppo di infrastrutture di trasporto pubblico sostenibili in Egitto.

Non dovrebbero mancare neanche interventi di sviluppo economico, come ad esempio il Piano di sostegno integrato per rafforzare le istituzioni finanziarie bancarie e non bancarie, prevedendo anche iniziative di finanziamento per le micro piccole e medie imprese. Infine per l’ultima Flagship, sul fronte della digitalizzazione, innovazione e ricerca preme sottolineare che, nel contesto del partenariato digitale UE-Marocco, Bruxelles supporterà il Marocco a diventare un membro associato al programma Horizon Europe, mentre con un partner come Israele sarà invece ulteriormente intensificata la cooperazione.

Rendere il Mediterraneo uno spazio comune di pace, stabilità e prosperità, attraverso il rafforzamento del dialogo politico e sulla sicurezza, la cooperazione economica e finanziaria, sociale e culturale e creare un’area di pace, prosperità comune e scambi umani e culturali. A 25 anni dalla Dichiarazione di Barcellona restano ancora molti gli obiettivi politici, occupazionali, economici e commerciali da raggiungere in tutto il contesto del Mediterraneo. Per poter comprendere tutte le opportunità per le aziende del Mediterraneo, affidarsi ad Euromed International Trade è una scelta vincente.

Euromed International Trade, è un network presente nel panorama commerciale da diversi anni ed affonda le sue radici nell’esperienza pluriennale dei propri soci fondatori e del proprio management, in grado di poter supportare i propri clienti nelle attività di internazionalizzazione, progetti di finanza agevolata e formazione. Dal 2017 il network commerciale è parte integrante della rete Anima Investment Network, la piattaforma multi paese che raggruppa le maggiori Agenzia d’Investimento delle nazioni che affacciano sul Mediterraneo.

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Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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